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La Nuova Evangelizzazione contro la nuova evangelizzazione.


Venti anni fa ero a un incontro in cui si parlava di Nuova Evangelizzazione. Probabilmente non avevo capito niente di tutto il discorso e pensavo che bisognasse riannunciare il Vangelo a un’Italia ormai quasi completamente scristianizzata, al limite del paganesimo, quasi come ai tempi di San Pietro, San Paolo e San Giovanni. Mi fu detto invece che ora occorreva evangelizzare con nuovi metodi, perché quelli vecchi erano ormai superati. «Quali?» chiesi con entusiasmo. «Li dobbiamo trovare insieme». Poi la vita andò avanti e non seppi più nulla di quell’argomento che quasi dimenticai. Recentemente, passati dunque oltre venti anni da allora, mi trovai a ascoltare ancora sul tema della Nuova Evangelizzazione. «Bisogna evangelizzare con nuovi metodi», è stata la conclusione di tutto il discorso. «Quali?» chiesi nuovamente, questa volta però con meno entusiasmo. «Li dobbiamo trovare insieme». Le stesse identiche parole, lo stesso tono “speranzoso”, la stessa identica espressione del volto, la stessa sicurezza di venti anni prima, l’unica cosa che era cambiata era la persona che diceva la frase. Non dissi nulla, ma tornai a casa triste. Molto triste.

In tutti questi anni dunque, mentre noi stavamo cercando, rispettosamente, delicatamente per non turbare troppo, quei nuovi metodi per evangelizzare, altri, illuminati da meno nobili ideali, senza nessun rispetto e con cattiveria, ma soprattutto senza trovare alcun ostacolo, procedevano a spron battuto con un altro tipo di “nuova evangelizzazione” del mondo e di ogni singola persona. Un’evangelizzazione che ha imposto un pensiero unico e dominante in cui la normalità è divenuta irregolare, in cui a pensare cristiano ci si deve vergognare, in cui a parlare cristiano si rischiano brutte conseguenze. E così questa nuova evangelizzazione, maligna, ha sparso nei cervelli e nei cuori di tutto il mondo enormi menzogne, ha portato frutti malvagi e cattivi. Un nemico terribile infatti è stato fatto entrare dentro le mura perché molti, anziché difendere le proprie pecore, pensavano a altro e cercavano di essere politicamente corretti e apprezzati dal mondo. Nulla pertanto, viene anteposto per contrastare quel terribile pensiero unico e dominante.

E’ successo che in pochi decenni quasi tutto è scomparso: un’Italia che era quasi tutta cristiana, permeata di cristianesimo fin nel midollo, non esiste più. La maggior parte della gente segue solo se stessa, quando non i maghi col turbante, quando non i politici, riponendo in loro tutte le speranze.
Senza la roccia della fede e della religione a cui restare ancorati, l’uomo è spesso preda del primo vento che soffia o dell’idea che viene proclamata da chi urla più forte. L’unico contrasto a quella cattiva nuova evangelizzazione è rievangelizzare. Coi vecchi metodi che sono andati bene almeno per 1950 anni, in attesa dei nuovi. Portare cioè Gesù Cristo a tutte le persone, senza rispetto umano, cioè senza pensare se sia opportuno, corretto, rispettoso, facendo conoscere il vangelo, il catechismo, certo, sempre dentro un’amicizia, perché la dinamica della fede è sempre quella dell’incontro, è sempre un’amicizia che fa nascere in una persona la voglia di seguire Gesù, di divenire cristiano. Così aveva fatto Gesù che chiamò amici gli apostoli. Così avevano fatto san Pietro e san Paolo. Così dobbiamo continuare a far noi, in una terra sempre più senza fede e senza speranza. Mentre è in corso un’enorme migrazione di gente di fede islamica, mai vista in tutta la storia.

Il Pio


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