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Il problema è il fanatismo

Il problema dell’immigrazione non è l’accoglienza, il cosa fargli fare, il dove metterli, il lavoro, le quote... Problemi gravi certo. Ma questi sono problemi tecnici, logistici. E come tutti i problemi tecnici, logistici, con un po’ di avvedutezza, di buona volontà e di intelligenza si risolvono (qualcuno potrebbe dire che ci difettano proprio quei tre requisiti, ma va bene, andiamo avanti), l’Europa è comunque grande. Quello che invece temo di più è il problema Isis e fanatismo islamico e quello che questo comporta, perché non si risolve né con quei tre requisiti, né col dialogo, né col buonismo, né con altro. Nei Paesi dove i fanatici sono un buon numero, sono dolori. E questi possono entrare liberamente. Quelli infatti che entrano in Italia a migliaia coi barconi noi non sappiamo chi sono e cosa pensano e cosa intendono fare. Non sappiamo se il loro cuore batte per l’avvento violento del califfato in Italia e nel Vaticano o per la pace e l’integrazione. Qualche italiano già si lamenta perchè molti “sputano”, non appena arrivano, sul piatto da mangiare che gli viene regalato e sul posto dove vengono messi, perché non è di loro gradimento (e vengono accontentati subito da noi). E non è un buon segno. La nostra — quella italiana e quella europea— è una cultura debolissima, senza più punti di riferimento, in balia del vento e delle onde dell’ideologia politicamente corretta che qualcuno ogni tot anni diffonde. Ogni tot anni cambia e bisogna riadeguarsi alla nuova per essere in linea col mondo. Una cultura che però non capisce più niente della realtà, del mondo, dell’uomo normale e che non sa dare rifermenti veri e che c’entrano con la vita di tutti i giorni. Un tempo avevamo una cultura cristiana, ferma, salda che per secoli ci ha fatto andare avanti dritti e più o meno bene e che ha resistito a urti straordinari. « La croce resta ferma mentre il mondo gira » dice infatti il motto dei Certosini. Ora abbiamo voluto sradicare questa e abolire quella e così poniamo le basi di tutto sul temporaneo, sulle parole ideologizzate, sul nulla e sul vuoto. Basterebbe dunque una piccola spallata e crolla tutto. Noi vogliamo dialogare e dialogare spesso anche da soli, quelli hanno altri obiettivi e modi di fare, da sempre. Dire questo oggi è stigmatizzato subito come razzismo e islamofobia. Ma ditemi dove ho sbagliato o ho detto cose offensive che non rispondono alla realtà? E se è vero non c’è nulla da stigmatizzare.
Il Pio

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