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Pier Giorgio Frassati / 10

«Viveva meglio di me, dunque
aveva ragione. A vederlo mi pareva di intendere come era
fatto un giovane cristiano sul serio, per cui la fede è la ragione
stessa della vita ».

(don Antonio Cojazzi, Pier Giorgio Frassati)

A vivere da cristiani

...A vivere da cristiani, a educare da cristiani, a lavorare da cristiani, a governare da cristiani, a sposarsi da cristiani, a fare figli da cristiani, a fare scuola da cristiani, a fare programmi TV e film da cristiani, a scrivere articoli da cristiani, a difendersi da cristiani... 




La discussione all’ordine del giorno è—giustamente—l’attentato a Parigi. Mi pesano oltremodo tutte quelle frasi retoriche che gente retorica va diffondendo in TV e sui giornali, pensando così di giudicare bene i fatti alla luce del nulla che hanno dentro il loro cuore e dentro la loro vita. Si fanno maestri di vuoto e la gente—purtroppo—li considera maestri e li ascolta. Frasi altisonanti, ma vuote. La retorica è vuota e porta solo il vuoto perché non ha radici nel terreno vero. Ci fa piacere invece vedere che anche nel nostro Stato si stia prendendo in considerazione la questione, sperando però non sia un pretesto per far solo passare il momentaneo uragano, per tornare poi al “lieto” e eterno dibattito politico, sempre infruttifero di interessi per il popolo. E allora speriamo bene. Ma la terribile vicenda parigina potrebbe far pensare anche. A noi cattolici, intendo. Noi che siamo quelli che mitizziamo il dialogo sopra ogni cosa. Che siamo disposti a rinunciare alla nostra fede e alla nostra bimillenaria dottrina, per aprirci agli altri (che però non si vogliono minimamente aprire a noi). Che siamo quelli dei Valori e dei minuti di silenzio, al posto della Fede e delle preghiere. Quelli delle marce della pace, al posto dei pellegrinaggi. Quelli della Festa di Halloween, al posto della Solennità di tutti i Santi. Quelli della Festa della Luce al posto del Natale. Quelli che tolgono i crocifissi per non turbare chi ha un’altra religione. Quelli che nei loro discorsi evitano sempre di parlare di fede e di Gesù. Quelli del «guardiamo a ciò che ci unisce (la lieta convivenza) e non a ciò che ci divide (Gesù)». Quelli che dentro la chiesa mettono la bandiera della pace vicino al crocifisso. Quelli del «sì va bene, tanto tutte le religioni sono uguali, basta che si creda in un dio…»...
Ma vi ci ritrovate bene in queste frasi? Che fede è quella? Sdolcinata e senza sale, quando Gesù vuole che siamo il sale della terra, quando la nostra sola presenza dovrebbe ricordare Gesù a tutti. Non sono indigesti quegli ideali al nostro povero cuore che desidera tanto il Giusto, l’Assoluto e la Verità? Se i cattolici tornassero a essere sale della terra, dunque a vivere da cristiani, a educare da cristiani, a lavorare da cristiani, a governare da cristiani, a sposarsi da cristiani, a fare figli da cristiani, a fare scuola da cristiani, a fare programmi TV e film da cristiani, a scrivere articoli da cristiani, a difendersi da cristiani,… la nostra terra sarebbe bellissima e tanti resterebbero affascinati dalla nostra bella fede e vorrebbero vivere così. I compromessi con il mondo non attraggono nessuno, anzi ci rendono ancora più odiosi, perché né carne, né pesce. 
Poi quelli ci potranno fare a pezzi ugualmente, coi loro Kamikaze e i loro Kalašnikov, sopra i loro nuovi pick up (probabilmente regalati da Stati anche Occidentali e donati da poveretti per la causa comune). Ci continueranno ugualmente a odiare rabbiosamente anche dentro i nostri Paesi, allevati così sin da piccoli dai loro capi. Però se non potremmo vivere a lungo, almeno moriremo da uomini veri, e davanti al Tribunale di Dio non ci arriveremo sprovveduti e impreparati, ma consapevoli e da cristiani veri. W Cristo Re!

Clericali!





Avete letto la lettera del beato Pier Giorgio Frassati in cui scriveva che bisogna vivere e non vivacchiare? E' bellissima, chiarissima. Dovrebbe essere insegnata a scuola e al catechismo. E' verissimo: vivere senza una Fede è solo un vivacchiare, non è un vivere. E noi dobbiamo vivere, ci esorta Pier Giorgio, proprio pochi mesi prima di morire. E fino a qui va tutto bene, il concetto piace a tutti, cattolici compresi. Ma quando si va avanti nella lettura e si legge che noi cattolici siamo gli unici che possediamo la Verità, cominciano i problemi, da parte di tutti, cattolici compresi. Scandalo. Censura. Pensate che una volta, molti anni fa, ho trascritto questa lettera in un giornale aziendale. Prima mi è stato chiesto di cambiare quella frase, almeno di mitigarla, al mio rifiuto l'articolo è uscito, ma con un commento a fianco in cui la direzione si dissociava da quanto da me scritto (mai successo prima). Appena uscito l'house organ, il gruppo dei marxisti, arrabbiati neri, sono saliti nel mio ufficio, mi hanno insultato e a momenti mi menano, altri mi hanno scritto lettere in cui si indignano perchè ho parlato di Verità (ognuno ha la sua), i cattolici mi dicevano che non si può esagerare, "noi abbiamo fatto le crociate e l'inquisizione". Naturalmente mi è stato detto che certe cose non le potevo più scrivere. Ecco siamo così. Si può dire tutto e tutto è accettato da tutti, ma mai parlare di Verità e di fede cattolica (in una terra cattolica!). Eppure la Verità, se è tale è una, se se ce ne sono tante, non è la Verità. Per capire poi come stiamo messi noi cattolici, provate a cercare quella lettera su internet. Saltiamo a piè pari tutte le notizie in cui i parroci hanno fatto togliere la spada dalla statua di San Michele Arcangelo perchè dava un'immagine da guerrafondaio, poco in sintonia con il pacifismo arcobaleno sinistrorso e pseudocristiano. Andiamo oltre per favore. Molti siti cattolici riportano solo la prima parte di quella lettera di Frassati, altri, la riportano tutta, ma omettono la parte in cui Pier Giorgio dice coraggiosamente che siamo gli unici a possedere la Verità, da lui scritta con la "v" maiuscola (eppure è una citazione di una lettera di un beato della Chiesa, non si dovrebbe censurare, almeno da parte dei suoi correligionari). Clericali! Cristo è morto e risorto, davvero, nessuna religione ha un Dio fatto uomo che è morto e risorto. Perchè dubitare? Per cosa è morto Gesù se non per annunciare a tutti la Verità, appunto, che è Lui, oltre a essere Lui stesso Via e Vita? Per quale motivo si sarebbe fatto crocifiggere, morendo straziato di dolore, se poi tutti hanno la loro verità e ognuna di queste è valida e efficace? Clericali! Non dobbiamo avere paura a dire che Gesù è la Verità. E soprattutto non dobbiamo avere paura a crederlo. Una vita senza una fede è un vivacchiare, diceva Pier Giorgio, ma una fede senza la Verità, che non si fonda su di Essa, è come acquetta, buona a rinfrescare i giorni di festa, ma che non può sostenere una vita intera, giorno per giorno, vicenda per vicenda. Ed è la fede che sostiene la nostra vita in ogni suo particolare.
Il Pio

Vivere e non vivacchiare

"Carissimo,
...Ogni giorno più comprendo qual Grazia sia esser Cattolici. Poveri disgraziati quelli che non hanno una Fede: vivere senza una Fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la Verità non è vivere ma è vivacchiare. Noi non dobbiamo mai vivacchiare ma vivere perché anche attraverso ogni disillusione dobbiamo ricordarci che siamo gli unici che possediamo la Verità, abbiamo una Fede da sostenere, una Speranza da raggiungere, la nostra Patria. E perciò bando ad ogni malinconia che vi può essere solo quando si perde la Fede. I dolori umani ci toccano ma se essi sono visti sotto la luce della Religione e quindi della rassegnazione non sono nocivi ma salutari perché purificano l’Anima delle piccole ma inevitabili macchie di cui noi uomini per la nostra cattiva natura spesse volte ci macchiamo. In questa Quaresima santa in alto i Cuori e sempre avanti per il trionfo del regno di Cristo nella società.
Saluti cordiali in G.C."
                                                                      Fra Girolamo 
 (Da una lettera di Pier Giorgio a I.Bonini, 27 febbraio 1925)

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...