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Nessuno prega per loro
Fatima. La quarta apparizione
19 Agosto 1917 (anzichè il 13 agosto giorno in cui i tre pastorelli erano stati sequestrati). La quarta delle sei apparizioni della Madonna avviene a Valinhos (invece che alla Cova da Iria).
- Che cosa vuole da me Vostra Grazia?
- Voglio che continuiate ad andare alla Cova da Iria il 13, che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni. L’ultimo mese io farò il miracolo affinché tutti credano. Se non vi avessero portati in città [a Ourem] il miracolo sarebbe stato più conosciuto. Verrà San Giuseppe con il Bambin Gesù per donare la pace al mondo. Nostro Signore verrà a benedire il popolo. Verranno anche Nostra Signora del Rosario e la Madonna Addolorata.
- Che cosa volete che si faccia del denaro che la gente lascia alla Cova da Iria?
- Si facciano due barelle da processione. Tu ne porterai una con Giacinta ed altre due ragazzine vestite di bianco. L’altra sarà di Francesco che la porterà con tre altri ragazzini come lui, vestiti con un camice bianco. Questo sarà per la festa di Nostra Signora del Rosario. Ciò che avanzerà servirà per aiutare a costruire una cappella che si farà fare.
- Vorrei domandarvi la guarigione di diversi ammalati
- Sì, ne guarirò qualcuno entro l’anno.
E prendendo un’aria più triste aggiunse:
- Pregate, pregate molto e fate dei sacrifici per i peccatori! Vi sono molte anime che vanno all’inferno perché non c’è nessuno che si sacrifichi e preghi per loro.
Poi, come le altre volte, cominciò ad innalzarsi nella direzione di levante.
(http://www.reginamundi.info/madonna-di-fatima)
Candele e minuti di silenzio
Strage. Candele e minuti di silenzio. Ma solo Dio ci può salvare. Il brutto è che nessuno lo sa più e chi lo sa ha paura di dirlo per non perdere "il posto".
L’attentato a Parigi. Fatto gravissimo, purtroppo ne sono stati preannunciati altri anche a casa nostra e per lo stesso motivo religioso. Noi ci ostiniamo a trovare tutti le scuse possibili e corrette, evitando di dire certe cose sulla religione... Successivamente all’attentato abbiamo dovuto sorbirci la peggiore retorica politicamente corretta: “è colpa dei fondamentalismi”, “è un atto contro i valori della rivoluzione francese, cardini dell’Europa”, “non c’entrano nulla con l’Islam vero”, “sono stati provocati”, “le armi gliela abbiamo vendute noi”, "non è uno scontro di civiltà"... Fondamentalismi, valori, scriminanti, sensi di colpa... Cose generiche, minime, che non spiegano il fatto, le radici del fatto. E poi quella frase che viene detta sempre più spesso che non è uno scontro di civiltà, cosa fa cambiare? Non sono morti lo stesso quelle persone, il pericolo—dicendo così—diminuisce? Già ero provato da tutti questi giudizi, quando mi arriva un messaggio sul cellulare: “alle ore 22 accendiamo una candela… che brilli ovunque lo spirito della vita” e poi il giorno dopo alla TV tonnellate di minuti di silenzio, facce compunte, serie… al grido “mai più!”. Retorica melensa, candele e minuti di silenzio: ecco cosa i cittadini europei riescono a partorire all’indomani di quel tragicissimo fatto. Ora vedrete che un fatto del genere non accadrà più, ora quelli avranno paura delle nostre facce da ebeti durante i minuti silenziosi e delle candele laiche alle finestre.
Mai però una parola chiara e definitiva, un giudizio reale sul fatto, storico, e come è nato e da cosa.
Ogni giudizio lasciato nel grigio.
Non sarebbe meglio, al posto dei minuti di silenzio e delle candele, pregare Gesù e la Madonna perchè accolga le anime dei poveretti ammazzati e perché ci aiuti a fermare questi rabbiosi carichi di odio che vogliono solo uccidere e conquistare le nostre terre? Nelle nostre teste però pensiamo—di sicuro—che pregare Gesù e la Madonna farebbe indignare quelli che hanno un’altra religione e dunque meglio qualcosa di più neutro adatto a tutti. Siamo laici, per giunta! Sarebbe allora da chiederci se quelli che a Parigi sono stati fatti a pezzi, massacrati senza motivo, dai terroristi (che si sono dichiarati loro) islamici e al grido “Allah è grande”, non si sono indignati perché gli attentatori si sono permessi di esprimere chiaramente la loro appartenenza a una religione nella laicissima Francia. Solo Dio ci può salvare. Il brutto è che nessuno lo sa più e chi lo sa ha paura di dirlo per non perdere "il posto".
Non sarebbe meglio, al posto dei minuti di silenzio e delle candele, pregare Gesù e la Madonna perchè accolga le anime dei poveretti ammazzati e perché ci aiuti a fermare questi rabbiosi carichi di odio che vogliono solo uccidere e conquistare le nostre terre? Nelle nostre teste però pensiamo—di sicuro—che pregare Gesù e la Madonna farebbe indignare quelli che hanno un’altra religione e dunque meglio qualcosa di più neutro adatto a tutti. Siamo laici, per giunta! Sarebbe allora da chiederci se quelli che a Parigi sono stati fatti a pezzi, massacrati senza motivo, dai terroristi (che si sono dichiarati loro) islamici e al grido “Allah è grande”, non si sono indignati perché gli attentatori si sono permessi di esprimere chiaramente la loro appartenenza a una religione nella laicissima Francia. Solo Dio ci può salvare. Il brutto è che nessuno lo sa più e chi lo sa ha paura di dirlo per non perdere "il posto".
Il Pio
Da un angolo buio...
Diversi anni fa lessi un libro che mi piacque tanto. Il protagonista era un anziano prete e mi ricordo che si era preso l’impegno di recitare quotidianamente un Pater, Ave e Gloria per le persone che quel giorno sarebbero morte. Questo -come si capisce bene- era solo un minuscolo particolare di tutto il racconto, insignificante davvero in tutto il contesto, tre righe su duecento pagine… Non mi ricordo né il titolo di quel libro, né come si chiamava quel sacerdote, né la trama del racconto,… niente, solo che mi era piaciuto e quel particolare della preghiera. D’altra parte ognuno ha le sue fisse e succede che gli si imprimono nella memoria particolari che altri magari non colgono nemmeno e capita anche gli rimangono anni e anni ficcati in un angolo buio del cervello. Così spesso funziona. E poi può capitare che riaffiorano dopo tanto tempo per qualche strano motivo.
Pregare per i peccatori, per la gente in pericolo, come per le anime del Purgatorio è molto importante. Non lo dice più nessuno è vero, ma non per questo non si deve da fare. E così tanti non si salvano perché nessuno parla loro del peccato e dell’inferno e tanti altri perché nessuno prega per loro. E poi tante anime del Purgatorio aspettano le preghiere dei vivi per poter passare in Paradiso. Un ricordo per tutti costoro lo dovremmo avere nel nostro cuore. Se avessimo questa consapevolezza pregheremo più spesso e con maggiore responsabilità. Un grande santo prima di recitare il rosario spesso ripeteva “dai, andiamo a mandare qualche anima in Paradiso”. Tante cose possono cambiare con la preghiera. A partire da come è il nostro cuore, la nostra vita... il mondo intero.
Seconda cosa. Bisogna testimoniare la fede in ogni occasione opportuna e inopportuna. Con le parole che sappiamo dire, come sappiamo fare. Perché è vero che la faccenda finale non dipende da noi, ma il lavoro iniziale sì, questo sì. Una frase detta chissà come o dove, un nostro comportamento,... infatti, si possono ficcare inconsciamente nell’angolo buio della mente di qualcuno, e, per anni forse dimenticati, potrebbero riaffiorare e chiarire, spiegare, confortare, convertire… quella persona anche a nostra insaputa. Chissà magari una parola che abbiamo detto o scritto, chissà come o dove, una soltanto, sta lavorando nel cuore di qualcuno, chissà dove e perché, tra qualche anno lo aiuterà nella fede o lo avvicinerà di più a Gesù… Chissà che non avvenga? O che non sia avvenuto? (Me lo auguro!). Non dipende da noi l’esito, da noi dipende il considerarci strumenti nelle mani di un Altro e vivere e funzionare come tali. Da noi dipende l’inizio, non la fine, cioè l’esito. Quello però tocca tutto a noi.
E se ci ricordassimo anche che la nostra prima preoccupazione deve essere quella di salvarci l’anima, la preghiera diverrebbe la nostra prima consolazione e la nostra arma principale. Ogni giornata che abbiamo da vivere può essere l’occasione per avvicinarci di più a Gesù, in tutto e per tutto, e vivere come se fossimo sempre sulle Sue braccia.
Anni dopo quella lettura mi capitò di andare a Fatima e leggendo la storia delle apparizioni della Madonna ai tre pastorelli portoghesi, venni a sapere che fu detto loro che molte anime finiscono all’inferno perché nessuno prega per loro. La cosa mi colpì tanto e mi riaffiorò alla mente da quell’angolo recondito di cui si diceva, la storia del prete del libro famoso che recitava un Pater, Ave e Gloria, e mi dissi: “da oggi lo faccio pure io”. Da quel dì quotidianamente dico quelle tre preghiere per le anime dei peccatori che in quel giorno moriranno. Magari in questo modo ne sono riuscito a salvare qualcuna, magari una sola in tanti anni,… magari no, ma questo non dipende da me. E volevo allora dire due cose.
Pregare per i peccatori, per la gente in pericolo, come per le anime del Purgatorio è molto importante. Non lo dice più nessuno è vero, ma non per questo non si deve da fare. E così tanti non si salvano perché nessuno parla loro del peccato e dell’inferno e tanti altri perché nessuno prega per loro. E poi tante anime del Purgatorio aspettano le preghiere dei vivi per poter passare in Paradiso. Un ricordo per tutti costoro lo dovremmo avere nel nostro cuore. Se avessimo questa consapevolezza pregheremo più spesso e con maggiore responsabilità. Un grande santo prima di recitare il rosario spesso ripeteva “dai, andiamo a mandare qualche anima in Paradiso”. Tante cose possono cambiare con la preghiera. A partire da come è il nostro cuore, la nostra vita... il mondo intero.
Seconda cosa. Bisogna testimoniare la fede in ogni occasione opportuna e inopportuna. Con le parole che sappiamo dire, come sappiamo fare. Perché è vero che la faccenda finale non dipende da noi, ma il lavoro iniziale sì, questo sì. Una frase detta chissà come o dove, un nostro comportamento,... infatti, si possono ficcare inconsciamente nell’angolo buio della mente di qualcuno, e, per anni forse dimenticati, potrebbero riaffiorare e chiarire, spiegare, confortare, convertire… quella persona anche a nostra insaputa. Chissà magari una parola che abbiamo detto o scritto, chissà come o dove, una soltanto, sta lavorando nel cuore di qualcuno, chissà dove e perché, tra qualche anno lo aiuterà nella fede o lo avvicinerà di più a Gesù… Chissà che non avvenga? O che non sia avvenuto? (Me lo auguro!). Non dipende da noi l’esito, da noi dipende il considerarci strumenti nelle mani di un Altro e vivere e funzionare come tali. Da noi dipende l’inizio, non la fine, cioè l’esito. Quello però tocca tutto a noi.
E se ci ricordassimo anche che la nostra prima preoccupazione deve essere quella di salvarci l’anima, la preghiera diverrebbe la nostra prima consolazione e la nostra arma principale. Ogni giornata che abbiamo da vivere può essere l’occasione per avvicinarci di più a Gesù, in tutto e per tutto, e vivere come se fossimo sempre sulle Sue braccia.
Il Pio
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