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Buone e cattive notizie



Durante il periodo del così detto ’68 i giovani di età (e dietro di loro—pedissequi—i "giovani dentro": cosa mai avvenuta in tutta la storia del mondo!) volevano un mondo nuovo e speravano in un mondo nuovo: quello della pace e dell’amore, della libertà e dell’uguaglianza, senza sotto né padroni. «Mettete i fiori nei vostri cannoni», «la fantasia al potere», «vogliamo pensare», «fate l’amore, non fate la guerra», «vietato vietare», «tremate, tremate, le streghe son tornate, ma questa volta armate!», «cloro al clero». Le frasi e gli slogan erano infatti affascinanti (allora, oggi alcuni fanno quasi ridere). Poi vennero le Brigate Rosse (BR), i Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), Prima Linea e altri gruppi terroristici. Poi negli anni ’80 e nessuno pensava più al mondo nuovo (se ne guardava bene!), e i personaggi da ammirare erano i così detti Paninari con Timberland, Monclaire e l’automobile bella e la ricchezza (o l’ apparenza della ricchezza) erano l’ideale per moltissimi giovani e giovani dentro. Poi la società è divenuta completamente liquida, senza ideali e senza nerbo, facile preda di tutti gli avvoltoi. Negli anni ’90 sono iniziate le invasioni e se non prestiamo attenzione porteranno l’Italia a essere completamente islamizzata (ma interessa a qualcuno?). La nostra amata Chiesa nel frattempo e già prima del ’68 aveva cominciato a pensare democraticamente a un mondo nuovo pure lei che doveva rinnovare quello vecchio (che però era andato bene per venti secoli: era quello che aveva voluto Gesù). E giù cambi della liturgia delle messa e quant’altro che, forse il caso o forse la conseguenza, hanno però svuotato i seminari, le chiese, gli inginocchiatoi, i confessionali, rese sdolcinate le preghiere e le canzoni e le famiglie sono divenute perlopiù atee e i loro figli non vengono battezzati. E così siamo arrivati al 2018. Che cosa ci fa pensare questo excursus storico (vissuto personalmente da molti di voi)? Avete visto che fine fa chi—scansato Dio dalla propria vita—si fida solo dell’uomo e conta solo sull’uomo o su se stesso? La fine è questa che viviamo (ma qualcuno se ne è accorto?). Siamo in una società liquida senza appigli e senza riferimenti (ma qualcuno se ne è accorto?). Solo Dio ci può salvare, perché siamo suoi figli. Ma siamo in pochi a avere questo come certezza, molti altri restano indifferenti e contro l’indifferenza, purtroppo, ci vuole solo un miracolo straordinario. Uno slogan ben diffuso dell’Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti era «La cattiva notizia è che dio non esiste. Quella buona, è che non ne hai bisogno». Con tutto il rispetto (per le persone e non per le idee) ma io sono straconvinto del contrario e cioè che la buona notizia è che Dio esiste. Quella ancora più buona, è che ne abbiamo tutti un grande bisogno anche la nostra povera Patria.



Il Pio


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