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Morte, giudizio, inferno e Paradiso

 


969 D. Quanti sono i Novissimi, o cose ultime dell' uomo?
R. I Novissimi, o cose ultime dell'uomo, sono quattro: Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso.

970 D. Perché i Novissimi si dicono cose ultime dell' uomo?
R. I Novissimi si dicono cose ultime dell'uomo, perché la Morte è l'ultima cosa che ci accade in questo mondo; il Giudizio di Dio è l'ultimo fra i giudizi che dobbiamo sostenere; l'Inferno è l'estremo male che avranno i cattivi; il Paradiso il sommo bene che avranno i buoni.

971 D. Quando dobbiamo noi pensare ai Novissimi?
R. È bene pensare ai Novissimi ogni giorno, e massimamente nel fare orazione alla mattina subito svegliati, alla sera prima di andare a riposo e tutte le volte che siamo tentati a far male, perché questo pensiero è validissimo a farci evitare il peccato.

(dal Catechismo Maggiore di San Pio X, capo VII)

Ricordati che devi morire.



Col Coranavirus tutti, nel giro di pochissimo tempo, abbiamo compreso che potrebbe essere possibile morire per il contagio di questa maledetta malattia. E che essa è tremenda e feroce. E abbiamo paura, giustamente. Una paura tremenda, spesso. Possiamo capire come si sentivano i nostri nonni, quando c’era il colera o la peste e non c’era l’Amuchina. Una difesa dall’epidemia, dicono, è stare a 1,82 centimetri gli uni dagli altri, lavarsi spesso le mani per almeno un minuto col disinfettante, non andare fuori Italia, non andare a messa, tossire sul fazzoletto… E si fa bene a fare così. Siamo in Quaresima: «polvere sei e polvere tornerai» ci è stato detto all’inizio, Mercoledì delle ceneri. Prendiamo tutte le precauzioni possibili e anche di più: non ci dobbiamo ammazzare da soli. Ma ricordiamoci sempre quel «polvere sei e polvere tornerai». Prima o poi moriremo, se non di Coranavirus come auguro a tutti i lettori, di vecchiaia, di tumore, sotto una macchina, sparati, con l’infarto, di ictus, col terremoto,… e, in quel momento finale, prima di andare davanti al Tribunale di Dio, dobbiamo essere sicuri di essere in grazia di Dio, senza peccati, con l’anima pulita. Non sappiamo quando arriverà quell’ora (tra un secondo o tra cento anni, chissà?) ma arriverà e dobbiamo trovarci così: ci conviene essere così. Perché è meglio andare in Paradiso piuttosto che all’Inferno. Qui ci si rimane per sempre, anche se non abbiamo preso mai il Coranavirus.

Il Pio

Nella Sua Grazia



13. Per qual fine Dio ci ha creati? 
Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell'altra, in paradiso.

14. Che cos'è il paradiso?
Il paradiso è il godimento eterno di Dio, nostra felicità, e, in Lui, di ogni altro bene, senza alcun male.

15. Chi merita il paradiso?
Merita il paradiso chi è buono, ossia chi ama e serve fedelmente, Dio, e muore nella sua grazia.

16. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano? I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, meritano l'inferno.

17. Che cos'è l'inferno?
L'inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene. 

(Tratto dal Catechismo di San Pio X)

Ottenere il Paradiso



336 D. Per qual motivo la Vergine santissima è così potente? R. La santissima Vergine è così potente perché è Madre di Dio, ed è impossibile che non sia da Lui esaudita.

337 D. Che c'insegnano i Santi sulla devozione a Maria?
R. Sulla devozione a Maria i Santi c'insegnano che i veri suoi devoti sono da Lei amati e protetti con amore di tenerissima Madre e per mezzo di Lei sono certi di trovare Gesù e di ottenere il paradiso.

338 D. Qual divozione a Maria la Chiesa ci raccomanda in modo speciale?
R. La divozione che la Chiesa ci raccomanda in modo speciale verso Maria santissima è la recita del santo Rosario. 


(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

Progetto straordinario


Quando la fede tornò a essere interessante nella mia vita, mi colpivano le frasi del tipo: «Dio ha un progetto straordinario su di te» o simili, perché non le capivo. Alzando lo sguardo vedevo infatti criminali, gente assolutamente cattiva oppure che stava male dall’infanzia o legata alla propria carrozzella, situazioni tremende, tanta sofferenza, tanta malignità,… come poteva essere vero che su ognuno di noi ci fosse un progetto stupendo, mi chiedevo. E quella frase non la sentivo vera. Poi gli anni mi hanno suggerito che il “progetto straordinario” non significasse solo stare bene e senza preoccupazioni mondane; e che c’è il libero arbitrio e possiamo dunque aderire o meno al disegno di Dio; poi il Signore ti può sempre riprendere all’ultimo momento. E ancora, anche sopra una carrozzella o legato da qualche malattia, il progetto di Dio si può esplicitare comunque. E il progetto di Dio è quello di portarci in Paradiso, farci divenire santi, facendoci passare su qualsiasi tipo di strada o con qualunque situazione o attraverso quali e quante traversie. E per essere santi che dobbiamo dirigere ogni singolo atto della nostra vita. Cosa opportuna dunque è cercare di capire se stiamo seguendo quel progetto (ben sapendo che non tutti sono ripresi all’ultimo minuto) e in caso di dubbi non si deve buttare il carro all’aria, ma fare in modo che davanti al Tribunale di Dio abbiamo qualche argomento da portare a nostro favore: e sappiamo cosa gradisce Nostro Signore. Perché se non andiamo in Paradiso (anche passando prima per il Purgatorio) si va all’Inferno e qui non si sta bene sicuramente e ci si sta per l’eternità.

Il Pio

Catechismo - 4



Andiamo avanti con la lettura, a piccoli sorsi, del Catechismo di San Pio X. Ogni punto va ricordato, ogni punto ci interessa, interessa la nostra vita attuale e quella successiva. Oggi parliamo, appunto, del Giudizio Particolare cioè quello che avremo ciascuno di noi subito dopo la morte, quando dovremo rendicontare ogni attimo della nostra vita a Dio. Quando cioè per noi il periodo della Misericordia di Dio sarà finito e inizierà quello della Giustizia di Dio. E del Giudizio Universale, quello che avverrà alla fine dei tempi in cui ciascuno riprenderà il proprio corpo “tutto nuovo”.

Buona lettura

io 

96. Gesù Cristo per giudicarci aspetterà sino alla fine del mondo?
Gesù Cristo per giudicarci non aspetterà sino alla fine del mondo, ma giudicherà ciascuno subito dopo la morte.
97. Ci sono due giudizi?
Ci sono due giudizi: l'uno particolare, di ciascuna anima, subito dopo morte; l'altro universale, di tutti gli uomini, alla fine del mondo.

98. Di che cosa ci giudicherà Gesù Cristo?
Gesù Cristo ci giudicherà del bene e dei male operato in vita, anche dei pensieri e delle omissioni.

99. Dopo il giudizio particolare, che avviene dell'anima?
Dopo il giudizio particolare, l'anima, se è senza peccato e senza debito di pena, va in paradiso; se ha qualche peccato veniale o qualche debito di pena, va in purgatorio finchè abbia soddisfatto; se è in peccato mortale, qual ribelle inconvertibile a Dio va all'inferno.

101. Che cos'è il purgatorio? Il purgatorio è il patimento temporaneo della privazione di Dio, e di altre pene che tolgono dall'anima ogni resto di peccato per renderla degna di veder Dio.
102. Possiamo noi soccorrere e anche liberare le animo. dalle pene del purgatorio? Possiamo soccorrere e anche liberare le anime dalle pene del purgatorio con i suffragi, ossia con preghiere, indulgenze, elemosine e altre opere buone, e sopra tutto con la santa Messa.

103. È certo che esistono il paradiso e l'inferno? E' certo che esistono il paradiso e l'inferno: lo ha rivelato Dio; spesse volte promettendo ai buoni l'eterna vita, e il suo stesso gaudio, e minacciando ai cattivi la perdizione e il fuoco eterno.

104. Quanto dureranno il paradiso e l'inferno? 

Il paradiso e l'inferno dureranno eternamente.

Andremmo subito in Paradiso!



Da mezzogiorno del primo agosto alla mezzanotte del giorno seguente (il 2 agosto) di ogni anno, si può lucrare, per una volta sola, l’indulgenza plenaria. L’indulgenza si può beneficiare, o per sè o per un defunto. Con l’indulgenza viene cancellata la pena che rimane in seguito ai peccati commessi e che serve a riparare il disordine causato dal peccato stesso (con la confessione infatti, ci viene rimessa la colpa del peccato, ma non la pena che dobbiamo prima o poi scontare o in terra—con sacrifici, mortificazioni, offerte, malattie…—o in Purgatorio). L’ indulgenza non cancella dunque i peccati. Perché sia efficace infatti, occorre prima di tutto, il perdono della Chiesa. La quale può concedere le indulgenze attingendo ai meriti infiniti di Cristo e a quelli dei santi. In virtù di questa comunione dei santi la Chiesa concede, a chi abbia le giuste disposizioni che vedremo, e compia alcuni atti prescritti, il beneficio dell'indulgenza. Secondo quanto stabilito nel Manuale delle indulgenze della Chiesa cattolica, per ottenere l'indulgenza plenaria un fedele, a patto che sia completamente distaccato dal peccato anche quello veniale (è questo è fondamentale), deve seguire fiduciosamente un certo iter (questo e non altri). Innanzitutto deve confessarsi per ottenere il perdono dei peccati, poi deve fare la comunione eucaristica per unirsi spiritualmente a Cristo. Inoltre, è chiamato a pregare secondo le intenzioni del Papa per rafforzare il suo legame con la Chiesa (solitamente Pater, Ave e Gloria), quindi deve recitare almeno il Padre nostro (per riaffermare la propria dignità di figli di Dio, ricevuta nel Battesimo), oltre al Credo (con cui si rinnova la propria professione di fede). Deve poi obbligatoriamente visitare una chiesa o un oratorio francescano, o in alternativa qualsiasi chiesa parrocchiale o una cattedrale. Il fedele può confessarsi e fare la comunione anche otto giorni prima o otto giorni dopo le date previste. La visita alla chiesa e le preghiere però vanno fatte lo stesso giorno. Il fedele può richiedere l'indulgenza plenaria o per sé o per i defunti (ma non per entrambi). Che dire? Se dunque dovessimo morire subito dopo aver lucrato l’indulgenza andremo subito (!) in Paradiso, non avendo la colpa perché confessati, né la pena perché soggetti all’indulgenza. Pensate un po’... E pensate invece a con quanta noia e disaffezione molti sacerdoti avvisano i fedeli di questa straordinaria occasione (quando poi lo dicono).

Il Pio

«Solo quello che abbiamo, altro non desideriamo»

« Ma dimmi: voi che siete qui felici,
disiderate voi più alto loco
per più vedere e per più farvi amici?".

Con quelle altr’ombre pria sorrise un poco;da indi mi rispuose tanto lieta,
ch’arder parea d’amor nel primo foco:

"Frate, la nostra volontà quïeta
virtù di carità, che fa volerne
sol quel ch’avemo, e d’altro non ci asseta.


Se disïassimo esser più superne,
foran discordi li nostri disiri
dal voler di colui che qui ne cerne;…

Anzi è formale ad esto beato esse
tenersi dentro a la divina voglia,
per ch’una fansi nostre voglie stesse…

E ’n la sua volontade è nostra pace:»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto III)

Dante —in Paradiso—chiede a Picarda Donata che si trova fra gli spiriti che appaiono nel I Cielo, se lei o gli altri beati desiderino acquisire un grado più elevato di beatitudine, trovarsi in un posto più vicino a Dio. Lei sorride un poco con le altre anime, poi spiega che la carità placa ogni loro desiderio e li induce a volere solo ciò che hanno e non altro. La loro volontà è infatti conforme a quella di Dio, per cui esse desiderano solo ciò che a Dio piace e non chiedono altro. Se desiderassero essere in un grado superiore di beatitudine, i loro desideri sarebbero discordi dalla volontà di Dio che li colloca lì, il che è impossibile in Paradiso. Aggiunge infatti che l'essere beati comporta necessariamente l'adeguarsi alla volontà divina, per cui la posizione occupata dai beati in Paradiso trova l'approvazione di Dio come di tutti i beati. E questo dà loro la pace, perché Dio è il termine ultimo al quale si muovono tutte le creature dell'Universo. E’ dunque nella Sua volontà la nostra pace. E tutto questo vale anche per chi si trova ancora nella così detta Chiesa militante, cioè quaggiù sulla terra a combattere le buona battaglia.
Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...