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La spada è l’odio del mondo



«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa (Matteo 10,34-36)». Davanti al gran parlare che oggi si fa di pace, apertura, accoglienza e dialogo,… c’è questa parola di Gesù che non possiamo dunque, dimenticare o non considerare. Sentiamo continuamente parlare di pace, di dialogo, etc. come se questo, fosse il centro del cristianesimo; ma il centro del cristianesimo è Gesù Cristo, fatto carne, morto e risorto, e poi tutto il resto per quanto grande questo possa essere. Gesù ci apre gli occhi, ci dice di stare attenti all’odio del mondo che è connaturale al cristianesimo. Chi va dietro a Gesù prima o poi si troverà come nemici, anche quelli dentro casa e questo perchè nel mondo lavora pure Satana e fa davvero un buon lavoro, dobbiamo ammettere, per allontanarci tutti da Gesù e dalla Salvezza. La religione cattolica non è guerrafondaia (altre lo sono davvero e fin dalla loro nascita) ma subisce l’odio di tutti quelli che non sono amici di Gesù. Odio più o meno feroce. In Francia nel ‘700, in Messico nel ‘900… In Nigeria oggi stanno massacrando i cattolici e così in Congo e in tante altre nazioni (nel silenzio dell’Europa e non solo). In Europa l’odio non è violento (non sempre), ma subdolo perché non ci colpisce con la spada in maniera plateale, ma con l’intelletto, l’istinto in maniera silenziosa, lenta, con la segregazione. Questo è comunque l’odio del mondo che colpirà i cristiani fino alla fine. «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia (Giovanni 15, 18-19)». Continuiamo dunque a non essere “del mondo”, ma “nel” mondo e a seguire Gesù nella dottrina, nel catechismo e nella tradizione. Cerchiamo sempre di portare la pace in tutti i posti in cui andiamo, ma consapevoli di quello che disse Gesù. La pace di Cristo, però non quella mielosa e zuccherata “del” mondo.

Il Pio


Nella sua luridissima tana


Ho ritrovato un articolo del 2014 che tanto mi fece impressione e per questo l'avevo messo da parte. Era Domenica. Dalla finestra col Papa, due bambini fanno volare le colombe della pace. Le quali appena fuori dalla finestra, sono state immediatamente artigliate da un uccellaccio tutto nero. A quel corvaccio puzzolente non interessava infatti se le colombe fossero per noi il Simbolo della Pace. Lui fa da sempre il suo mestiere: cattura la preda più debole e se la mangia senza alcun pentimento. In precedenza, però, anni prima, le colombe erano subito rientrate dentro la casa del Papa e si erano salvate. Ho pensato ha una leggerissima allegoria. 

Non solo quelle colombe, ma tutti noi dobbiamo scontrarci quotidianamente col male, con la cattiveria e i suoi agguati terribili e improvvisi e non c’è verso per eliminarli, né per ridurre la loro potenza malvagia, anche se alziamo le bandiere della pace e facciamo i minuti di silenzio. E non si tratta di un male generico, ma di angeli maledetti che "girano per il mondo a perdizione delle anime" e che non avendo più alcuna speranza di salvarsi,  scatenano su di noi la loro rabbia e il loro odio per togliere a Dio quante più anime possibile. C’è una lotta che non è mai terminata e terminerà solo con la fine dei tempi, una lotta con il potere delle tenebre, col demonio, pronto a aggredire chiunque è debole e isolato per portarlo nella sua luridissima tana, per sempre. Rientrare dentro le mura della Chiesa, invece ci può salvare. Come quelle colombe.

Il demonio, di cui nessuno oggi più parla e a cui non crede più nessuno (nemmeno inspiegabilmente numerosi teologi, sacerdoti e vescovi e lo dicono ai fedeli ovviamente); proprio per questo è ancora più forte e terribile di prima. E’ addirittura scatenato! E trova un numero impressionante di persone completamente disarmate e inconsapevoli di avere un nemico del genere che li vuole portare all’inferno, nella sua luridissima tana e che gli aprono la porta di casa, quando proprio non trova suoi adepti a lui votati. Proprio come quelle colombe che si reputavano forti e invincibili perché erano state dichiarate dagli uomini "della pace". (Sarebbe anche da capire come fa un uccellino indifeso a portare la pace, però una preghiera per essa non si può dire perché sarebbe discriminatoria). 


«Il vostro nemico, il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare, resistetegli saldi nella fede (1 Pietro)». La fede ci salva e fuori dalla Chiesa non c’è salvezza. Bisogna stare attaccati a essa e—tramite Essa—a Gesù. Bisogna che tutti sappiano che siamo in guerra col peggiore dei nemici. E poi Gesù diceva che dobbiamo, sì, essere puri come le colombe, ma anche scaltri come i serpenti. Essere solo colombe comporta che prima o poi il corvaccio maledetto ci porti nella sua luridissima tana. Per sempre.


Il Pio

«Solo quello che abbiamo, altro non desideriamo»

« Ma dimmi: voi che siete qui felici,
disiderate voi più alto loco
per più vedere e per più farvi amici?".

Con quelle altr’ombre pria sorrise un poco;da indi mi rispuose tanto lieta,
ch’arder parea d’amor nel primo foco:

"Frate, la nostra volontà quïeta
virtù di carità, che fa volerne
sol quel ch’avemo, e d’altro non ci asseta.


Se disïassimo esser più superne,
foran discordi li nostri disiri
dal voler di colui che qui ne cerne;…

Anzi è formale ad esto beato esse
tenersi dentro a la divina voglia,
per ch’una fansi nostre voglie stesse…

E ’n la sua volontade è nostra pace:»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto III)

Dante —in Paradiso—chiede a Picarda Donata che si trova fra gli spiriti che appaiono nel I Cielo, se lei o gli altri beati desiderino acquisire un grado più elevato di beatitudine, trovarsi in un posto più vicino a Dio. Lei sorride un poco con le altre anime, poi spiega che la carità placa ogni loro desiderio e li induce a volere solo ciò che hanno e non altro. La loro volontà è infatti conforme a quella di Dio, per cui esse desiderano solo ciò che a Dio piace e non chiedono altro. Se desiderassero essere in un grado superiore di beatitudine, i loro desideri sarebbero discordi dalla volontà di Dio che li colloca lì, il che è impossibile in Paradiso. Aggiunge infatti che l'essere beati comporta necessariamente l'adeguarsi alla volontà divina, per cui la posizione occupata dai beati in Paradiso trova l'approvazione di Dio come di tutti i beati. E questo dà loro la pace, perché Dio è il termine ultimo al quale si muovono tutte le creature dell'Universo. E’ dunque nella Sua volontà la nostra pace. E tutto questo vale anche per chi si trova ancora nella così detta Chiesa militante, cioè quaggiù sulla terra a combattere le buona battaglia.
Il Pio

Sono felici perché hanno Cristo.

Sembra che i problemi del mondo siano limitati all’Ucraina, a Gaza, all’Iran e a poco altro. Nel silenzio più totale, anche di chi dovrebbe ...