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“Noi” e “voi”


Quando si comincia a parlare di “noi” e “voi” il problema si fa serio, perché significa che sono divenuti due partiti,politici, religiosi, sportivi,… e il rischio comincia a divenire grave. Raramente gli schieramenti sono netti, per lo più ci sono i moderati, gli esaltati, gli sciatti,… ma quando si comincia col “noi” e “voi” il problema si fa serio. A parte la politica, di cui ho la minima stima, il dito viene spesso puntato verso i cattolici. “Voi”: siete omofobi, razzisti, avete fatto le crociate, i roghi delle streghe, l’Inquisizione, oggi poi i “vostri” cardinali sono ricchi con l’attico da 750 mq. e la gente muore di fame, i “vostri” preti sono pedofili, avete ingannato il popolo, i papi avevano le amanti,… insomma tutti i problemi del mondo sono a causa della Chiesa e del cristianesimo, e “noi” allora, potremmo anche rispondere: “voi” in parte, avete anche ragione. “Voi” avete ragione, però in parte, solo in parte. Perché qualcosa di buono in duemila anni “noi” lo abbiamo fatto oltre al male, “voi” no. Ma il bene da “noi” fatto è di più del male combinato. E poi siccome “voi” avete per secoli sparato per primi contro di “noi”, allora “noi” che ci siamo davvero stufati perché davanti ci sputate e ci prendete a sassate e dietro non si sa cosa combinano i nostri pastori, che sono più spesso vicini a “voi” che a “noi”, “noi” allora abbiamo anche il diritto sacrosanto di rispondere, peccato che lo facciamo raramente. Questo perché siamo buoni (=buonisti). Ma Gesù non era buonista, era buono, certamente, ma il sacro zelo lo prendeva quando era necessario, come quando ha scacciato i mercanti dal tempio che avevano trasformato un luogo sacro, in un lurido porcile di affaristi e malaffare e non si può dire poi che le cose Gesù le diceva in maniera diplomatica, in punta di forchetta, accontentando tutti gli interlocutori: non si può dire proprio; suo cugino Giovanni il battista non era da meno. Sono finiti malissimo, più che vero, ma di loro si parla ancora oggi e ancora oggi diverse persone sono disposti a seguirli. I miracoli li fanno. Noi discendiamo da quelli lì, non dai farisei, dai dottori della legge e da gentaglia simile. Noi discendiamo da Gesù e Giovanni il battista (e da una miriade di santi), non da mezzi uomini, di cui oggi è pieno il mondo. Un mezzo uomo non alza nulla. Non è nulla per sé e per gli altri. Non serve a nulla, ma per propria volontà e scelta. Invece un santo può cambiare in bene la sua famiglia, una scuola, una palestra, un luogo di lavoro, un comune, uno Stato, il mondo. “Noi” però siamo chiamati alla santità e alla salvezza dell’anima. “Voi” e quelli dietro di “noi” che parteggiano per “voi”, sono chiamati solo a puntare il dito astiosamente contro di “noi” e a generare rabbia tra la gente che non ha più nessun riferimento. Ma dopo di tutto “voi”dove andrete?

Il Pio 

I poveri e il cristianesimo di tutti


Si sente spesso parlare di poveri. I poveri soffrono e devono essere aiutati da tutti i cristiani di buona volontà. Gli altri promettono e danno loro solo parole e bugie. Gli altri giudicano, danno le colpe (sempre agli altri), li fanno caricare di odio verso i ricchi, ma restano a casa. I cristiani, quelli che seguono Gesù e Lo hanno davvero nel cuore tutti i giorni, cercano di aiutarli concretamente nei loro bisogni materiali e umani, chi da solo,chi invece attraverso le ottime Associazioni che esistono in Italia. Il beato Pier Giorgio Frassati era proprio uno di questi cristiani di buona volontà che, nella sua brevissima vita, ha aiutato un numero enorme di poveri. E non solo materialmente, portando loro da mangiare, da vestire, una medicina, oppure trovando loro un lavoro dignitoso, un posto all’asilo per i figli… ma anche umanamente, sostenendoli, incoraggiandoli, insegnando loro che la sofferenza si regge con la Fede in Gesù Cristo. In Italia esistono ancora cristiani di buona volontà come Pier Giorgio, solo che, essendo la nostra—purtroppo—una terra in fase avanzata di scristianizzazione e per essere cristiani di buona volontà, a mio avviso,ci vuole avere una fede salda in Gesù Cristo, ecco che ai poveri ci pensano sempre meno persone e sempre con meno tempo.E questa non è davvero una bella faccenda.Va interrotta sicuramente la fase di scristianizzazione che vediamo crescere sempre più nel nostro caro Paese che ha dato i natali a tantissimi santi e a gente straordinaria che nella loro grande diversità, avevano come punto in comune il fatto di essere cristiani. E come? In teoria ci dovrebbe essere detto dall’alto. Dal basso invece, noi dobbiamo fare tutto il possibile per vincere questa buona battaglia, ciascuno con le proprie forze e limiti, però consapevoli che dall’alto in questi anni è arrivata anche (ma non solo) confusione. E parlando di poveri mi viene sempre in mente che il cristianesimo deve abbracciare tutti, è per tutti: poveri, borghesi, ricchi, meno ricchi,… Gesù deve essere annunciato a tutti, come fu fatto a Pier Giorgio Frassati di famiglia ricchissima e lui a sua volta testimoniò la sua fede a ricchi e poveri, a giovani, preti, vecchi, bambini, operai, studenti, sacerdoti... poi aiutava in particolare i poveri (non solo).Non solo a una classe sociale va annunciato il Vangelo, ma a tutti—indistintamente—di tutto il mondo. A tutto il mondo. La nostra visione non deve essere il piccolo circondario, ma tutto il mondo.

Il Pio

Vecchi e nuovi ideali



Nel mondo moderno ci dobbiamo confrontare prima di tutto con lo spettacolo straordinario di persone che cercano nuovi ideali perché non hanno provato i vecchi. Gli uomini non si sono stancati del Cristianesimo, non hanno conosciuto abbastanza Cristianesimo per stancarsene. Gli uomini non hanno consumato fino all'usura la giustizia politica, si sono consumati nell'attenderla.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Letizia e tranquillità


Ho potuto conoscere direttamente quanto interesse si ha gli uni verso gli altri. Qualche anno fa in ufficio mi sono sentito male e sono improvvisamente collassato. I miei colleghi hanno chiamato il pronto soccorso. E’ arrivata l’ambulanza che ha parcheggiato proprio davanti alla porta di ingresso con i lampeggianti accesi e il portellone aperto; gli infermieri sono venuti a prendermi. Proprio dietro l’ambulanza nel frattempo però, qualcuno aveva piazzato il suo furgone. E così per poter partire alla volta dell’Ospedale, senza sapere cosa mi fosse davvero successo, abbiamo dovuto aspettare che il corriere finisse la consegna, facesse firmare la ricevuta, salutasse, scendesse e spostasse il furgone. Ovviamente quello si è preso una serie di insulti. Ovviamente è stato giudicato assai male da tutti. In effetti la parola più buona che si può dire a uno così è idiota. Eppure quello ha fatto solo i fatti propri: doveva consegnare un pacco, quello doveva fare e quello ha fatto. Che male c’è? Ha fatto solo quello che doveva fare. Il resto non deve contare (quando si vive solo per se stessi). Nessuno 
probabilmente gli aveva  detto che invece ci può essere un “resto”, cioè un mondo intorno; altre persone intorno. Quello che ha fatto quel conducente è poi quello che naturalmente  facciamo tutti, in un modo o in altro, quotidianamente. Chi più chi meno: ci facciamo sempre i fatti nostri. E con questo “ideale” nel cuore impostiamo tutta la nostra vita e i rapporti umani. Siamo interessati solo al nostro benessere. E questa è la vita borghese. Il dramma del mondo di oggi è proprio il borghesismo, preso come parametro della vita. Come ideale. Un ideale però striminzito che non accende la vita e non regge alla lunga. Il borghese cerca solo la propria tranquillità e la propria sicurezza. Il cristianesimo cerca invece la letizia del cuore, che non è la tranquillità, né la comodità, né la sicurezza... Il borghesismo ci fa vivere grigiamente, senza slanci, come una rosa di serra, sempre in pianura, al caldo, protetta da tutto il resto. Il cristianesimo ti invita a vivere come una stella alpina: al freddo, fuori, sulla vetta, scomodo sopra una roccia,... ma godendo uno spettacolo e un panorama straordinari. E si vive meglio così; si vive certamente meglio lieti, piuttosto che tranquilli. Si vive meglio lieti, si vive meglio avendo l’Ideale nel proprio cuore. Un grande Ideale che può reggere tutta la vita. L’Ideale che alla fine non può che essere quello di avere sempre Gesù vicino alla propria vita e di non far passare un giorno lontani da Lui.


Il Pio

Cristiani, strana gente

Con accento di tristezza, l'imperatore si rivolse a loro dicendo : «Che cosa posso fare ancora per voi? Strani uomini! Che volete da me? Io non lo so. Ditemelo dunque voi stessi, o cristiani abbandonati dalla maggioranza dei vostri fratelli e capi, condannati dal sentimento
popolare; che cosa avete di più caro nel cristianesimo?». Allora simile a un cero candido si alzò in piedi lo starets Giovanni e rispose con dolcezza: «Grande sovrano! Quello che noi abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso. Lui Stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità. Da te, o sovrano, noi siamo pronti a ricevere ogni bene, ma soltanto se nella tua mano generosa noi possiamo riconoscere la santa mano di Cristo. E alla tua domanda che puoi tu fare per noi, eccoti la nostra precisa risposta: confessa, qui ora davanti a noi, Gesù Cristo Figlio di Dio che si è incarnato, che è resuscitato e che verrà di nuovo; confessalo e noi ti accoglieremo con amore, come il vero precursore del suo secondo glorioso avvento».

(Vladimir Soloviev, Il Racconto dell’Anticristo, ed. Marietti)

La dimostrazione della possibilità del cristianesimo



« I Santi canonizzati, i Santi nel senso ristretto della parola sono le figure che Dio ha stabilite a svolgere un particolare ruolo di testimonianza nella storia del popolo di Dio e a diventare paradigmi pedagogici alla maturità di un rapporto con il Mistero che è di tutti i chiamati: I Santi sono la dimostrazione della possibilità del cristianesimo, perciò possono essere guide su una strada verso la carità di Dio che sembra altrimenti impossibile. Nella loro fisionomia e nel loro cammino il cristiano scorge come su uno schermo di ingrandimento la struttura della propria figura più embrionale e i tratti del proprio cammino più breve ed inevoluto». 
(Adrienne von Speyr)

Si parla di Verità, fare attenzione.


Il Beato Pier Giorgio Frassati scriveva, con la sua certezza granitica, derivante da una Fede altrettanto granitica che noi cattolici siamo gli unici che possediamo la Verità (parola da lui scritta non a caso con la "v" maiuscola"). Oggi provare solo a pensare queste parole è pericolosissimo: ti si rivoltano tutti contro come belve (i cattolici praticanti per primi e poi tutti gli altri). I Siti cattolici fanno censura quando devono riportare quella frase di Pier Giorgio. E’ uno scandalo! Normale? No. Ma come: c'è l'ecumenismo, gli islamici che dobbiamo integrare in Italia (!), le altre religioni da rispettare,... come si fa a pensare, solo a pensare, che siamo gli unici che possediamo la Verità? Questa è una bestemmia. Ma ne siamo proprio così sicuri? Eppure quelle parole le diceva—anzi le metteva anche per iscritto a futura memoria—un beato della Chiesa cattolica; è vero, lo ha fatto prima del Concilio, ma il Concilio non ha detto che Gesù non è più Via, Verità e Vita. E poi Cristo si sarebbe fatto uomo, sarebbe morto in croce e risorto, per annunciare solo una delle tante verità (qui giustamente con la "v" minuscola) tutte però ugualmente validi e efficaci? Non sarà invece che Gesù, Figlio di Dio, ha dato la vita per dire che la Verità è solo quella che ci ha detto Lui e che ha lasciato alla Chiesa perchè venga conservata per sempre? E qui arriva subito, la domanda del solito intelligente: "tu dici questo perchè sei cristiano, nato in terra cristiana, etc. etc., ma quello che nasce nella Tribù al centro dell'Africa, o in un Paese musulmano o,... lui che deve fare, andare solo all'Inferno?".Esisterebbero dunque i fortunati e gli sfortunati, i predestinati e gli non predestinati. Ma questa domanda denota due piccole dimenticanze che da sole eviterebbero proprio di porla (dimenticanze però incolpevoli, perchè questo non viene più detto da chi dovrebbe insegnare dottrina e catechismo, ma non riapriamo questo tema dolorosissimo). Cosa ci ha detto Gesù? Di diffondere il Vangelo a tutti anche a costo della propria vita. Cioè di fare in modo che tutti Lo conoscano perchè tutti possano venire a sapere dove sta la Verità e poi decidere cosa fare. Dunque Dio ci ha messo una grave responsabilità sopra le spalle: chi è stato "fortunato" (un tempo al mattino, si diceva la preghiera che sicuramente Pier Giorgio recitava: «ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte…») chi è stato “fortunato” ha il dovere di far conoscere Gesù e quello che ha detto, anche a costo del sangue. Probabilmente dovremo anche rispondere un giorno innanzi al Tribunale di Dio se ci siamo dimenticati di questa responsabilità e se abbiamo pensato solo ai fatti nostri o dato retta a chi diffondeva idee buoniste, ma contrarie a questa, anche se condivise da tutti. E' vero io sono nato in Italia, dunque... fortunato (grazie Signore!), rispetto a quello della Tribù del centro Africa. Duemila anni fa però, l'Italia era una terra paganissima, di grandi conquistatori e forti guerrieri,i più importanti di quell'epoca, gente forte e che dunque aveva ragione in tutto il mondo. In Italia Gesù è stato fatto conoscere perchè qualcuno da Gerusalemme, prendendo sul serio la Verità e la propria vita, si è alzato, ha lasciato tutte le sicurezze e certezze che aveva, e, spesso anche da solo, è partito per far conoscere Gesù e Roma—terra prima paganissima—è divenuta il centro del Cristianesimo fino a oggi (il rischio oggi che sta tornando pagana). E molti di questi cristiani ci sono pure rimasti per strada, uccisi, bruciati, segati, scuoiati, contenti tutti però di morire per amore del Vangelo. Dobbiamo parlare chiaramente! Usciamo dal terribile conformismo moderno, dal buonismo che non è assolutamente la religione che ci ha insegnato Gesù; non è la Fede di Pier Giorgio Frassati, non è la fede dei santi e dei martiri. E' un'altra roba, ma roba sciapa, sciacquaticcia che non rende lieti e probabilmente non salva nessuno. Non è sicuramente cristianesimo. Chiediamo a Dio un cuore grande e coraggioso come quello del beato Pier Giorgio Frassati che non aveva alcun rispetto umano e non si interessava di quello che dicono gli intelligenti à la page, della moda e del pensiero comune da cui nessuno vuole uscire; a lui interessava solo stare sempre vicino a Gesù, ogni giorno, facendo di tutto, ogni giorno, perchè più gente possibile lo fosse pure lei.

Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...