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Adesso so

Anni fa mi ero messo in testa di leggere la Bibbia. Era successo che avevo incontrato per la strada un Testimone di Geova. Allora ero giovanissimo e poco sapevo della Scrittura, delle questioni di fede, delle differenze... Poco conoscevo della materia, ma come per istinto sapevo che era bene restare nella Chiesa, senza sapere il perché e il per come e così navigavo a vista. Per questo sarebbe bastata una piccola “spintarella” (una ragazza carina, un amico forte…) per mandarmi fuori strada e perdere tutto. Il mio carattere infatti non è tanto forte e la mia fede debolissima, non so quale santo mi ha tenuto la mano sopra la testa fino a oggi: lo devo ringraziare per avermi conservato cattolico. E poi quanto sono importanti gli amici buoni, quelli disposti anche a trattarti male per non farti cedere, quelli che ti vengono a cercare quando ti sei perso, quelli che ti richiamano all’essenziale, anche a costo di vedersi insultati e maltrattati… quanto è impostante una compagnia di amici così… quanto sarebbe bello se tutti avessero una compagnia buona. Ma riprendiamo il discorso di prima.

Quel giovane Testimone di Geova dalla faccia simpatica mi fermò per la strada e mi disse che studiava le sacre scritture per due ore al giorno. E che da nessuna parte del Testo sacro c’era scritto che Gesù fosse Dio, quindi era una invenzione della Chiesa, (quindi: che restavo a fare in essa se è mentitrice?). 

La tattica è sempre quella di mettere prima il dubbio nel cuore delle persone e aperta una breccia, entrare facilmente. E il dubbio mi era venuto davvero e esso mi lacerava. Caso volle che quel giorno era una domenica e stavo andando a messa. E proprio in quella messa il vangelo spiegava che Gesù e il Padre erano la stessa cosa. Capì che la situazione era seria e che dovevo prepararmi per non cadere più nel dubbio. E così, con questo spirito, iniziai a leggere la Bibbia.  Non la riuscì a finire, ma non rimasi sprovveduto come prima. Non volevo più cadere. Volevo restare nella Chiesa.

Una delle parti della Bibbia che mi colpì fu quella in cui Abramo doveva uccidere il figlio Isacco e lo avrebbe fatto, senza capire, senza un perché, a malincuore, ma lo avrebbe fatto perché glielo aveva chiesto Dio. Lo avrebbe fatto di sicuro, se un Angelo del Signore all’ultimo momento non gli avesse fermato la mano. 
E quell’ Angelo gli disse « adesso so… ». Adesso, non prima. E compresi che spesso il Signore fa così con noi, ci fa passare attraverso certe strade dure e incomprensibili, che secondo noi non meritiamo di percorrere, perché vuole sapere (e farci sapere) che fede abbiamo che amore abbiamo. Dopo, al termine, se siamo restati fedeli nonostante tutto, ci dice « adesso so! ». Adesso, non prima. 

La nostra libertà significa anche questo: -come dice Peguy- ci dobbiamo conquistare da soli gli speroni da cavaliere. La nostra vita ci mette spesso dinnanzi a prove che non capiamo... Adesso, non prima.  
Il Pio

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