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Traditori ed invasori

 

Negli ultimi mesi ho letto notizie che mi hanno fatto tremare le gambe che io spero siano assolutamente fake, anche se purtroppo assai verosimili in questo periodo. Notizie che riportano come molti membri della gerarchia ecclesiastica vogliono distruggere pubblicamente e segretamente la Chiesa che ha fatto Gesù, a suon di cannonate, quasi come avvenne nel 1870, anche se allora le cannonate erano dei Savoia, traditori ed invasori, ora vengono invece dai fratelli, dalle guide, dall'interno, ma sempre da traditori ed invasori. Anche chi ci comanda oggi, pare voglia un'Italia diversa da quella voluta dai Padri costituenti, ma questo lo capiscono tutti quelli che non hanno occhi e orecchie foderati di prosciutto ideologico. Ma riprendiamo l'argomento. L'ultima di queste notizie che spero fake news, è quella che in Germania i Vescovi vogliono sposarsi (ho reso la notizia molto sintetica, ma più o meno è questa). Gli si potrebbe dire che il sacerdozio lo ha voluto così Gesù stesso, ma se non vi piace cambiate religione e fate quello che vi pare, non si è obbligati a fare i vescovi: invece loro no, loro vogliono l'approvazione della Santa Sede. Altri vogliono addirittura modificare la dottrina, che non è stata toccata da duemila anni (ci sarà un motivo?). Quando tanti anni fa uscì il catechismo di Benedetto XVI, vescovi e cardinali del Nord Europa discettavano che fosse ingiusto parlare solo di Dio Padre, laddove così si discriminavano le donne. In linea di principio e per giustizia, costoro dovrebbero essere tutti mandati in un luogo dove non possano fare danni... Sarà difficile che succeda, temo. La Chiesa continua da due mila anni a proporre e suggerire la stessa identica strada che ha proposto Gesù (è la Chiesa Apostolica), ma ciascuno è liberissimo di seguirne un'altra. Tuttavia quelli che non la vogliono seguire, o non la vogliono più seguire, non possono pretendere che essa debba cambiare alla luce dei loro momentanei capricci. Non è la Chiesa che deve adeguarsi a un mondo sempre più mutevole e cattivo, ma il contrario, ed è infatti la Chiesa che deve muovere il mondo, e non il contrario. La Chiesa deve essere il punto fisso tra le onde del mare, come diceva Claudio Chieffo. Stiamo attenti perchè di cannonate ne hanno sparate tante e grosse, e il fuoco continua anche da molto in alto e il rischio di non capirci più nulla è fortissimo. Potrebbe essere questa l'occasione di leggere ogni sera una parte del Catechismo. Ma più importante ancora è restare saldi nella fede.

Il Pio


"Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!"

San Paolo 1 Tessalonicesi




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I “modernisti” e i “bacchettoni”


 Oggi è un continuo susseguirsi di polemiche intorno a Sanremo. Non le dico nemmeno perché non voglio cadere nella trappola. Si parla  anche di situazioni al limite del lecito. Questi del Festival devono inventarsi quanti più eccessi possibili, se vogliono sopravvivere nella giungla delle TV e nella guerra fratricida per ottenere il lvello più alto di audience o di share; studiano mesi interi insieme ad una equipe superspecializzata come meglio mettere in scena coup de théâtre che appaiono lì per lì improvvisati, che devono a ogni costo scandalizzare il più possibile, alzando sempre di più il livello del peggio solo perché se ne possa parlare, nel bene o nel male, per giorni e giorni tra “modernisti liberali” e “bacchettoni oscurantisti”. E così tutti vedono il Festival, come attratti da una forza misteriosa, compresi naturalmente i “modernisti liberali” e i “bacchettoni oscurantisti”, con le loro famiglie, spesso riuniti in tanti, sapendo però che per esperienza di anni, saranno sicuramente e nuovamente scandalizzati, ma tutti in cuor loro, nel più segreto angolo, vogliono vedere proprio quello scandalo. Ricordate la famosa farfalla di Belen? Ancora se ne parla, pensate a come stiamo messi. Appunto: il problema siamo noi, tutto questo avviene per colpa nostra. Essa non è dei cantanti, nemmeno dei direttori artistici o dei Consigli di amministrazione delle varie antenne televisive: loro fanno il loro dovere, loro devono rispondere alla politica amica che deve ricevere un tornaconto elettorale e ai soci che vogliono più soldi: dunque devono far di tutto per far vedere a quanta più gente possibile il programma con qualunque mezzo lecito o illecito. Noi gente semplice discutiamo e ridiscutiamo sull’autobattesimo del cantante e sulla vecchia che si inventa promoter della cannabis. Il popolo discute, lui discute sempre. Discute solamente. Solamente tra sè stesso. Non propone, non si fa avanti, proprio quel popolo che viene drammaticamente scandalizzato, a cui vengono offese spesso le cose più care per scopi meramente di lucro (e talvolta pure politici), accorgendosene è vero, ma ritenendo giusto reagire solamente parlandone la mattina dopo coi colleghi. E in questo ghiotto contesto i giornali e le TV sanno bene che si deve battere il ferro quando è caldo, se vogliono vendere giornali e telegiornali e pubblicano tutti gli scandali con i minimi dettagli, per giorni. E la stessa cosa avviene in politica: a fronte a rimborsi elettorali stratosferici, a fronte di spese folli dei politici, a fronte a ruberie, vitalizi astronomici, a fronte di un Paese allo sfascio totale per colpa loro, invaso da stranieri e dove ormai tutto ormai è ineluttabilmente irrimediabile, che fa il popolo? Litiga ancora dicendo “questo politico è meglio di quell’altro” e “hai torto tu e non io”. E continua a sovvenzionare anxhe solo moralmente una politica maledetta. Esso ancora si scanna vicendevolmente per dimostrare che un leader di un partito sia meglio dell’altro. E chi ne guadagna? Non certo il popolo che sta sempre peggio, ma loro, i salotti televisivi e i giornali che riferiscono minuziosamente ogni minima parola, dimenticando anche che tutti questi leader sono stati al governo della Nazione almeno una volta, ma senza cambiare sostanzialmente nulla (fare tutto per non fare niente). Ripeto la colpa è nostra e forse in fondo in fondo ci piace che tutto vada così, d'altra parte il lavaggio del cervello fatto da decenni qualche effetto lo dà prima o poi. Forse dovremo cambiare qualcosa nel nostro stile di vita, spenderci un po' di più,  tralasciare una vita squisitamente borghese, prima che qualcun altro lo faccia per noi a modo suo. Comunque per finire, il catechismo stabilisce che lo scandalo un grave peccato, perché porta altri a peccare. Facciamoci tutti due conti scandalizzati e scandalizzati,  cioè peccatori. 

Il Pio

Ricordatevi di Norimberga! "Eseguivo gli ordini"



Senza mettere alcun mio inutile commento, pongo alla vostra attenzione il messaggio di Mons. Carlo Maria Viganò, Arcivescovo e Nunzio Apostolico alle Forze dell'Ordine.

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"Ciascuno di voi cari fratelli delle Forze dell’Ordine, ha prestato giuramento all’inizio del proprio incarico, e ad ogni promozione esso è stato da voi rinnovato con la convinzione di chi è consapevole del proprio ruolo in difesa della Legge e del bene comune. Questo giuramento si fonda su valori antichi, quali l’onore e il rispetto della parola data, chiamando Dio a vostro testimone. Ma nel giurare fedeltà alla Costituzione, come in passato si giurava fedeltà al Re, voi non vi siete privati delle vostre facoltà: rimanete esseri pensanti, dotati di un intelletto e di una volontà, in grado di discernere il bene dal male, poiché è questo che fa di voi degli esseri umani e non degli automi.

In questi due anni, come tutti i cittadini, avete assistito ad un colpo di stato globale, progettato e realizzato col pretesto di una pandemia, nel quale i più elementari principi del diritto, della scienza e dell’etica professionale sono stati calpestati impunemente da persone che, come voi, avevano giurato: i governanti e i magistrati, di rispettare le leggi naturali e positive per il bene della Patria; i medici, di curare i malati e adoperarsi per salvare loro la vita; i giornalisti, di divulgare la verità. Dinanzi a quanto vediamo accadere in tutto il mondo, comprendiamo quanti abbiano tradito il giuramento prestato, quanti abbiano rinnegato gli impegni assunti, quanti si siano dimostrati corrotti e asserviti al potere.

Ora molti di voi, che nella fase iniziale dell’emergenza erano rimasti disorientati dall’incoerenza e dalla contraddittorietà delle informazioni, dei decreti, dei provvedimenti nominalmente volti al contenimento del contagio, hanno compreso di essere stati usati come strumenti di repressione delle legittime proteste dei cittadini, come se non aveste anche voi dei genitori anziani ricoverati in ospedale, dei figli che non possono frequentare le scuole, dei parenti privati del lavoro a causa della loro libera e legittima decisione di non sottoporsi all’incoulazione del siero genico sperimentale.

Vi hanno usati come automi, pensando che foste disposti a un’obbedienza cieca e irrazionale verso un potere sempre più autoritario, repressivo e tirannico. Nessuno vi ha chiesto cosa pensaste dell’assurdità di certi decreti, né se foste disposti a calpestare la Costituzione per eseguire ordini che hanno come solo scopo quello di distruggere il tessuto sociale, morale ed economico della Nazione.

Nessuno ha tenuto in considerazione il vostro senso di frustrazione nel vessare i vostri concittadini per le ragioni più assurde, esponendo voi e il Corpo che rappresentate al disprezzo delle persone oneste, colpevoli di non volersi sottoporre a una vaccinazione di massa sperimentale di cui iniziamo a vedere i risultati devastanti. E mentre eravate impegnati a multare l’anziana disabile o lo studente senza mascherina; mentre disperdevate la folla dei manifestanti con gli idranti e gli operai licenziati con i manganelli, i criminali erano deliberatamente lasciati liberi di rubare, aggredire, violentare gli Italiani.

Quante volte, mentre imponete il rispetto di regole illegittime e incostituzionali, vi siete sentiti rimproverare per questo tradimento del vostro ruolo e del giuramento che avete fatto? E quante volte avete pensato che le proteste dei cittadini erano giustificate, così come è giustificata la delusione che essi provano nel vedervi eseguire ordini degni di un regime totalitario? Quante volte avreste voluto dire loro: «Sono dalla vostra parte, la penso come voi, mi vergogno di ciò che mi è stato ordinato»?

Molti di voi, liberamente e in conformità col diritto naturale e con le leggi vigenti, hanno scelto di non essere vaccinati: la vostra libera scelta vi ha privati del lavoro e della retribuzione; altri sono stati emarginati e costretti a consumare i pasti sui gradini della Questura o all’esterno della caserma; molti hanno ceduto, sotto la pressione psicologica dei superiori e dei colleghi, al ricatto infame di chi ha deciso, contro la Costituzione e le convenzioni internazionali, di discriminare una parte della popolazione.

Era questo che vi sareste aspettati, quando in alta uniforme avete gridato «Lo giuro», all’inizio della vostra carriera?

Oggi questo colpo di stato, la cui evidenza è provata dalla premeditazione del disegno criminale in tutto il mondo e da un unico copione sotto un’unica regia, sembra vacillare in molti Stati; in Italia, dove un governo non eletto tradisce impunemente le basi del vivere civile e del diritto nel silenzio dei magistrati, i cittadini sono ostaggio di un’autorità autoreferenziale asservita a poteri sovranazionali e che agisce contro il popolo, impossibilitato a opporre resistenza alla sopraffazione e indifeso dalle Forze dell’Ordine, anzi da queste ulteriormente oppresso e punito.

Questa ingiustizia grida vendetta al cospetto di Dio e chiede una presa di posizione netta e determinata. Il silenzio, l’obbedienza cieca-pronta-assoluta, il rispetto delle regole per quieto vivere o per paura di ritorsioni non può costituire una giustificazione al protrarsi di una situazione ormai insostenibile.

Ricordatevi di Norimberga, e di quanto sia valso ai condannati il giustificarsi con «eseguivo gli ordini».


Vi esorto tutti, cari fratelli delle Forze dell’Ordine, a ricordarvi che non siete automi, come qualcuno vorrebbe farvi credere; che non siete droni senz’anima nelle mani di sconsiderati e traditori della Patria. Siete persone capaci di gesti eroici, siete professionisti che hanno dedicato la propria vita alla difesa degli onesti e alla repressione del crimine, siete Cristiani che nel servizio della comunità devono conquistare il Cielo e diventare santi. Pensate ai vostri colleghi che, in epoche che credevamo lontane, hanno saputo dire di no agli abusi e alla violenza della dittatura, rifiutandosi di collaborare con un potere tirannico nel perseguitare e discriminare i propri concittadini, anche a prezzo della loro vita.

Pensate agli atti eroici dei vostri compagni contro il crimine organizzato, e a quale sarebbe il loro giudizio sul vostro operato di oggi, sulla vostra connivenza a norme assurde e illegittime. Pensate al discredito che il vostro comportamento getta sulla vostra immagine, e chiedetevi se esso non sia voluto da chi, invocando l’istituzione di un esercito europeo, cerca di destabilizzare la sicurezza nazionale e di indebolire le istituzioni ad essa preposte. Perché è evidente che, nella perpetua rivoluzione imposta dall’alto, la distruzione dell’autorità inizia proprio nel renderla odiosa alle masse, nell’utilizzarla contro i cittadini e non contro i criminali, nello screditarla agli occhi degli onesti.

Tra le vostre fila, in grandissima maggioranza, vi sono persone oneste a cui noi tutti guardiamo con rispetto e con gratitudine. Ricordatevi del giuramento prestato, della parola data, dell’onore di servire la Patria e soprattutto del giudizio di Dio, che vi chiederà conto di ciò che avete fatto come servitori dello Stato, come rappresentanti delle Forze dell’Ordine, come Cristiani.

Ricevete la mia paterna Benedizione, con la speranza che sappiate ritrovare l’orgoglio della vostra professione e la pace che potrete avere solo compiendo il bene e operando per la giustizia.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo – 29 Gennaio 2022

Sale la nebbia

 


“Sale la nebbia sui prati bianchi Come un cipresso nei camposanti Un campanile che non sembra vero Segna il confine fra la terra e il cielo”. Così iniziava Inverno una bellissima canzone di Fabrizio De Andrè scritta nel 1968. La stessa proseguiva “Ma tu che vai ma tu rimani Vedrai la neve se ne andrà domani Rifioriranno le gioie passate Col vento caldo di un'altra estate”. Nella nebbia, si sa, non si vede nulla; in essa è da sconsiderati andare a lume di naso, a tentoni o dove ci pare, ma si deve rimanere tenacemente attaccati ai binari che sappiamo che da qualche parte sicura conducono, cioè ai punti fermi che abbiamo nella vita e che (almeno per alcuni) sono Comandamenti, catechismo, dottrina, Tradizione. Il freddo della neve gela il cuore; e in questo gelo tremendo il nostro cuore rischia di perdere il calore della Fede, la voglia di vivere e l’umanità. Mi pare che i tempi di oggi oltre essere pieni di nebbia e neve siano pure immersi nella più totale oscurità. Ve lo posso giurare: non ho mai visto in tutta la mia vita un periodo così senza speranza come il presente, non ce l’hanno i giovani, non ce l’hanno gli adulti e nemmeno gli anziani. Pessima situazione! In passato a ogni passaggio di epoche c’era pur sempre una speranza (poi talvolta decaduta), oggi no. E’ tutto triste, irragionevole, cinico, freddo, non c’è nessuno a cui dare fiducia… Ma quello che è ancor più brutto è che la maggior parte dei pastori di anime non ci sorreggono, non ci aiutano, non ci consigliano… loro continuano a parlare nelle loro omelie della traduzione del verbo greco, se non addirittura di credere alla Scienza. Ma in passato non è stato così, i preti si mettevano a fianco del popolo, talvolta hanno pure combattuto insieme a loro quando è stato necessario, finendo spesso ammazzati. Allora sembra essere vera una battuta letta su di una strip di tanti anni fa “la speranza è l’ultima a morire”, “peccato non poter assistere ai suoi funerali”. No, il pessimismo non è per i cristiani e quella battuta non è per noi. La speranza infatti è propria dei cristiani perché non si fonda sulla terra, ma nel Cielo: “Un campanile che non sembra vero Segna il confine fra la terra e il cielo”. E’ proprio quel campanile che potrebbe anche vedersi poco, ma è lui che fa da tramite tra la terra e il Cielo. “Vedrai la neve se ne andrà domani Rifioriranno le gioie passate Col vento caldo di un'altra estate”. Che dire? Restiamo fissi sui binari fino a che non torna l’estate e riusciremo a vedere meglio. Ma anche se siamo rimasti soli e in pochi, chiediamo a Gesù, alla Madonna e a tutti i santi di venire in nostro aiuto.

Il Pio

Ammazza che fauci!

 


Si sente sempre più spesso, soprattutto nei social, frasi tipo “X non sarà il mio presidente”, “ci dobbiamo far sentire”, "le cose debbono cambiare", “è ora di urlare”, oppure “non vi lamentate se avete votato i ladri”, “è colpa vostra”, eccetera. Partiamo dal discorso del votare i ladri. In teoria dovrebbero essere quelli lassù a non mettere i ladri nelle loro liste: se nelle liste di ogni partito troviamo, ovviamente a insaputa della maggioranza degli elettori che non sempre può conoscere le vicende personali dei candidati, una buona parte di truffatori, pedofili, ladri, prostitute, voltagabbana, assassini, mafiosi, papponi, faccendieri, parassiti, bancarottieri e farabutti che dobbiamo fare? Che possiamo fare, noi? O non andiamo a votare, ma poi ci si accusa di lasciare la poltrona ai nemici della Patria, o andiamo a votare, mettendo però un nome a caso, sperando con tutto il cuore, di beccare proprio quello meno ladro di tutti e che questi poi, rubi un po’ di meno e qualcosa possa lasciare anche al popolo. Su questo però non possiamo fare nulla: non è il popolo infatti che deve saper votare bene, ma devono essere loro a candidare solo gente corretta e brava (e ancora ce n'è tanta) (almeno quella che non si mangi tutto: altrimenti possiamo solo dire simpaticamente ogni volta “ammazza che fauci hanno questi!”). “Perché non ti candidi tu, allora” e bravo il sapientone, ma, prima di tutto, mi fanno entrare, quelli? Mi fanno poi arrivare lassù? Poi i colleghi di partito non mi sbraneranno appena dovessero solo temere che io li possa superare? E quanto tempo potrei campare con i miei Ideali in quel maledetto mondo di compromessi, cattiverie, tradimenti, apparenze, inganni, liti, cambi di casacca, avido di potere e soldi? Un minuto. Forse. Su questo argomento però, mi infastidiscono più che quei pozzi senza fondo, proprio i cittadini normali che pensano che il loro carisma divino sia quello di fare i moralisti e i moralizzatori del popolo, come fossero i guru della saggezza, come se loro non ne facessero parte, ma senza spiegare come fare per farsi (almeno) sentire da quelli che si trovano in alto, oltre questo maledetto muro impenetrabile difeso da numerosi Guardiani della rivoluzione. Vi racconto un fatto che mi è capitato diversi anni fa. Allora era Ministro della Istruzione uno famoso della sinistra e, come di solito fanno costoro, aveva realizzato un Disegno di legge sulla riforma scolastica che era una vera tragedia: lacrime e sangue, per minimizzare l'argomento. Sarebbe stato un disastro educativo. Insieme a numerose associazioni educative italiane allora, avevamo organizzato una fiera e pacifica opposizione popolare, con i incontri, manifestazioni pacifiche, avevamo coinvolto tutti i conoscenti, fatto scrivere articoli sui giornali, spiegato a tutti soprattutto la assurdità e i pericoli della Riforma. Come punta di diamante della protesta pacifica avevamo inviato al Ministero via fax (allora non usavano le mail) migliaia di lettere firmate chiedendo con motivi fondati che venisse cancellato quel DDL. Caso volle che quel Ministro dell’Istruzione un giorno venne nel comune dove abito (c’era la campagna elettorale per il nuovo sindaco e questi lo aveva invitato). L’aula era piena zeppa di gente dello stesso orientamento del Ministro e ci siamo presentati anche noi, anche in un discreto numero (ovviamente siamo stati messi democraticamente da parte e fatti parlare solo alla fine dell’incontro di fretta ricevendo solo risposte sommarie e sintetiche). Uno dei nostri (il più polemico) disse al Ministro “si è accorto che le abbiamo inviato migliaia di fax firmati da cittadini italiani, per cancellare la riforma?”. Il Ministro indifferente rispose “ah, siete stati voi a intasare il fax del ministero? Comunque mi fa molto piacere che i giovani apprezzano la mia riforma”. Ecco: questo è un politico. Per finire la storia, la riforma non è passata, ma solo perché è caduto quel Governo e quel Ministro non è stato poi rieletto. Invece il nostro sindaco è stato rieletto. 


Il Pio

Tempi moderni

 


La canzone intitolata The Times They Are a-Changin' cioè I tempi stanno cambiando, la cantava Bob Dylan nel 1964 con chitarra e armonica (mi piaceva tantissimo). Il famoso’68 infatti, era ormai prossimo, giungeva a passi da gigante e tutti, ma proprio tutti (persino molti padri di famiglia e tanti sacerdoti e vescovi) erano straconvinti (non solamente convinti) che tutto sarebbe cambiato in bene e sarebbe finalmente giunto un Mondo Nuovo, fondato sull’amore, sulla fratellanza, sulla pace, sulla libertà e sulla concordia, senza guerre, senza famiglie patriarcali e, naturalmente, senza il Dio "cattivo" dei cristiani; l’avere i capelli lunghi era l’adesione tacita a questi tempi nuovi. In effetti i tempi che cantava Bob Dylan davvero cambiarono e poi tanto, ma alla fine, non in quel senso che speravano tutti (non a caso da questi a giungere al terrorismo armato rosso e nero e alla strategia del terrore è stato un attimo; questo potrebbe farci pensare un po’ a cosa succede quando facciamo i conti solo sulle ideologie—generate poi da chi?—stando fuori dalla realtà e soprattutto senza contare su Dio). Conosciamo bene anche i nostri Tempi moderni (prendendo un attimo in prestito il titolo di un bellissimo capolavoro di Charlie Chaplin del 1936). Anche Charlot in quegli anni viveva tempi nuovi: il bravissimo attore infatti, nel film citato era un povero lavoratore impiegato in un’azienda che fa estremamente fatica ad adattarsi all'avanzamento tecnologico impostogli in quel periodo, finendo addirittura in manicomio e anche in prigione. L'avanzamento tecnologico che nacque in quei tempi che a quel tempo erano moderni (nel 1936) erano talmente moderni che l'uomo era considerato poco più di una parte di una macchina industriale, ancor meno di uno schiavo. Anche ora i tempi stanno cambiando e sono pur sempre moderni per noi contemporanei. Oggi però non ci sono speranze, non ci sono nemmeno illusioni e nessuno se ne fa. Il rischio per noi è di essere venduti all’alta finanza, di vivere solo per l’interesse della banche potenti o delle industrie farmaceutiche o delle lobby spregevoli e spregiudicate. Siamo governati da biechi comandanti, che fanno a pezzi uno Stato stupendo come il nostro. E siamo considerati ancor meno di quelli del 1936: meno di una macchina industriale. Abbiamo politici davvero vergognosi e imbecilli, soprattutto pericolosi perché non hanno la minima considerazione del popolo. Per i nostri tempi moderni mi viene alla mente una canzone che cantava Edoardo Bennato nel 1976 (dunque di altri  tempi) intitolata Eaa; è la storia di un pullman che corre verso il burrone a altissima velocità, mentre tutti i passeggeri cantano e nessuno si accorge di quello che sta per accadere, tranne uno che chiede spiegazioni al conducente. Questi risponde che si sono rotti i freni, ma che farà di tutto per fare il suo dovere. Rincuorato da questa frase, il passeggero si gira un attimo e nel frattempo, il conducente si catapulta fuori e abbandona a se stessi tutti che però continuano a cantare. Il passeggero diligente pensa anche lui di catapultarsi fuori. La canzone non ci dice come finirà la corsa del pullman o dentro al burrone oppure sulla strada grazie a un intervento miracoloso di Dio. Questa canzone del ’76 è attualissima anche in questi tempi attuali e moderni. Conclusioni: abbiamo tolto Dio nel 1936 ed è andata male, abbiamo tolto Dio nel 1964 ed è andata male, abbiamo tolto Dio nel 2000 (che da decenni si immaginava—inspiegabilmente—come un secolo carico di belle novità) ed è andata male. Lo abbiamo tolto anche nel 2024 (nei nostri tempi moderni) e ora non solo è andata male, ma è peggio che andar di notte: stiamo vedendo i sorci sempre più verdi, più grossi e numerosi. Forse è proprio opportuno armarsi del coraggio della fede in Gesù perché solo se il popolo torna cristiano, anche se è tremendamente schiacciato dalla tirannia, dalla tecnologia e dalla sanitalogia, potremmo essere tutti lieti e soprattutto con una coscienza e un'Ideale inattaccabili. Forti e vivi anche se ci ammazzano (parafrasando Guareschi). Sicuramente non degli schiavi. In verità io in tutta la vita non ho mai visto tempi moderni così tristi, così disperati, così cattivi, così bui... così satanici. Stiamo all'erta. Prendendo per finire, una frase dal film Scipione detto anche l'Africano (Luigi Magni, 1971) a cui Giove dice "la vita è fatta di tanti momenti brutti, ma sta sicuro, deve ancora arrivare il momento peggio". Ma lui parlava con Giove, noi abbiamo molto di più dalla parte nostra. 

Il Pio

Per esempio


Per esempio. In Italia non si possono costruire centrali nucleari e ciò a seguito di un referendum, anche se intorno a noi gli altri Paesi ce l’hanno e funzionano bene (ma se non dovessero funzionare, pagheremo anche noi il conto) e le bollette dei loro cittadini non sono care. Ma va bene così. Siccome non sarebbe il primo referendum a essere disatteso dallo Stato, mettiamo che si decida di costruirne una. Dopo tremende manifestazioni in ogni comune, con manganellate e idranti, lo Stato decide di volersi imporre a tutti con regolamenti, decreti e leggi in cui è stabilito che chi si oppone è nemico della Scienza, non permette la ripresa del Paese, per questo verrà giustamente sanzionato e non potrà andare a lavorare. A seguito di ciò nel Paese si formano due schieramenti popolari opposti i no nukes e gli yes nukes.Lo Stato decide dunque di costruirla e dove. E così, finalmente, si inizia. Cosa certa è che una centrale di ultima generazione è sicurissima e solo un terremoto straordinario, epocale, con successivo maremoto potrebbe forse, un po’ lesionarla. Allora ciò stante, si fa subito avanti a tutti il politico importante che riesce a piazzare una ditta amica per la costruzione. In questa ditta si scopre che il 99% degli addetti è stato caldeggiato da lui ed è strasindacalizzato e, manco a dirlo, lavora poco e male. La ditta in questione poi, è specializzata sì, ma nella costruzione di piscine e così un po’ su internet, un po’ sentendo alcuni muratori e alcuni idraulici, un po’ a occhio, un po’ chiedendo ai professori delle Superiori, un po’ qualcosa il titolare sapeva (questo va pur detto a onor del merito), essa inizia a costruire la centrale. Siccome è di utilità pubblica i controlli sono pochi e poi c’è sempre di mezzo il fiato caldo del politico importante. Giustamente, vista l’opera grandiosa, i prezzi sono alti, ma poi
risulterà che i materiali sono pessimi, scadenti, ma in questo modo possono facilmente girare “a vuoto” più soldi da destinare a chi di dovere. Finalmente dopo solo 60 anni, la quadruplicazione di tutti i costi preventivati, processi e manette, l’ingresso di altri politici in ballo al posto di quello inziale (che nel frattempo è morto, ovviamente come Eroe della Patria, da persona unica e integerrima, votato solo a bene del popolo, grande cattolico e dunque con tutti gli articoli in TV e sui giornali, per giorni e giorni, esclusivamente per la sua lode e onore; si venne poi a sapere che alcune Piazze del Paese furono a lui dedicate). La ditta che aveva iniziato la costruzione nel frattempo è fallita. A questa sono succedute numerose società che si sono passate di mano l’appalto sino a non far capire più nulla a nessuno. Alla fine si inaugura solennemente la centrale con il Presidente, la Banda e fuochi pirotecnici. Alla centrale si dà il nome pretenzioso di “Italia”. I politici in carica in quel periodo, come di prassi in queste circostanze, riuscirono a nominare tra i loro amici, il Direttore, il Responsabile alla sicurezza, il Responsabile dei controlli, il Responsabile tecnico, tutti i dipendenti, la vigilanza, le pulizie,… con stipendi favolosi. Dopo pochi giorni essa non funziona più, non funzionano persino le luci, ma i dipendenti continuano a ricevere gli stipendi, gli straordinari e i premi. Caso volle che un cinghiale, alla ricerca dei suoi cuccioli, riesce a entrare dentro (le porte sono rimaste aperte, anche queste non hanno mai funzionato e naturalmente dentro non c’è nessuno). Arrivato in una grande sala con tutti schermi spenti, vede una leva con sopra un grande cartello tutto rosso con su scritto in giallo: “Attenzione, non spostare questa leva. Pericolo di morte” con il pittogramma con la figura del teschio. Dietro alla leva vede i suoi cuccioli. Lui però non sa leggere e non conosce nemmeno il valore dei pittogrammi (nessuno glielo ha mai insegnato) lui vede e capisce solo che i suoi cuccioli sono là ed è sufficiente, dunque dà una rude testata alla leva per liberare i suoi figli. Quella testata fa esplodere tutto. E così l’Italia (come centrale) e l’Italia (come Nazione) vengono completamente distrutte in pochissimo tempo. Gli unici a salvarsi dalla catastrofe furono solo il cinghiale, i suoi cuccioli e quei politici che hanno trafficato nella centrale (che casualmente si erano trasferiti in Australia).Ora qualcuno dice che quelli starebbero lavorando alacremente per la ricostruzione dell'Italia. 

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Vi ho detto subito che era un esempio, una storiella strampalata...
Vi è piaciuta allora questa storiella? Se non v’è piaciuta non andate avanti nella lettura di questo post. Se invece vi piaciuta, significa che ritenete verosimile tutto quello che ho raccontato come un povero cantastorie medievale, un po' sbandato, allora pongo la domanda: se veramente funziona così, ci possiamo fidare di quelli lassù?

Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...