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Pier Giorgio Frassati / 7

« Oggi sono stato alla sepoltura di un laureato di lettere corrispondente della 'Nazione' di Torino. E morto di etisia all'ospedale san Luigi e oggi l'ho visto prima che lo mettessero nella cassa. Era in uno stato compassionevole; non ho potuto fermarmi che due minuti dentro la camera, perché era già quasi decomposto e quindi non conveniva stare di più. Però questa vista è stata per me salutare. Ho riflettuto e ho pensato che anch'io fra qualche anno sarò in quello stato; desterò anch'io il senso di compassione misto a quello di ribrezzo; e pure alle volte sono stato ambizioso...
Ma come prepararsi al grande Trapasso e quando? Siccome uno non sa quando la Morte verrà a prenderlo, è grande prudenza ogni giorno prepararsi per morire lo stesso giorno; quindi d'ora in poi cercherò di fare tutti i giorni una piccola preparazione per la morte, per non dovere trovarmi impreparato in punto di morte e dovere rimpiangere gli anni belli della gioventù sprecati dal lato spirituale ».
(Luciana Frassati, Pier Giorgio Frassati, Lettere (1906-1925), Vita e Pensiero, Milano, 1995)

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