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Ricordati che devi morire.



Col Coranavirus tutti, nel giro di pochissimo tempo, abbiamo compreso che potrebbe essere possibile morire per il contagio di questa maledetta malattia. E che essa è tremenda e feroce. E abbiamo paura, giustamente. Una paura tremenda, spesso. Possiamo capire come si sentivano i nostri nonni, quando c’era il colera o la peste e non c’era l’Amuchina. Una difesa dall’epidemia, dicono, è stare a 1,82 centimetri gli uni dagli altri, lavarsi spesso le mani per almeno un minuto col disinfettante, non andare fuori Italia, non andare a messa, tossire sul fazzoletto… E si fa bene a fare così. Siamo in Quaresima: «polvere sei e polvere tornerai» ci è stato detto all’inizio, Mercoledì delle ceneri. Prendiamo tutte le precauzioni possibili e anche di più: non ci dobbiamo ammazzare da soli. Ma ricordiamoci sempre quel «polvere sei e polvere tornerai». Prima o poi moriremo, se non di Coranavirus come auguro a tutti i lettori, di vecchiaia, di tumore, sotto una macchina, sparati, con l’infarto, di ictus, col terremoto,… e, in quel momento finale, prima di andare davanti al Tribunale di Dio, dobbiamo essere sicuri di essere in grazia di Dio, senza peccati, con l’anima pulita. Non sappiamo quando arriverà quell’ora (tra un secondo o tra cento anni, chissà?) ma arriverà e dobbiamo trovarci così: ci conviene essere così. Perché è meglio andare in Paradiso piuttosto che all’Inferno. Qui ci si rimane per sempre, anche se non abbiamo preso mai il Coranavirus.

Il Pio

Quaresima. Non si va in paradiso in carrozza


Quaresima deriva dal latino ecclesiastico quadragäsëma, femminile sostantivato dell'aggettivo quadragäsëmus" quarantesimo" e pertanto significa propriamente "quarantesimo giorno (prima di Pasqua)". Quaranta giorni, numero simbolico, che richiama tanti episodi biblici, soprattutto il digiuno di Gesù nel deserto. La quaresima implica dunque giorni di digiuno, carità, di preghiera e di penitenza. Come era solito dire Don Bosco, “non si va in paradiso in carrozza". La Quaresima incomincia, il mercoledì delle ceneri, con l’imposizione delle ceneri sul capo e con l’esortazione: “Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai”. Quel pizzico di cenere è il simbolo della brevità della vita umana e di quello che resta del corpo. Vi è una seconda formula “Convertitevi e credete al Vangelo”. Conversione significa invertire la marcia, cambiare strada, o meglio ancora, passare da una vita in cui il centro sono “io” a una vita in cui il centro è Dio. La Quaresima è dunque un periodo di penitenza, anche di mortificazione, ma non fine a sé stesso, bensì finalizzato a farci risorgere con Cristo, a rinnovare la nostra identità battesimale, cioè a rinascere nuovamente 'dall’alto', dall’amore di Dio. Digiuno, preghiera ed elemosina, ecco quello che la Chiesa consiglia in questo periodo. La Chiesa infatti ci ricorda di vivere sia le sette opere di misericordia spirituali che quelle corporali. Ve le ricordo: Quelle spirituali: 1) Consigliare i dubbiosi; 2) insegnare agli erranti; 3) ammonire i peccatori; 4) consolare gli afflitti; 5) perdonare le offese; 6) sopportare pazientemente le persone moleste; 7) pregare Dio per i vivi e per i morti. Invece le sette opere di misericordia corporali sono: 1) Dar da mangiare agli affamati; 2) dar da bere agli assetati; 3) vestire gli ignudi; 4) alloggiare i pellegrini; 5) visitare gli infermi; 6) visitare i carcerati; 7) seppellire i morti. La condizione per compiere sia le sette opere di misericordia spirituali che quelle materiali deve viversi in Cristo, per Cristo e con Cristo, cioè nel nome di Cristo e vedendo lui nei fratelli, per vivere non la filantropia, ma la Carità. Quali sono le opere della carne? “Fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, magia, inimicizie, lite, gelosia, ire, ambizioni, discordie, divisioni, invidie, ubriachezze, orge e opere simili a queste: coloro che compiono tali opere non avranno in eredità il regno di Dio” (Gal 5, 21). Invece, quali sono le opere dello spirito? “Amore, gioia, pace, longanimità, bontà, benevolenza, fiducia, mitezza, padronanza di sé” (Gal 5, 22). A proposito possiamo ricordare quello che P. Pio raccomandava ai suoi figli spirituali I) di esser sobri nel cibo, nell’abbigliamento, nei consumi, nelle comodità; II) di esercitare un controllo negli sguardi e nelle conversazioni; III) di dominare gli istinti, le passioni e accettare la sofferenza e offrirla a Dio; IV) di promuovere forme di personale mortificazione e di astinenza. Ma il digiuno, la mortificazione non devono essere fini a se stessi, ma devono essere un mezzo per avvicinarci sempre di più a Gesù. Padre Pio suggeriva anche che bisognava aggiungere la preghiera intensa e prolungata, la frequenza dei sacramenti e la meditazione della sacra Scrittura, alla quale bisogna avvicinarsi, “innalzando la mente al Signore, supplicandolo che lui stesso faccia da guida alla vostra mente e si degni di parlarvi al cuore e muovere egli stesso la vostra volontà” (Ep. II, 130 = a Cerase, il 14 luglio 1914). Ricordiamoci sempre infatti che siamo “immagine e somiglianza di Dio”.

Il Pio

Mentre ne abbiamo il tempo

Dopo il carnevale (da "carne - vale", carne ti saluto!) inizia la Quaresima. Un tempo importante per la vita di un cristiano. Oggi è infatti il Mercoledì delle Ceneri. Alcune brevi e sintetiche note, che possano chiarire la profondità e il senso vero di questo periodo.


35 D. Che è la Quaresima?
R. La Quaresima è un tempo di digiuno e di penitenza istituito dalla Chiesa per tradizione apostolica.

36 D. Per qual fine è istituita la Quaresima?
R . La Quaresima è istituita: 1. per farci conoscere l'obbligo che abbiamo di far penitenza in tutto il tempo della nostra vita, di cui, secondo i santi Padri la Quaresima è la figura; 2. per imitare in qualche maniera il rigoroso digiuno di quaranta giorni, che Gesù Cristo fece nel deserto; 3. per prepararci coi mezzo della penitenza a celebrare santamente la Pasqua.

37 D. Perché il primo giorno di Quaresima si chiama il giorno delle Ceneri?
R. Il primo giorno di Quaresima si chiama giorno delle Ceneri, perché la Chiesa mette in quel giorno le sacre ceneri sul capo dei fedeli.

38 D. Perché la Chiesa nel principio della Quaresima usa imporre le sacre ceneri?
R. La Chiesa nel principio della Quaresima usa imporre le sacre ceneri, affinché noi ricordandoci che siamo composti di polvere, e colla morte dobbiamo ridurci in polvere, ci umiliamo e facciamo penitenza de' nostri peccati mentre ne abbiamo il tempo.

39 D. Con quale disposizione dobbiamo noi ricevere le sacre ceneri?
R. Noi dobbiamo ricevere le sacre ceneri con cuor contrito ed umiliato, e con la santa risoluzione di passare la Quaresima nelle opere di penitenza.

40 D. Che cosa dobbiamo noi fare per passar bene la Quaresima secondo la mente della Chiesa?
R. Per passar bene la Quaresima secondo la mente della Chiesa dobbiamo fare quattro cose: 1. osservare esattamente il digiuno, e mortificarci non solamente nelle cose illecite e pericolose, ma ancora, per quanto si può, nelle cose lecite, come sarebbe moderarsi nelle ricreazioni; 2. fare preghiere, limosine, ed altre opere di cristiana carità verso il prossimo più che in ogni altro tempo; 3. ascoltare la parola di Dio non già per pura usanza o curiosità, ma per desiderio di mettere in pratica le verità che si ascoltano; 4. essere solleciti a prepararci alla confessione, per rendere più meritorio il digiuno, e per disporci meglio alla Comunione pasquale.

41 D. In che consiste il digiuno?
R. Il digiuno consiste nel fare un solo pasto al giorno, e nell'astenersi dai cibi vietati.

42 D. Nei giorni di digiuno oltre l'unico pasto è vietata qualunque altra refezione?
R. Nei giorni di digiuno la Chiesa permette una leggiera refezione alla sera, o pure sul mezzogiorno quando l'unico pasto viene differito alla sera.

43 D. Chi è obbligato al digiuno?
 R. Al digiuno sono obbligati tutti coloro che hanno compito il ventesimo (oggi 18, ndr) primo anno e non ne sono legittimamente impediti.

44 D. Quelli che non sono obbligati al digiuno sono affatto esenti dalle mortificazioni?

R. Quelli che non sono obbligati al digiuno non sono affatto esenti dalle mortificazioni, perché niuno è dispensato dall'obbligo generale di far penitenza e perciò devono mortificarsi in altre cose secondo le loro forze. 

(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...