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Rosa è il padre, nera la madre...



Per caso ho potuto rivedere un pezzo di un cartone animato di quando ero bambino. In effetti era adatto ai bambini più piccoli di me, ma ogni tanto, dopo aver studiato, me lo andavo a vedere. A dire la verità mi annoiava non poco, ma ricordare i tempi della fanciullezza fa sempre piacere. Era la storia dei Barbapapà. Questa nacque in Francia agli inizi degli anni settanta, prima uscì a fumetti e poi a cartoni, e si diffuse in Italia e poi in altri Paesi. E’ stata considerata una delle prime opere portatrici di un messaggio ecologista. Rivedendolo da adulto quel cartone animato, mi sono accorto di alcuni altri aspetti. Barbapapà ha una famiglia. Lui, il padre, è colorato tutto di rosa. La madre invece, è tutta nera. (Allora rosa era il colore delle femmine e nero quello dei maschi, i grembiulini erano neri e rosa). Tra i figli c’è quello di colore rosso, Barbaforte che è lo sportivo della famiglia: combattivo e ribelle contro i soprusi. Tutti poi si possono trasformare nelle forme che vogliono e desiderano, quando e come vogliono e desiderano. Erano gli anni settanta. Basta riuscire a fare un forellino in un muro e da lì possono entrare piccoli e impercettibili messaggi, poi, ampliare via via il forellino non ci vuole tanta fatica, e così possono entrare messaggi più grandi. Il punto per noi, povero popolo sempre più indifeso e ormai abbandonato persino da una parte dei Pastori che amano più l’ecologismo, buonismo, modaismo e politicamentecorretismo, il punto per noi, è che dobbiamo stare attenti e cercare di costruire la nostra casa (o la nostra vita se preferite), sulla roccia e non sulla sabbia.  

Il Pio

Letizia e tranquillità


Ho potuto conoscere direttamente quanto interesse si ha gli uni verso gli altri. Qualche anno fa in ufficio mi sono sentito male e sono improvvisamente collassato. I miei colleghi hanno chiamato il pronto soccorso. E’ arrivata l’ambulanza che ha parcheggiato proprio davanti alla porta di ingresso con i lampeggianti accesi e il portellone aperto; gli infermieri sono venuti a prendermi. Proprio dietro l’ambulanza nel frattempo però, qualcuno aveva piazzato il suo furgone. E così per poter partire alla volta dell’Ospedale, senza sapere cosa mi fosse davvero successo, abbiamo dovuto aspettare che il corriere finisse la consegna, facesse firmare la ricevuta, salutasse, scendesse e spostasse il furgone. Ovviamente quello si è preso una serie di insulti. Ovviamente è stato giudicato assai male da tutti. In effetti la parola più buona che si può dire a uno così è idiota. Eppure quello ha fatto solo i fatti propri: doveva consegnare un pacco, quello doveva fare e quello ha fatto. Che male c’è? Ha fatto solo quello che doveva fare. Il resto non deve contare (quando si vive solo per se stessi). Nessuno 
probabilmente gli aveva  detto che invece ci può essere un “resto”, cioè un mondo intorno; altre persone intorno. Quello che ha fatto quel conducente è poi quello che naturalmente  facciamo tutti, in un modo o in altro, quotidianamente. Chi più chi meno: ci facciamo sempre i fatti nostri. E con questo “ideale” nel cuore impostiamo tutta la nostra vita e i rapporti umani. Siamo interessati solo al nostro benessere. E questa è la vita borghese. Il dramma del mondo di oggi è proprio il borghesismo, preso come parametro della vita. Come ideale. Un ideale però striminzito che non accende la vita e non regge alla lunga. Il borghese cerca solo la propria tranquillità e la propria sicurezza. Il cristianesimo cerca invece la letizia del cuore, che non è la tranquillità, né la comodità, né la sicurezza... Il borghesismo ci fa vivere grigiamente, senza slanci, come una rosa di serra, sempre in pianura, al caldo, protetta da tutto il resto. Il cristianesimo ti invita a vivere come una stella alpina: al freddo, fuori, sulla vetta, scomodo sopra una roccia,... ma godendo uno spettacolo e un panorama straordinari. E si vive meglio così; si vive certamente meglio lieti, piuttosto che tranquilli. Si vive meglio lieti, si vive meglio avendo l’Ideale nel proprio cuore. Un grande Ideale che può reggere tutta la vita. L’Ideale che alla fine non può che essere quello di avere sempre Gesù vicino alla propria vita e di non far passare un giorno lontani da Lui.


Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...