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L'unica vera gioia




“Nelle mie lotte interne mi sono spesse volte domandato perché dovrei io essere triste? Dovrei soffrire, sopportare a malincuore questo sacrificio? Ho forse io perso la Fede? No, grazie a Dio, la mia Fede è ancora abbastanza salda ed allora rinforziamo, rinsaldiamo questa che è l’unica Gioia, di cui uno possa essere pago in questo mondo. Ogni sacrificio vale solo per essa”


(Lettera del beato Pier Giorgio Frassati a Isidoro Bonini tratto da Pier Giorgio Frassati - Lettere Effatà edizioni) 

Don Bosco / 11


«Ogni più piccolo sacrificio fatto in gioventù, procaccia un tesoro di gloria in cielo» (MB IX,333) 

«Chi non è obbediente sarà privo di ogni virtù» (MB VI,442)

«Oltre il vitto, i guadagni del prete vogliono essere le anime e nulla di più» (MB XI,240)

«Gola e castità, e specialmente vino e castità non possono andare insieme giammai». (MB XI,517)

«Ama molto e studia di sostenere quelli che lavorano per la fede» (MB XVII,641)

«(sogno). Nell’accettazione dei novizi escludere i pigri ed i golosi» (MB XIV,124)

«Dovunque vada qualcuno di noi, tutti stanno attenti, per vedere il modello che don Bosco invia» (MB XIII,247)
«Lasciamoci sempre guidare dalla carità, la quale in fine dei conti tornerà sempre a nostro vantaggio» (MB VII,312).

Nessuno prega per loro


Fatima. La quarta apparizione 


19 Agosto 1917 (anzichè il 13 agosto giorno in cui i tre pastorelli erano stati sequestrati). La quarta delle sei apparizioni della Madonna avviene a Valinhos (invece che alla Cova da Iria).
- Che cosa vuole da me Vostra Grazia?
- Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il 13, che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni. L’ultimo mese io farò il miracolo affinché tutti credano. Se non vi avessero portati in città [a Ourem] il miracolo sarebbe stato più conosciuto. Verrà San Giuseppe con il Bambin Gesù per donare la pace al mondo. Nostro Signore verrà a benedire il popolo. Verranno anche Nostra Signora del Rosario e la Madonna Addolorata.
- Che cosa volete che si faccia del denaro che la gente lascia alla Cova da Iria?
- Si facciano due barelle da processione. Tu ne porterai una con Giacinta ed altre due ragazzine vestite di bianco. L’altra sarà di Francesco che la porterà con tre altri ragazzini come lui, vestiti con un camice bianco. Questo sarà per la festa di Nostra Signora del Rosario. Ciò che avanzerà servirà per aiutare a costruire una cappella che si farà fare.
- Vorrei domandarvi la guarigione di diversi ammalati
- Sì, ne guarirò qualcuno entro l’anno.
E prendendo un’aria più triste aggiunse:
- Pregate, pregate molto e fate dei sacrifici per i peccatori! Vi sono molte anime che vanno all’inferno perché non c’è nessuno che si sacrifichi e preghi per loro.
Poi, come le altre volte, cominciò ad innalzarsi nella direzione di levante.


(http://www.reginamundi.info/madonna-di-fatima)

Se avessi la disgrazia di non credere!














 



Nelle mie lotte interne mi sono spesso domandato perché dovrei io essere triste, dovrei soffrire, sopportare a malincuore questo sacrificio? Ho forse io perso la Fede? No, grazie a Dio, la mia Fede è ancora abbastanza salda ed allora rinforziamo, rinsaldiamo questa che è l’unica Gioia, di cui uno possa essere pago in questo mondo. Ogni sacrificio vale solo per essa; poi, come cattolici, noi abbiamo un Amore che supera ogni altro e che dopo quello dovuto a Dio è immensamente bello, come bella è la nostra religione, Amore che ebbe per avvocato quell’Apostolo che lo predicò giornalmente in tutte le sue lettere ai vari Fedeli. La Carità, senza di cui, dice san Paolo, ogni altra virtù non vale. Essa sì che può essere di guida e d’indirizzo per tutta una vita, per tutto un programma. Essa con la Grazia di Dio può essere la meta a cui il mio animo può attendere. Ed allora noi al primo momento siamo sgomenti, perché è un programma bello, ma duro, pieno di spine e di poche rose, ma confidiamo nella Provvidenza Divina e nella Sua Misericordia. Il Papa Pio X di santa memoria raccomandava alla Gioventù la pratica della santa Comunione, ed io non posso che ringraziare ogni momento Iddio per avermi dato genitori, maestri, amici tutti, che tutti mi hanno incanalato per la via maestra della Fede. Pensa se in questo momento in cui l’animo mio attraversa questa crisi, io avessi la disgrazia di non credere; non varrebbe nulla vivere un istante di più e la morte sola sarebbe lenimento forse ad ogni soffrire umano. Ma invece, per chi crede le controversie della vita non sono oggetto di abbattimento, ma servono di emendamento e di richiamo energico a ricalcare la via, forse momentaneamente abbandonata…

(Pier Giorgio Frassati)

(Luciana Frassati, Pier Giorgio Frassati Lettere, a Isidoro Bonini, p.313)

Sofferenza, malattia, dolore, sacrificio...

…La storia del Bambino di Nazareth è una storia di dolore ed è come una grande strada su cui tutti gli uomini, senza distinzione, devono camminare: ma vi è chi la percorre bestemmiando; vi è chi la percorre scuotendo la testa incredulo e senza persuasione; vi è chi la percorre come un lungo lamento, intontito, senza comprendere la meta divina; vi è infine chi la percorre con religiosa rassegnazione: vero martire, cioè testimone di Gesù Cristo – come Stefano -, è colui che si sforza almeno di percorrerla con amore. La vita dell’uomo è colma di fatiche, di rinunce, di dolore: ma l’uomo è attaccato alla sua vita terrena con un istinto formidabile; l’uomo su di essa fabbrica tutti i suoi sogni; in essa colloca tutte le sue speranze; per essa spende tutte le sue fatiche; per tenere la sua vita terrena l’uomo rinuncerebbe volentieri alla certezza di una vita felice nell’aldilà; il dolore e le pene che trova, si sforza bene di diminuirle: con un istinto profondo di egoismo, che cerca di scaricare su chi lo circonda la maggior quantità possibile di pesi, che cerca di asservirsi gli altri, che del bisogno e delle pene del prossimo si disinteressa con sollecitudine. In questa mentalità ogni malato è tenuto come un tollerato; ogni povero è un disgraziato; chi piange, un infelice; ogni essere debole e impotente, una cosa disprezzabile; ogni anima mite, un obbrobrio; ogni individuo poco quotato in società, un fallito. Così sorge l’abborrimento a ciò che costa, la nausea del dovere che impone fatica, l’odio al sacrificio…Un giorno Gesù si azzardò a dire chiaramente ai discepoli che Egli di lì a poco sarebbe dovuto essere crocifisso. Pietro, presolo per un braccio, si mise a rimproverarlo che così parlasse. Gesù, alzato lo sguardo severo ai discepoli, e con una voce che deve aver fatto rimanere assai male il povero Pietro: «Indietro, Satana – gli intimò -, tu ragioni non collo Spirito di Dio, ma collo spirito di questo mondo». Indietro, Satana! La distinzione tra Cristo e l’anticristo, fra il cristiano e il non cristiano sta proprio in questa valutazione del sacrificio e della vita. Il sacrificio ha una funzione redentrice, perché è la strada che Cristo ha battuto per salvarci e che ognuno di noi deve seguire per giungere alla sua vera casa… Indietro, Satana! aveva risposto Cristo a Pietro; e levando poi la voce perché l’avesse a sentire anche la folla che gli s’andava accalcando intorno: «Chi mi vuol seguire, su, prenda la sua croce. Perché chi non vuole soffrire ora, soffrirà per sempre; ma chi si sacrificherà ora, godrà per sempre. Che importa a un uomo il divenir padrone dell’universo, se poi perde l’anima sua? Che cosa in cambio darà l’uomo per la sua anima?»… (Stralci dall'Omelia di Luigi Giussani per la festa di Santo Stefano Desio, 26 dicembre 1944).

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...