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La buona battaglia

A chi mi ha installato internet sul PC tanti anni fa, io, assolutamente ignaro della materia, ho chiesto con fare un po' da "frescone" quale realmente sono, "ma cosa c'è qui dentro?". I tecnici informatici, un po' inorriditi da una domanda del genere, mi hanno risposto con educata fermezza, "c'è tutto". Il tecnico è così, poche parole, sintetiche, che riassumono un mondo (che però, quel mondo, per i normali è sconosciuto). Non essendo io un tecnico, anzi il contrario, spesso un po' pignolo e pesando sempre ogni singola parola, ho chiesto cosa fosse "tutto". Giustamente mi hanno risposto che tutto significava "tutto"; e mi avrebbero legittimamente potuto rispondere anche in maniera più sgarbata, data la domanda quasi offensiva per loro e se ne sono andati via quasi sbuffando. Poi il tempo è passato, con internet ci lavoro e ho visto che in effetti qui c'è tutto. Ma proprio tutto. Da come si fa la pizza Margherita, a come si confeziona una bomba, passando per la cronaca e la storia. Dalle novità legislative, alle stragi italiane, ai fatti più morbosi. Da giudizi politici, religiosi, sociali, ai pettegolezzi, fino ai giochi passatempo e ai pensierini carichi di rabbia e cattiveria. Dal reclutamento di jihadisti, al sito della parrocchia di San Salvo con gli orari delle messe. Dalla pornografia più spinta, alle preghiere ai santi... Un mare di notizie. Più che un mare (che da millenni è sempre qualcosa di uguale a se stesso) un minestrone di notizie in cui si aggiungono continuamente nuovi ingredienti, mischiandoli con gli altri. E così può capitare che il giudizio di un blogger sconosciuto possa competere, a pari livello, con un dogma del Papa e il pensiero di un ragazzetto di scuola media, possa essere considerato allo stesso modo di quello di uno studioso. C'è tutto, avevano ragione i tecnici: vero e falso, santità e peccato, notizie utili e spreco di tempo, nobiltà e miseria... Ma tutto è mischiato, ed è molto difficile distinguere l'uno dall'altro. (Ma è bene che lo si faccia,... bene per noi, ovviamente).Distinguere il bene dal falso non può essere basato sul proprio istinto o sul proprio sentimento. Internet è un'arma straordinaria. Ma per il male e per il bene. Per chi ha a cuore la propria anima e la propria salvezza, come per chi non gliene importa nulla o non sa nemmeno cosa sia (e chi ne parla più di queste cose?). Internet va usato bene e per il bene. E' ormai divenuto una parte importante della nostra vita e è bene che gli "amici" per la vita non si scelgano tra i falsi e i traditori,tra le spie e i bestemmiatori, ma tra gente buona che abbia a cuore il nostro destino e che ci voglia bene. Il punto è infatti che la vita è una faccenda seria e non può essere vissuta come estranei, cioè non vivendo e lasciandosi vivere giorno per giorno, rotolando dentro tutte le circostanze che la vita offre, senza lasciarsi interrogare, senza tentare di farsene una ragione, senza pensare che esiste un motivo a una vita fatta proprio così e un fine che dobbiamo raggiungere al termine della nostra "camminata", lunga o breve che sia, facile o difficile... C'è un motivo e c'è un fine, perchè la vita non è nata per caso, ma è frutto di una creazione. Se è frutto di una creazione e non di un caso, significa che c'è un Creatore e la faccenda diventa dunque seria. E a me colpisce tanto quella frase di San Paolo "Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede (Lettera a Timoteo)". Anche io vorrei dire quelle parole alla fine e spero di poter vivere in modo degno per poterle almeno pensare. Combattiamo la buona battaglia della vita e facciamo di tutto per conservare la fede in Gesù, unico che ci può salvare dal non senso della vita e al termine, anche dall'inferno.
Il Pio

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