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Come una preghiera vicendevole.




Le anime del Purgatorio mi hanno sempre richiamato al dovere. A Torino nel 1994 mi colpì la storia del beato Francesco Faa di Bruno, ufficiale di carriera che in guerra vedeva cadere come le mosche i suoi soldati, senza un conforto religioso, abbandonati, da soli, magari bestemmiando o imprecando con rabbia e disperazione. “Che ne sarà di loro?” si chiedeva. Fondò dunque un 
Ordine di religiose dedite alla preghiera per le anime del Purgatorio. Cominciò a muoversi qualcosa dentro il mio cuore arido e borghese, ma solo allo stato embrionale. Pochi anni dopo, nel 1996 appena sposato, sono andato in viaggio di nozze in Portogallo e in particolare a Fatima; qui mi ha colpito (tra tanto) la frase dell’Angelo che disse ai tre pastorelli prima delle apparizioni: "tante anime finiscono all’inferno perché nessuno ha pregato per loro". Da quel giorno recito quotidianamente un Pater, un Ave e un gloria per loro. Da allora ho quasi una preoccupazione per loro. A questo proposito ho trovato oggi sul La Bussola Quotidiana un vecchio articolo del 2019. Ve ne leggo alcuni stralci. Interessanti, almeno per me. C’è «…una sfilza di santi e mistici che in Purgatorio ci sono stati per davvero e che, con le anime del Purgatorio, hanno avuto visioni e colloqui rivelatori. A riguardo si potrebbero citare, per esempio, Santa Geltrude, Santa Caterina da Genova, Santa Margherita Maria Alacoque, il Santo Curato d’Ars, San Giovanni Bosco, San Pio da Pietrelcina, Santa Gemma Galagani…. Ma è la mistica austriaca Maria Simma che più di tutti ci illumina sull’argomento, avendo offerto la vita intera unicamente per trascinare le anime dei defunti in Paradiso». Ma che cos’è il Purgatorio? «Il Purgatorio - dice Maria - è un luogo ed una condizione che ogni anima vive quando ha ancora bisogno di espiare e riparare i peccati che ha commesso durante la sua vita, prima che essa possa raggiungere Gesù in Paradiso». In Purgatorio non si sta bene, si soffre, la cosa positiva è che la sofferenza è sicuramente temporanea e poi si si sale dritti Paradiso, a differenza dell’Inferno, in Purgatorio c'è la speranza che tutto finirà,  magari tra tre miliardi di anni,  ma finirà. «…Nonostante le durissime sofferenze cui sono sottoposte, nessuna anima del Purgatorio vuole abbandonare la propria condizione per tornare nelle tenebre della terra. Anzi, sono pazienti e vogliono soffrire, perché sanno che così possono purificarsi per arrivare totalmente luminose davanti a Dio. Questo è motivato dal fatto che la visione seppur parziale di Dio che hanno le anime in Purgatorio, è bastevole ad infondergli la Luce della Verità». Ma perchè si va in Purgatorio? Perché abbiamo ancora qualcosa da scontare. Le sante confessioni ben fatte infatti, ci rimettono la colpa dei peccati e ci evitano l’Inferno, ma non la pena che la giustizia di Dio ci chiede per purificarci peper poter entrare giusti in Paradiso; la pena, conseguenza dei peccati la possiamo scontare o in terra (sacrifici, malattie, sofferenze,…) o appunto, in Purgatorio. Cioè in Purgatorio non ci va chi ha fatto peccati mortali e non si è pentito nemmeno in punto di morte. «I peccati che fanno andare con più frequenza le anime in Purgatorio, secondo la Simma, sono quelli “contro la carità, contro l’amore del prossimo, la durezza del cuore, l’ostilità e la calunnia. So che la maldicenza e la calunnia - dice Maria - sono tra le colpe più gravi che necessitano di una lunga purificazione». A tal proposito ella racconta di una vicenda relativa ad un uomo e una donna. Con grande meraviglia di coloro che li avevano conosciuti, la donna era già in Paradiso, mentre l’uomo in Purgatorio. Quella donna era morta dopo aver fatto un aborto, l’uomo invece andava spesso in chiesa e faceva una vita apparentemente assai dignitosa e pia. I due erano morti contemporaneamente, ma la donna si era pentita con sincerità per ciò che aveva fatto, ed era stata molto umile; l’uomo, al contrario, pur essendo religioso, si lamentava sempre, sparlava della gente e criticava. Ecco perché il suo Purgatorio è stato molto lungo. Altri peccati contro la carità sono certamente il rifiuto di fare pace e i vari rancori che si portano nel cuore: la Simma fa molti esempi di anime che sono in Purgatorio proprio per aver ostinatamente negato il proprio perdono. Per quanto riguarda i sacerdoti, invece, la mistica riferisce che i primi motivi che le vengono in mente, per cui essi devono scontare il Purgatorio, sono: “la disobbedienza al Santo Padre, il poco amore per la Santa Messa, per la preghiera e per il digiuno, la mancata lettura dell’Ufficio e la distribuzione della Comunione in mano». Su quest’ultimo punto la veggente riporta numerosissimi casi da lei assistiti e, soprattutto, riferisce la gravità del comportamento dei sacerdoti che «non hanno aiutato ad avere rispetto per l’Eucaristia, poiché così tutta la fede ne soffre”». Ma è anche facile far uscire queste anime dal Purgatorio. «Il modo più efficace per facilitare la liberazione di un’anima dal Purgatorio - dice la Simma - è la Santa Messa. Perché è Cristo stesso che si offre per amore nostro. È l’offerta di Cristo stesso a Dio, la più bella delle offerte». Poi aggiunge che «se noi in vita ci rendessimo conto del valore di una sola Messa per l’eternità, le chiese sarebbero piene anche nei giorni feriali». Il perché è presto detto: «Nell’ora della morte le Messe che avremo ascoltato saranno il nostro maggior tesoro, esse hanno per noi più valore delle Messe che sono celebrate per noi dopo la morte». «Altri mezzi molto efficaci per aiutare le anime del Purgatorio sono le offerte a Dio delle nostre sofferenze: quelle volontarie, come il digiuno, le privazioni etc… e quelle involontarie, come le malattie, le umiliazioni, i lutti, gli abbandoni etc…». Ma noi possiamo anche ricorrere a loro e dire "Anime del Purgatorio pregate, per noi", perchè loro, che sono la Chiesa Purgante, possono farlo e lo fanno volentieri. È come una bella amicizia in cui ci si impegna a una preghiera vicendevole. 

[Stralci dal La Bussola Quotidiana, 2/11/2019, Costanza Signorelli, Maria Simma e i defunti «Pregate per noi!». Il segreto delle anime del Purgatorio].







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