Etichette

Visualizzazione post con etichetta santi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta santi. Mostra tutti i post

Siamo un esercito imbattibile.

 




Oggi si pensa che tutti i problemi si risolvono con il dialogo e con la scienza. Ben venga il dialogo e la scienza, certamente. Ma consideriamo ad esempio, il problema con le altre religioni: con il dialogo interreligioso certamente tutti gli attriti cessano. Oppure, pensiamo alla pandemia del covid: solo con la vaccinazione di massa (cioè, con la scienza) il problema sarà definitivamente risolto. Ormai è talmente forte la pressione che siamo portati a pensare proprio in questo modo, o se non ci vogliamo pensare con l’intenzione, l’idea ci ronza comunque nelle orecchie e non la riusciamo a tacitare e soprattutto non riusciamo a tacitare il nostro interlocutore "più ferrato", quale sacerdote di questa nuova (e nemmeno tanto nuova) teologia. Poi però, se muoiono diverse persone subito dopo essere stati vaccinate, diciamo che tanto è solo lo 0,002% (dunque, non fa testo, la Scienza resta sempre Salvatrice del mondo), e se, pur osservando scrupolosamente tutte le indicazioni delle Autorità competenti, uno possa prendere ugualmente il Covid, è segno che non ha osservato tutte le indicazioni delle Autorità competenti (cioè della Scienza); e se gli islamici ci ammazzano centinaia di cattolici con cui non sono in guerra, ma solo perché hanno la disgrazia di essere tali e di vivere nelle loro stesse terre da millenni, basta non parlarne fino a quando il Dialogo porterà la Pace nel mondo (Dialogo è anche lui,  Salvatore del mondo). Si vede allora che Scienza e Dialogo sono oggi il nuovo Dio, uno e bino. Però io sono rimasto all’antica. Per me Dio è sempre quello Uno e Trino, che ha creato tutto (anche il dialogo e la scienza) e che tutto dipende da Lui. Può iniziare e finire le pandemie, le guerre, le carestie come anche gli amori, il lavoro, può dominare e decidere la vita e la morte, e dal nulla può far sorgere tutto,... Dio può tutto: il suo interesse è la salvezza delle anime e usa tutte le strade, anche quelle apparentemente peggiori, per ottenere questo. Il Dialogo e la Scienza possono solo se Dio vuole. Del Dialogo e della Scienza però io non mi fido, mi puzzano di inganno, di poteri forti, e anche un po' di zolfo. Mi puzzano di "questo mondo", di cui Gesù disse di diffidare, di un mondo senza Dio, liberato finalmente da Dio. Io invece mi fido ancora di Dio, quello unico e vero, quello di Gesù, dello Spirito Santo e della Madonna, come pure del beato Pier Giorgio Frassati, di San Giuseppe, di Padre Pio, di San Giuda, di Santa Teresa, di San Filippo Neri, di Santa Lucia, di San Pietro, di San Simone, del beato Pio IX, di San Giulio, di Sant'Antonio, di San Benedetto da Norcia, di San Giovanni, di tutti gli altri e anche 
delle anime del Purgatorio. Ho un esercito imbattibile con me, siamo un esercito imbattibile. In questa situazione mi può interessare il Dialogo e la Scienza? Non sarei un matto a convertirmi a loro?

Il Pio

 


Santità e letizia

Il beato Alberto Marvelli di Rimini

Non lo dice più nessuno, ma la santità è, nella vita di ciascuno, la meta. Non tutti riusciranno ad essere santi come ad esempio san Francesco di Assisi o San Giovanni Bosco. Ma a quel tempo  c'era bisogno di un San Francesco di Assisi e di un San Giovanni Bosco; altri così, nella mente di Dio non servivano. Perchè gli altri santi, noti o ignoti, anche nel silenzio, hanno fatto la loro parte. E così anche oggi il mondo ha un bisogno potente della santità, ha bisogno di vedere, di sentire, di toccare santi in carne e ossa, come di un bisogno vitale. Ma perchè il mondo è tanto triste? Quanta letizia proviene oggi dalle mode, dal vivere modernamente, o dallo Stato? Santità clamorosa o santità nascosta: a ognuno di noi è stato dato un dono per mandare avanti il Regno di Dio tra gli uomini e essere dunque santi del genere. 

Vi propongo un articolo del Catechismo di San Pio X

« 209 D. Che cosa ci deve animare ad imitare i Santi?
R. Ad imitare i Santi ci deve animare il considerare che essi erano deboli e fragili come noi e soggetti alle stesse passioni, che confortati dalla divina grazia si sono fatti santi con quei mezzi che possiamo usare anche noi, e che per i meriti di Gesù Cristo è promessa a noi pure quella stessa gloria che ora essi godono in paradiso».


Faccio notare di quello che abbiamo letto, i seguenti punti importantissimi:

  • essi (i santi) erano deboli come noi; 
  • erano soggetti alle stesse passioni, sofferenze, tentazioni, malattie, umore,... proprio come noi;
  • per grazie di Dio sono divenuti santi (e la grazia è un dono e si può chiedere);
  • anche noi abbiamo gli stessi identici mezzi (ad es. i sacramenti), come loro, per divenire santi. Non è vero che oggi non si può fare niente e che è tutto cosa del passato;
  • Per i meriti di Gesù possiamo tutti avere la loro gloria in Paradiso.
Che dire dunque? Meglio pensare e cercare la santità, che dare la vita seguendo le mode moderne che come tali dopo un po' saranno tutte vecchie e arrugginite. In questo modo potremo cambiare davvero il mondo.

il Pio


Ottenere il Paradiso



336 D. Per qual motivo la Vergine santissima è così potente? R. La santissima Vergine è così potente perché è Madre di Dio, ed è impossibile che non sia da Lui esaudita.

337 D. Che c'insegnano i Santi sulla devozione a Maria?
R. Sulla devozione a Maria i Santi c'insegnano che i veri suoi devoti sono da Lei amati e protetti con amore di tenerissima Madre e per mezzo di Lei sono certi di trovare Gesù e di ottenere il paradiso.

338 D. Qual divozione a Maria la Chiesa ci raccomanda in modo speciale?
R. La divozione che la Chiesa ci raccomanda in modo speciale verso Maria santissima è la recita del santo Rosario. 


(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

«In Italia non c’è nessuno che decide»


Considerando a tavola, durante la pausa pranzo, la notizia del divieto in Germania della circolazione delle auto diesel, T. commenta triste e ormai senza speranza: «In Italia non c’è nessuno che decide». Il popolo questo lo vede chiaramente, vivendo nella realtà di tutti i giorni in cui non funziona niente, anche le cose che potrebbero funzionare semplicemente (ad esempio far pagare il biglietti a chi sale nei pullman). I politici sono così, e oggi tutto è politica perché la politica sta dappertutto, anche nelle parti più minime e lontane della società. Lo hanno nel DNA oramai il concetto: chi fa sbaglia sempre, chi non fa non sbaglia mai. E hanno “ragione” (a modo loro): se uno di loro prendesse una decisione grande, chiara, senza compromessi, di sicuro qualcuno scontenterebbe e quei voti andrebbero tutti all’avversario (quelli vivono sempre col bilancino dei voti in mano e tutto il loro fare\dire—più dire che fare—è basato proprio su come sta messo quel bilancino). Decidere è cioè follia! Così si va avanti per anni senza problemi (per loro ovviamente, poi nel frattempo arrivano il vitalizio, i rimborsi…). Eppure l’Italia è stata per secoli e secoli la terra dei santi e degli eroi: e che santi! E che eroi! Popoli grandi che hanno insegnato, la musica, la cultura, l’architettura, a quasi tutta l’Europa. E poi è una bellissima terra, ricca di tantissime cose, umane, paesaggistiche, culturali… E’ (o era?) un Paese cristiano, stupendo e non a caso, ci si mangia benissimo. Qualcuno dice che la colpa di tutto è degli italiani che sono un popolo fesso, stupido, soggiogabile. Dice. Ma così parla chi si sente in una élite. E chi si considera in una élite è sicuro di non far parte del popolo, ma di essergli superiore. Gente da guardare dall’alto in basso. Ma che cosa possono fare gli italiani se chi li governa viene deciso a tavolino dai partiti (che a loro volta sono inventati da un politico—per motivi che sa solo lui—e i cui componenti sono scelti spessissimo tra la stessa stirpe e con la stessa mentalità di cui sopra) e solo quelli si possono prendere? Ma siamo cristiani e allora pensiamo, ragioniamo da cristiani (anche se nessuno ce l’ha più insegnato) e non da atei che contano solo su se stessi e sulla scienza. Io temo che Dio—come fa spesso dall’inizio della storia per amore dei propri figli—per farci ritrovare la strada sana che abbiamo smarrito, confidando solo su noi stessi e nella forza dell’uomo (l’errore è proprio quello di considerare l’uomo come misura di tutte le cose) ci abbia fatto impaludare nelle terribili sabbie mobili da cui non si esce più e più passa il tempo e maggiormente ci si infogna, fino a affogare. Potremmo uscire fuori solo se chiediamo insistentemente, ripetutamente, fiduciosamente il Suo aiuto, con sacrifici e preghiere, anche—perché no?—per intercessione dei santi che più conosciamo: beato Pier Giorgio Frassati, San Giuda Taddeo, San Michele, San Giovanni Bosco, San Francesco Saverio, San Domenico Savio, San Giuseppe, San Benedetto da Norcia,… e pregando assolutamente anche la Madonna: Aiuto dei cristiani prega per noi. 

Il Pio

Risposta non c’è!






Il cambio di rotta è più o meno avvenuto tra la fine degli anni sessanta e l’inizi degli anni settanta, silenziosamente, sommessamente, ma dopo poco, il piano è divenuto assai inclinato per cui moltissimi sono rotolati in modo sempre più veloce fino a un luogo in cui non volevano andare all’inizio della svolta e senza sapere di esserci andati; qualcuno però è riuscito a tenersi con molto sforzo e senza rotolare, al bivio di cui sopra. Ma il numero è talmente esiguo che non fa testo (per il momento). La storia degli ultimi anni io la riassumerei così. «Chi canta prega due volte» diceva Sant’Agostino e questo è vero, nel bene e nel male però, purtroppo. Quando ero ragazzo, erano proprio gli anni di cui vi ho detto sopra, si cantavano durante la messa queste canzoni che vi dirò adesso. Il ritornello di una di queste faceva così «Se qualcuno ha dei beni in questo mondo e chiudesse il cuore agli altri nel dolor, come potrebbe la carità di Dio rimanere in lui?». Un’altra sulle note di Blowin in the Wind di Bob Dylan faceva cantare tutti, preti e laici, con chitarra al seguito, davanti a Gesù crocifisso (!): «Risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà» la risposta di cui si parla qui era quella per i cannoni che sparano, per i bimbi innocenti che muoiono, e anche per «quanto giovane sangue versato sarà finché un’alba nuova verrà?» (Era questa forse “il sol dell’avvenir”?). «Risposta non c’è o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà». Sono sempre quelle le frasi che si ripetono da decenni, senza noia. Cioè: davanti a Gesù crocifisso, che è la risposta chiara a tutte le domande,  tutti cantavano con trasporto quel ritornello. Si diceva più volte per anni e anni che la risposta non c’era o forse sì, boh, chissà, nel vento caduta sarà: il relativismo più spietato e malposto! E poco prima si era cantato un canto socialisteggiante (sempre in chiesa, lo ricordo) per cui se il ricco chiude il proprio cuore agli altri nel dolor, la Carità di Dio non rimane in lui. Ma se invece fosse il povero—mi chiedo—a chiudere il cuore agli altri nel dolor (può succedere, anzi succede) cosa succede: la carità di Dio rimane o non rimane in lui? Questa domanda però nessuno si pose (anche questa caduta nel vento sarà!). L’assioma è sempre il solito, il ricco è sempre cattivo, il povero è sempre buono: ma questo però è Marxismo puro, non è il cristianesimo che ci ha spiegato Gesù. Gesù ci ha detto ben  altro e di più profondo e questo ha a che fare con la vita di tutti i giorni. Ci ha detto poi che tutti possiamo diventare santi, pur coi nostri limiti e difetti… Tito, il ladrone crocifisso assieme a Lui, dopo una sincera confessione, finì in Paradiso, prima ancora della Madonna e di tutti gli altri santi del passato. E il beato Pier Giorgio Frassati di famiglia ricchissima e potentissima è in Paradiso come santo. Senza distinzione di volume del conto corrente bancario. Gesù ci ha detto di passare attraverso la porta stretta, ci ha detto di amare il prossimo come noi stessi, ha fondato la Chiesa… L’errore è pericolosissimo perché fa deviare tanta gente in perfetta buona fede che poi si perde. Io e la mia generazione siamo stati allevati con quelle canzoni e con me tutti gli adulti e anziani che seguivano la Chiesa, sperando—allora—tutti in grandissime novità (umane). Che però non sono avvenute. Anzi le cose sono peggiorate. Piccolo gregge, è vero siamo quasi tutti dei brocchi, ma se non corono i cavalli di razza abbiamo, l’onere di correre noi.


Il Pio


Italia: il Paese dei Santi e degli eroi


L’Italia è il Paese in cui siamo nati e in cui viviamo. E’ il Paese più bello del mondo. Pieno zeppo di opere d’arte straordinarie, in cui si mangia benissimo, in cui la gente è simpatica... Ed è il Paese in cui hanno vissuto santi e eroi straordinari: è il Paese dei santi e degli eroi! L’Italia è così, solo perché è stata da sempre cattolica. E gli italiani sono stati sempre sinceramente cattolici, pronti a dare la vita per la Chiesa. L’Italia è così bella e ci si vive bene solo per questo motivo. Da oltre sessant’anni comanda l’Italia una classe dirigente senza Patria e senza dignità. Noi andiamo avanti… Non puntelliamo più i traditori. «Adda passà ‘a nuttata!». Restiamo invece sempre attaccati a Quello che ci ha reso un Popolo per secoli. L’Italia è il Paese dei Santi e degli eroi! Dei Santi e degli eroi. Santi eroi! Eroi Santi! E deve continuare a esserlo, anche grazie a noi. A noi, ai nostri figli, ai loro figli, ai nipoti dei loro figli… 
Il Pio



Non hanno bisogno dei nostri onori


I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. È chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro.


A che serve dunque la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità? Perchè ad essi gli onori di questa stessa terra quando, secondo la promessa del Figlio, il Padre celeste li onora? A che dunque i nostri encomi per essi? I santi non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. È chiaro che, quando ne veneriamo la memoria, facciamo i nostri interessi, non i loro.

Per parte mia devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri.
Il primo desiderio, che la memoria dei santi suscita o stimola maggiormente in noi, è quello di godere della loro tanto dolce compagnia e di meritare di essere concittadini e familiari degli spiriti beati, di trovarci insieme all'assemblea dei patriarchi, alle schiere dei profeti, al senato degli apostoli, agli eserciti numerosi dei martiri, alla comunità dei confessori, ai cori delle vergini, di essere insomma riuniti e felici nella comunione di tutti i santi.
Ci attende la primitiva comunità dei cristiani, e noi ce ne disinteresseremo? I santi desiderano di averci con loro e noi ce ne mostreremo indifferenti? I giusti ci aspettano, e noi non ce ne prenderemo cura? No, fratelli, destiamoci dalla nostra deplorevole apatia.

Risorgiamo con Cristo, ricerchiamo le cose di lassù, quelle gustiamo. Sentiamo il desiderio di coloro che ci desiderano, affrettiamoci verso coloro che ci aspettano, anticipiamo con i voti dell'anima la condizione di coloro che ci attendono.

Non soltanto dobbiamo desiderare la compagnia dei santi, ma anche di possederne la felicità.

Mentre dunque bramiamo di stare insieme a loro, stimoliamo nel nostro cuore l'aspirazione più intensa a condividerne la gloria. Questa bramosia non è certo disdicevole, perchè una tale fame di gloria è tutt'altro che pericolosa.

Vi è un secondo desiderio che viene suscitato in noi dalla commemorazione dei santi, ed è quello che Cristo, nostra vita, si mostri anche a noi come a loro, e noi pure facciamo con lui la nostra apparizione nella gloria. Frattanto il nostro capo si presenta a noi non come è ora in cielo, ma nella forma che ha voluto assumere per noi qui in terra. Lo vediamo quindi non coronato di gloria, ma circondato dalle spine dei nostri peccati.
Si vergogni perciò ogni membro di far sfoggio di ricercatezze sotto un capo coronato di spine. Comprenda che le sue eleganze non gli fanno onore, ma lo espongono al ridicolo.
Giungerà il momento della venuta di Cristo, quando non si annunzierà più la sua morte. Allora sapremo che anche noi siamo morti e che la nostra vita è nascosta con lui in Dio.
Allora Cristo apparirà come capo glorioso e con lui brilleranno le membra glorificate. Allora trasformerà il nostro corpo umiliato, rendendolo simile alla gloria del capo, che è lui stesso.
Nutriamo dunque liberamente la brama della gloria. Ne abbiamo ogni diritto. Ma perchè la speranza così incomparabile abbia a diventare realtà, ci è necessario il soccorso dei santi. Sollecitiamolo premurosamente. Così, per loro intercessione, arriveremo là dove da soli non potremmo mai pensare di giungere.

Dai «Discorsi» di san Bernardo, abate (Disc. 2; Opera omnia, ed. Cisterc. 5 [1968] 364-368)


La dimostrazione della possibilità del cristianesimo



« I Santi canonizzati, i Santi nel senso ristretto della parola sono le figure che Dio ha stabilite a svolgere un particolare ruolo di testimonianza nella storia del popolo di Dio e a diventare paradigmi pedagogici alla maturità di un rapporto con il Mistero che è di tutti i chiamati: I Santi sono la dimostrazione della possibilità del cristianesimo, perciò possono essere guide su una strada verso la carità di Dio che sembra altrimenti impossibile. Nella loro fisionomia e nel loro cammino il cristiano scorge come su uno schermo di ingrandimento la struttura della propria figura più embrionale e i tratti del proprio cammino più breve ed inevoluto». 
(Adrienne von Speyr)

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...