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Come pecore senza pastore



821 D. Il Sacerdozio cattolico è necessario nella Chiesa?
R. Il Sacerdozio cattolico è necessario nella Chiesa; perché senza di esso i fedeli sarebbero privi del santo sacrificio della Messa e della maggior parte dei sacramenti, non avrebbero chi li ammaestrasse nella fede, e resterebbero come pecore senza pastore in balia dei lupi, a dir breve non esisterebbe più la Chiesa come Gesù Cristo l'ha istituita.

822 D. Dunque il Sacerdozio cattolico non cesserà mai sulla terra?
R. Il Sacerdozio cattolico, non ostante la guerra che gli muove contro l'inferno, durerà fino alla fine dei secoli; avendo Gesù Cristo promesso che le potestà dell' inferno non prevarranno giammai contro la sua Chiesa.

(Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

Forse una cosa...



Una cosa, forse, la possiamo imparare da questo fattaccio del Coranavirus. Non tutto viene per nuocere. Non mi riferisco ai nostri politici che hanno litigato tra loro (quello già lo sapevamo). Non mi riferisco che siamo i primi in Europa col numero di contagi (alcuni dicono perché siamo i più bravi guidati da bravi, altri dicono perché siamo i più somari guidati da somari: ma chi ha ragione? E chi lo sa?). Non mi riferisco nemmeno all’ipotesi forse fantascientifica, da qualcuno rappresentata che il virus sia stato inventato dai cinesi per sordidi motivi (non cambierebbe minimamente la situazione e poi i dietrologi ci sono sempre stati). Non mi riferisco neanche ai numerosi Vescovi che, accettando di sottomettersi agli ordini dei laici, hanno vietato le sante messe, le processioni e le preghiere pubbliche, prendendosi sicuramente la responsabilità di fronte a Nostro Signore (tra l’altro in questi casi rivolgersi all’Onnipotente, potrebbe essere la via più efficace, in passato si faceva così e qualche miracolo è arrivato). Tutta questa vicenda, però ci può insegnare una cosa, dicevo. Il dogma laico (anzi laicissimo e incontestabile, pena la derisione se non addirittura, l’esilio) che la Scienza sia sempre e ovunque onnipotente e risolva da sé tutti i mali della terra e che dunque l’uomo, misura di tutte le cose, si salva da solo senza dover ricorrere a quella maledetta superstizione medievale—l’oppio dei popoli per altri—della religione che tanti mali ha fatto, è, in questo momento per lo meno, un falso storico, cioè non è un dogma vero, cioè non è vero: è falsissimo. Senza la luce di Dio nei cervelli, l’unico passo che si fa di fronte all’ignoto, è la paura, che tra un po’ (forse) diverrà addirittura terrore. E quando non è la fede a illuminare i cervelli, ma il terrore le conseguenze saranno brutte per tutti.

Il Pio

Signore, non ci aiutare proprio!



In questa tremenda situazione che si chiama Coronavirus, mi pare che lo Stato stia facendo quello che può, e non è facile farlo. Certo potrebbe fare meglio, ma anche peggio. Anche in questa faccenda i politici si rimbalzano la responsabilità, ma è normale. In questa faccenda cosa hanno deciso alcuni vescovi? Chiudiamo subito le chiese, non diciamo le messe. A San Benedetto del Tronto, la città in cui vivo, nel 1855 era scoppiato un colera micidiale e numerosissime furono le vittime. Il popolo con a capo i suoi amministratori decisero di fare una novena all’Immacolata con tanto di processione. Forse sarà stato un caso, ma il colera sparì. Quando viveva Don Bosco, a Torino nel 1854, scoppiò un altro colera tremendo (che tra l’altro aveva anche previsto). Lui promise ai suoi ragazzi che se restavano in stato di grazia, non avessero peccato, avessero pregato, avessero portato una medaglietta e avessero ricevuto la sua benedizione, si sarebbero salvati dal colera: e così fu, nonostante moltissimi di loro andassero in giro a aiutare la gente ammalata e soprattutto contagiosa (senza mascherine ovviamente). Intere famiglie furono sterminate dal colera torinese, ma nessuno dei ragazzi dell’Oratorio salesiano morì (un caso anche questo?). Anche san Carlo Borromeo non la pensava diversamente e non chiuse le chiese e non sospese le messe, quando nel 1576 scoppiò la peste a Milano (lui era il Vescovo). La peste lo vide in prima linea a confortare i colpiti da questa malattia. Incurante del contagio, scende per le strade piene di appestati e avvicina e conforta chi può. Scende con l’Eucarestia da somministrare ai moribondi come viatico, accompagnato da pochissimi sacerdoti. Non smette di pregare e digiunare perché il flagello termini. Supplica Cristo per la sua Passione e organizza con i cittadini superstiti processioni penitenziali, soprattutto con la reliquia del Santo Chiodo custodita nella cattedrale, perché non gli tocchi più di aiutare ogni giorno persone a ben morire. Questi erano quelli che ci hanno preceduto, i cattolici, come si dovrebbe essere. E sono diventati santi. Oggi invece chiudiamo le chiese, sospendiamo messe e manco morti pensiamo di preparare processioni. E’ come dire «Signore sappiamo noi come salvarci, che metodo usare per uscire da questa situazione, tu non puoi fare nulla, qualora davvero esistessi!» E’ dunque l’uomo che salva se stesso e dunque il mondo. Ma questo non lo ha detto Gesù, ma quelle terribili ideologie che se non hanno ancora distrutto il mondo, hanno “ammazzato” milioni di cattolici.

Il Pio 

Nella Sua Grazia



13. Per qual fine Dio ci ha creati? 
Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e per goderlo poi nell'altra, in paradiso.

14. Che cos'è il paradiso?
Il paradiso è il godimento eterno di Dio, nostra felicità, e, in Lui, di ogni altro bene, senza alcun male.

15. Chi merita il paradiso?
Merita il paradiso chi è buono, ossia chi ama e serve fedelmente, Dio, e muore nella sua grazia.

16. I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, che cosa meritano? I cattivi che non servono Dio e muoiono in peccato mortale, meritano l'inferno.

17. Che cos'è l'inferno?
L'inferno è il patimento eterno della privazione di Dio, nostra felicità, e del fuoco, con ogni altro male senza alcun bene. 

(Tratto dal Catechismo di San Pio X)

L'unica vera gioia




“Nelle mie lotte interne mi sono spesse volte domandato perché dovrei io essere triste? Dovrei soffrire, sopportare a malincuore questo sacrificio? Ho forse io perso la Fede? No, grazie a Dio, la mia Fede è ancora abbastanza salda ed allora rinforziamo, rinsaldiamo questa che è l’unica Gioia, di cui uno possa essere pago in questo mondo. Ogni sacrificio vale solo per essa”


(Lettera del beato Pier Giorgio Frassati a Isidoro Bonini tratto da Pier Giorgio Frassati - Lettere Effatà edizioni) 

"Prego per quelli che hanno colpito mio papà"




«Preghiamo per i nostri governanti: per il nostro presidente Sandro Pertini per Francesco Cossiga. Preghiamo per tutti i giudici, per tutti i poliziotti, i carabinieri, gli agenti di custodia, per quanti oggi nelle diverse responsabilità, nella società, nel Parlamento, nelle strade continuano in prima fila la battaglia per la democrazia con coraggio e amore.Vogliamo pregare anche per quelli che hanno colpito il mio papà perché, senza nulla togliere alla giustizia che deve trionfare, sulle nostre bocche ci sia sempre il perdono e mai la vendetta, sempre la vita e mai la richiesta della morte degli altri.»

(Preghiera recitata da Giovanni Bachelet durante i funerali di suo padre Vittorio, cattolico, docente universitario e politico, ucciso dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980 al termine di una lezione all'Università La Sapienza di Roma. Questa preghiera potrebbe essere messa a confronto con quelle che talvolta sentiamo recitare dai parenti dopo simili episodi, tutte grondanti di rabbia e di odio. Un odio e una rabbia che sembrano inestinguibili, tanto sono profondi e che quasi mettono paura. Eppure Gesù ci chiede di perdonare per poter essere perdonati: lo diciamo nel Padre Nostro, è la condizione essenziale. Tutto questo poi ci dovrebbe anche ricordare che ogni giorno, ogni momento, potrebbe essere l'ultimo e che la nostra preoccupazione principale non deve essere solo se il nostro corpo è a posto, ma se lo è la nostra anima).  

Il Pio

Almeno per me


Sono sempre più frequenti le pubblicità in cui si vede un giovane stracontento perché compra roba con la carta di credito. Mi sono sempre chiesto cosa c’è da essere contenti nello spendere i soldi e ridurre il proprio conto corrente (con questi chiari di luna, poi). Sì, uno è contento delle cose che compra, ma non credo di spendere i propri soldi. Diverso sarebbe se uno avesse una carta di guadagno tramite cui si ricevono i soldi (ma questa è fantascienza)… Restando in tema di stramberie moderne, un vignettista famoso ha detto che le Foibe sono uno strumento di propaganda (alla faccia delle migliaia di infoibati, per decenni nascosti perché avrebbero dato fastidio a qualcuno). Anche qui ci sono i negazionisti, ma, per molti, sono meno gravi di quegli altri (perché sono due le parti politiche in gioco). Alla notizia che le nascite in Italia sono tremendamente diminuite, da una Radio nazionale che pende da una certa parte politica, seguita da milioni di persone, il conduttore ha declamato “non mi importa nulla se l’Italia sparisce…”. Poi è arrivato l’allarme Africa relativamente al Coronavirus. Nel Continente Nero sono tantissimi i cinesi che vanno e vengono dalla Cina, e qui i controlli e strutture, purtroppo, lasciano un po’ a desiderare. Chi lo sa, lo sa. In alto lo sanno. Ma non mi pare di aver sentito: “lasciamo perdere per un po’ la politica e i relativi sporchi giochi, lasciamo perdere pure Salvini e il suo dannato processo, e facciamo attenzione a chi entra dall’Africa. Magari per un po’ non facciamo entrare proprio tutti: in ballo c’è la salute degli italiani”. Nessuno lo ha detto e non mi pare che gli sbarchi siano bloccati. Permettetemi un po’ di moralismo: quando tutti sapevano la Verità le stramberie erano ridotte (i figli erano di più, l’Italia era amata, qualcuno la difendeva anche…). Da quanto ci sono più verità (e dunque nessuna verità) tutto è divenuto triste e brutto. Almeno per me.



Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...