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Legittima difesa


2264 L'amore verso se stessi resta un principio fondamentale della moralità. È quindi legittimo far rispettare il proprio diritto alla vita. Chi difende la propria vita non si rende colpevole di omicidio anche se è costretto a infliggere al suo aggressore un colpo mortale.

2265 La legittima difesa, oltre che un diritto, può essere anche un grave dovere, per chi è responsabile della vita di altri. La difesa del bene comune esige che si ponga l'ingiusto aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, i legittimi detentori dell'autorità hanno il diritto di usare anche le armi per respingere gli aggressori della comunità civile affidata alla loro responsabilità.

(Dal Catechismo della Chiesa Cattolica)

Il miracolo eucaristico di Buenos Aires. 1992 e 1996.

Gli eventi accadono nella chiesa parrocchiale di Santa Maria nel centro di Buenos Aires il 1° maggio 1992, in quei giorni papa Giovanni Paolo II sceglieva come vescovo ausiliare di Buenos Aires il sacerdote gesuita Jorge Mario Bergoglio. Quel venerdì, due pezzi di Ostia sono stati trovati abbandonati sul corporale del tabernacolo. Il parroco, padre Alejandro Pezet, li mette in un recipiente d’acqua posto poi nel tabernacolo, così come chiede la prassi in questi casi. Nonostante il passare dei giorni, le particole non si sciolgono e venerdì 8 maggio 1992 i due frammenti hanno assunto un colore rosso sangue. Domenica 10 maggio 1992, durante la messa serale sono state notate delle gocce di sangue anche sulla patena, il piattino su cui si pone l’ostia. Il sangue venne fatto analizzare da un medico locale e da alcuni ematologi, si rilevò che si trattava di sangue umano. Pochi anni dopo, il 15 agosto 1996 durante la Messa della festa dell’Assunzione di Maria, finita la distribuzione della Comunione, una donna si avvicinò al parroco per dirgli che aveva trovato un’ostia gettata su un candelabro nel retro della chiesa. Corso fino al posto indicato, p. Alejandro vide l’Ostia profanata. Dal momento che non era in grado di consumarla, la mise in un contenitore di acqua e la ripose nel tabernacolo della cappella del Santissimo Sacramento. Pochi giorni dopo, il 26 agosto 1996 si è notato che la particola, anziché dissolversi, si era trasformata in un frammento di carne sanguinosa. Venne di ciò informato direttamente l’arcivescovo Quarracino e il vescovo ausiliare Bergoglio ricevendo da lui il mandato di far fotografare da un professionista ciò che era accaduto spedendo tutto a Roma. Per diversi anni l’Ostia è rimasta nel tabernacolo e la faccenda è stata tenuta nel più rigoroso segreto. Dopo alcuni anni, vedendo che non vi era traccia di decomposizione, l’arcivescovo Bergoglio ha autorizzato analisi approfondite: un campione di tessuto è stato inviato ad un laboratorio di Buenos Aires, dove si è scoperto che i globuli rossi e bianchi del sangue e dei tessuti erano di un cuore umano. Il laboratorio ha anche riferito che il campione di tessuto aveva le caratteristiche di un uomo ancora vivo, con cellule pulsanti come farebbero in un cuore. E’ utile sottolineare che l’origine dei campioni è sempre stata mantenuta segreta per non inquinare i risultati. Nel 1999 è stato chiesto al dottor Ricardo Gomez Castañón, neuropsicofisiologo boliviano, di condurre alcuni test supplementari su entrambi i “casi”, quello del 1992 e quello del 1996. Il 6 ottobre 1999, alla presenza di rappresentanti del vescovo, il dottor Castañón ha prelevato un campione del sangue sul frammento inviandolo,al laboratorio di genetica Forence Analitycal di San Francisco. Il 28 gennaio 2000 sarà reso pubblico che sul materiale inviato è stato trovato DNA umano, confermando dunque le indagini precedenti: si tratta di sangue umano con codice genetico umano. I campioni sono stati inviati anche al professor John Walker, dell’Università di Sydney in Australia, il quale ha rilevato a sua volta che si tratta di cellule muscolari e cellule bianche del sangue, tutte intatte. La ricerca ha dimostrato che questi tessuti sono infiammati, quindi la persona a cui appartengono ha subìto un trauma. Il dottor Frederic Zugibe (esperto forense degli Stati Uniti) della Columbia University di New York ha dichiarato: “Il materiale analizzato è un frammento del muscolo cardiaco tratto dalla parete del ventricolo sinistro in prossimità delle valvole. Questo muscolo è responsabile della contrazione del cuore. Va ricordato che il ventricolo cardiaco sinistro pompa sangue a tutte le parti del corpo. Il muscolo cardiaco in esame è in una condizione infiammatoria e contiene un gran numero di globuli bianchi. Ciò indica che il cuore era vivo al momento del prelievo dal momento che i globuli bianchi, al di fuori di un organismo vivente, muoiono. Per di più, questi globuli bianchi sono penetrati nel tessuto, ciò indica che il cuore aveva subito un grave stress, come se il proprietario fosse stato picchiato duramente sul petto”. Ovviamente anche per il dott. Zugibe è stata omessa l’origine dei campioni e il suo team non era a conoscenza che arrivano da un’Ostia consacrata. I dati prodotti dall’analisi del laboratorio di New York sono stati infine confrontati a quelli sviluppati dopo un altro miracolo Eucaristico, quello di Lanciano, ancora una volta senza rivelare la provenienza dei campioni testati. Gli esperti hanno proceduto al confronto concludendo che le due relazioni di laboratorio avevano analizzato campioni di prova appartenenti alla stessa persona, segnalando che i due campioni di sangue hanno rivelato un tipo “AB” positivo. Il Dna trovato è anche identico a quello riscontrato sulla Sacra Sindone e sul Sudario di Oviedo. Le caratteristiche, inoltre, sono quelle di un uomo che è nato e vissuto nella regione del Medio Oriente.

Soldati di Cristo



304. Che cos'è la Cresima o Confermazione?

La Cresima o Confermazione è il sacramento che ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo, e ce ne imprime il carattere.

309. In che modo la Cresima ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo?

La Cresima ci fa perfetti cristiani e soldati di Gesù Cristo dandoci l'abbondanza dello Spirito Santo, cioè della sua grazia e de' suoi doni, i quali ci confermano o rafforzano nella fede e nelle altre virtù contro i nemici spirituali.

313. Che significa l'unzione che si fa sulla fronte in forma di croce?

L'unzione che si fa sulla fronte in forma di croce, significa che, il cresimato, da forte soldato di Gesù Cristo, dovrà portar alta la fronte senza arrossire della Croce e senza aver paura dei nemici della Fede.

314. Che significa il leggero schiaffo che il Vescovo dà al cresimato?

Il leggero schiaffo che il Vescovo dà al cresimato, significa che questi deve essere disposto a soffrire per la Fede ogni affronto e ogni pena.

(Catechismo della Dottrina Cristiana, detto di Pio X)

Una falsa immagine



Abituati a un’immagine della santità che s’identifica con una vita calata nello straordinario, siamo sempre alla ricerca del sensazionale nella vita dei santi, rischiando di allontanarli definitivamente dalla nostra esistenza e di considerarli esseri di un altro pianeta o quasi... Ora la vita di un santo è «eccezionale» e straordinaria soltanto nella sua appartenenza a Cristo e nella profonda esperienza del proprio limite e della propria dipendenza da lui. Il santo è colui che più acutamente e drammaticamente ha coscienza della propria miseria e di conseguenza cerca in Cristo la grazia del perdono. Leggendo le lettere di Pier Giorgio [Frassati, ndr] si rimane colpiti dall’acuta coscienza che aveva della fede che aveva incontrato: «La fede datami dal Battesimo mi suggerisce con voce sicura: “Da te solo non farai nulla, ma se Dio avrai per centro di ogni tua azione allora arriverai fino alla fine”. Ed appunto ciò vorrei poter fare, e prendere come massima il detto di sant’Agostino:“Signore, il nostro cuore non è tranquillo finché non riposa in Te”». 


(Primo S
oldi "L'Amico degli Ultimi" - Elledici)

Polemica


Oggi si parla tanto di legge elettorale. E’ un continuo dibattere in ogni dove. Se ricordo bene poi, sono tanti anni che i nostri governanti non riescono a trovare un’intesa su questo argomento (e forse si può anche capire: la legge elettorale è la modalità per spartirsi il potere) e però, nel frattempo che quelli discutono, parlano, litigano,... lasciano a loro stessi i terremotati, i senza lavoro, le imprese,... l’Italia tutta, senza nemmeno provare a risolvere i problemi più urgenti: migrazione di popoli interi, criminalità, crisi economica,… Che ce ne facciamo di una classe politica così? Certo l’ISTAT ha recentemente parlato di una crescita, ma possiamo essere certi che questa sia merito loro? E a proposito della legge elettorale. Alla fine riusciranno a farne una perfetta, straordinaria, democraticissima. Sono sicuro. Il meglio che si può avere. Ma pensiamoci un attimo. La classe politica che dovremmo eleggere con quella Legge è la stessa identica di oggi. Cambierà per noi qualcosa?

Il Pio


La Nuova Evangelizzazione contro la nuova evangelizzazione.


Quarant'anni fa ero a un incontro in cui si parlava di Nuova Evangelizzazione. Probabilmente non avevo capito niente di tutto il discorso e pensavo che bisognasse riannunciare il Vangelo a un’Italia ormai quasi completamente scristianizzata, al limite del paganesimo, quasi come ai tempi di San Pietro, San Paolo e San Giovanni. Mi fu detto invece che ora occorreva evangelizzare con nuovi metodi, perché quelli vecchi erano ormai superati. «Quali?» chiesi con entusiasmo. «Li dobbiamo trovare insieme». Poi la vita andò avanti e non seppi più nulla di quell’argomento che quasi dimenticai. Recentemente, passati dunque oltre quarant'anni da allora, mi trovai a ascoltare ancora sul tema della Nuova Evangelizzazione. «Bisogna evangelizzare con nuovi metodi», è stata la conclusione di tutto il discorso. «Quali?» chiesi nuovamente, questa volta però con meno entusiasmo. «Li dobbiamo trovare insieme». Le stesse identiche parole, lo stesso tono “speranzoso”, la stessa identica espressione del volto, la stessa sicurezza di quarantanni prima, l’unica cosa che era cambiata la persona che diceva la frase. Non dissi nulla, ma tornai a casa triste. Molto triste.

In tutti questi anni dunque, mentre noi stavamo cercando, rispettosamente, delicatamente per non turbare troppo, quei nuovi metodi per evangelizzare, altri, illuminati da meno nobili ideali, senza nessun rispetto e con tanta cattiveria, ma soprattutto senza trovare alcun ostacolo, procedevano a spron battuto con un altro tipo di “nuova evangelizzazione” del mondo e di ogni singola persona. Un’evangelizzazione che ha imposto un pensiero unico e dominante in cui la normalità è divenuta irregolare, in cui a pensare cristiano ci si deve vergognare, in cui a parlare cristiano si rischiano brutte conseguenze. E così questa nuova evangelizzazione, maligna, ha sparso nei cervelli e nei cuori di tutto il mondo enormi menzogne, ha portato frutti malvagi e cattivi. Un nemico terribile infatti è stato fatto entrare dentro le mura perché molti, anziché difendere le proprie pecore, pensavano a altro e cercavano di essere politicamente corretti e apprezzati dal mondo. Nulla pertanto, viene anteposto per contrastare quel terribile pensiero unico e dominante.

E’ successo che in pochi decenni quasi tutto è scomparso: un’Italia che era quasi tutta cristiana, permeata di cristianesimo fin nel midollo, non esiste più. La maggior parte della gente segue solo se stessa, quando non i maghi col turbante, quando non i politici, riponendo in loro tutte le speranze.

Senza la roccia della fede e della religione a cui restare ancorati, l’uomo è spesso preda del primo vento che soffia o dell’idea che viene proclamata da chi urla più forte. L’unico contrasto a quella cattiva nuova evangelizzazione è rievangelizzare. Coi vecchi metodi che sono andati bene almeno per 1950 anni, in attesa dei nuovi. Portare cioè Gesù Cristo a tutte le persone, senza rispetto umano, cioè senza pensare se sia opportuno, corretto, rispettoso, facendo conoscere il vangelo, il catechismo, certo, sempre dentro un’amicizia, perché la dinamica della fede è sempre quella dell’incontro, è sempre un’amicizia che fa nascere in una persona la voglia di seguire Gesù, di divenire cristiano. Così aveva fatto Gesù che chiamò amici gli apostoli. Così avevano fatto san Pietro e san Paolo. Così dobbiamo continuare a far noi, in una terra sempre più senza fede e senza speranza. Mentre è in corso un’enorme migrazione di gente di fede islamica, mai vista in tutta la storia.

Il Pio


O milagre de Fatima


Fatima. La sesta apparizione.
Il Miracolo di Fatima

13 Ottobre 1917 l'ultima apparizione della Madonna di Fatima alla Cova da Iria. 


Durante tutta la notte tra il 12 e il 13 ottobre e tutta la mattina del 13 ottobre cade una pioggia continua, insistente e a volte torrenziale, ma ciò non ferma i pellegrini che raggiungono un numero stimato fra le cinquantamila e le settantamila persone. e
Verso le undici e mezza arrivano Lucia, Francesco e Giacinta, sotto la pioggia; ciò nonostante Lucia domanda alla folla, che acconsente, di chiudere gli ombrelli per recitare il rosario.
A mezzogiorno la Madonna compare sul piccolo leccio, preceduta come le altre volte dal lampo da oriente.
La pioggia cessa del tutto e, di colpo, il cielo si rasserena.

- Che cosa vuole da me Vostra Grazia? Chiede Lucia.
- Voglio dirti che si faccia qui una cappella in mio onore. Io sono Nostra Signora del Rosario. Che si continui sempre a recitare il rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati ritorneranno presto alle loro famiglie.
- Avrei molte cose da chiedervi: di guarire alcuni malati e convertire alcuni peccatori, ecc.
- Gli uni sì, gli altri no. Bisogna che si correggano, che domandino perdono dei loro peccati.
Poi, prendendo una espressione più triste:
- Che non si offenda di più Dio, Nostro Signore, perché è già troppo offeso!
Aprendo le mani fece con esse specchio al sole. E, mentre si innalzava, il riflesso della sua luce continuava a proiettarsi sul sole.
Ecco il motivo per il quale ho gridato che guardassero il sole. Il mio scopo non era di richiamare l’attenzione della folla da quel lato: non mi rendevo neppure conto della sua presenza; lo feci soltanto perché trascinata da un moto interiore che mi spingeva.
Una volta sparita la Madonna nell’immensità del firmamento abbiamo visto vicino al sole San Giuseppe col Bambino Gesù e la Madonna vestita di bianco con un mantello azzurro. San Giuseppe ed il Bambino Gesù sembravano benedire il mondo con i gesti che facevano con la mano in forma di croce.
Poco dopo, scomparsa questa apparizione, ho visto il Signore e la Madonna sotto un aspetto che dava l’idea di essere Nostra Signora Dei Dolori Il Signore sembrava benedire il mondo nello stesso modo come aveva fatto San Giuseppe.
Scomparsa questa apparizione mi parve di vedere ancora la Madonna con un aspetto che sembrava Nostra Signora Del Carmelo. Anche questa volta, durante il colloquio, per tre volte, alla base del piccolo leccio, si forma, visibile alla folla, una nube che si ingrandisce e si solleva fina a cinque o sei metri di altezza per poi dissolversi come se fosse il fumo di un grande turibolo dell'incenso . 
Quando Nostra Signora si eleva in cielo per allontanarsi e Lucia grida: Se ne va! Se ne va! e poi: Guardate il sole! comincia per la folla il miracolo del sole mentre invece, e contemporaneamente, per Lucia, Francesco e Giacinta avvengono le tre apparizioni descritte prima. 
Il sole appare allo zenit, nel cielo senza nuvole, come un disco dal bordo ben netto che è possibile fissare senza danno per gli occhi; esso ha un colore bianco ben chiaro, con sfumature perlacee, da non confondere con quello di un sole velato. 
All’improvviso, a tre riprese separate da brevi intervalli, il sole si mette a tremare, a scuotersi con movimenti bruschi, a girare su se stesso, come un fuoco di artificio, a velocità vertiginosa, lanciando intorno fasci di luce abbagliante di tutti i colori dell’arcobaleno, raggi che coloravano la folla.
All’ultima delle tre riprese, dalla folla si alza un clamore, come un grido di angoscia e di terrore: il sole, conservando il suo moto vorticoso di rotazione sembra staccarsi dal firmamento e, rosso sangue, sembra piombare verso la terra, scendendo verso destra con movimenti bruschi, minacciando di schiacciare tutti con la sua massa infuocata mentre un calore intenso si fa sentire. Precipitato fin quasi alla linea dell'orizzonte il sole rimonta verso lo zenit, spostandosi verso sinistra, e, infine, si arresta. Il percorso complessivo sembra una specie di ellisse sinuoso. La folla, passato il terrore, si scopre, con sua sorpresa, asciutta da fradicia che era. Il miracolo è durato circa dieci minuti e, a differenza da quanto successo per i segni straordinari del 13 settembre, è stato visto da tutti, come preannunciato dalla Madonna, e non solo nella Cova da Iria ma anche a distanza d qualche decina di chilometri (villaggi di Alburitel e di Sao Pedro De Muel). 
Il grande miracolo del sole, visto da decine e decine di migliaia di persone, preannunciato mesi prima, ci appare come il sigillo visibile, tangibile, incontestabile, che Dio ha voluto apporre alle apparizioni di Fatima, alle profezie, alle promesse, agli avvertimenti terribili che la Madre Sua Immacolata è venuta a rivelare alla Cova da Iria. Il grande miracolo del sole ha avuto l’aspetto di un terribile castigo di Dio che si abbatte sulla umanità peccatrice per sollecitarla a convertirsi: teniamone conto. 

(http://www.reginamundi.info/madonna-di-fatima)



Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...