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Bianchetto & omissis.


Da ragazzo andavo alla messa delle 11.30 in parrocchia, quella celebrata dal parroco. Era sempre piena, la gente stava in piedi ai lati e in fondo, cioè se non arrivavi almeno dieci minuti prima era sicuro che stavi in piedi. Ho partecipato a quella messa per molti anni, ma poi il matrimonio ed altre vicende mi hanno fatto andare altrove. Ci sono tornato recentemente e ho notato un numero considerevole di banchi vuoti e nessuno in piedi. Vuota a metà o, se preferite, piena a metà. I conti si fanno subito: sono morti tutti i vecchi del mio tempo e nessuno però è entrato. Come dire non c'è stato il ricambio generazionale. E come se nel libro glorioso della storia millenaria della Chiesa dal 1960 ai giorni nostri si fossero usati omissis, bianchetti, asportazione di documenti come per significare che questo periodo è vuoto, ateo e non deve avere nulla, solo pagine bianche; così c'è un buco e non sappiamo nulla; questo non può che significare che chi doveva tramandare alle nuove generazioni la fede, non lo ha fatto, tramandando invece surrogati di scarsa qualità (visti gli effetti). La nostra fede è Apostolica cioè è un passare quello che dicevano gli apostoli di Gesù, di generazione in generazione e si fonda sulla tradizione. Le persone che ogni tanto sento, non sanno nulla in materia di fede, ma proprio nulla, anche su questioni elementari. E non è colpa loro. Io, come sapete, ho tre lettori che in gran parte sentono la fede come la sento io. È un momento questo molto brutto. La missione non è solo in Africa o in Asia. La missione è qui, sopra la tomba di Pietro da dove è partito tutto, ma anche dove la fede oggi è stata seppellita come fosse il reattore nucleare di Chernobyl.

Il Pio. 

La zucca è per sempre!

 

Quando ero bambino io, Halloween non esisteva proprio. Leggendo una volta Charlie Brown, fumetto comico a strisce di Charles M. Shulz, si parlava della grande zucca e la nota in calce spiegava cosa fosse Halloween per i Paesi anglosassoni. Dunque cosa per me, lontanissima mille anni luce. Ma finita l'università, a metà ottobre cominciai  a vedere in alcuni negozi e bar delle zucche di stoffa o di plastica, ma senza nessuna indicazione, io però mi ricordai della famosa nota in calce a Charlie Brown e pensai che stava arrivando per noi Halloween, anzi che ci veniva imposto Halloween,  col solito metodo: prima un pezzettino, poi due pezzettini, poi un servizio in tv e tre pezzettini, infine con gli autocarri. E così avvenne ogni anno, sempre con maggiore intensità e virulenza. Fino a che la festa pagana prese il netto sopravvento su quelle cattoliche, peraltro in un mondo già scristianizzato, feste che a dire la verità, non furono proprio difese bene. Probabilmente mi sono distratto in quel periodo, perché poco tempo dopo, alla cassa del supermercato, sento davanti a me una bambina che il 31 ottobre dice: "mamma, perché domani è festa e non vado a scuola?". E la mamma innervosita da una domanda simile, risponde spazientita: "ma perché è Halloween!" con una certezza morale da azzittire tutta la fila e a farmi correre un brivido lungo la schiena. È finita, mi sono detto, se siamo arrivati a questo punto non abbiamo più scampo. Non c'è più possibilità. E oggi tutti festeggiano Halloween, ma il peggio è che nessuno sa più che il primo novembre per i cattolici è la festa di tutti i santi noti e ignoti, canonizzati o meno, laddove la santità è proprio la nostra mèta: noi lì dobbiamo arrivare e ce la faremo con l'aiuto di Dio. Come ci sono arrivati loro. E poi il due è la festa dei morti che stanno nel Purgatorio e quindi non si può festeggiare rumorosamente, mascherati da matti, ma si deve pregare per loro perché possano andare presto in Paradiso. Mi appare che le feste cristiane siano molto più profonde, più belle e più utili di questa pagana. Noi oggi festeggiamo la zucca, e anche a volerci trovare tutti i collegamenti col cristianesimo, col rispetto dei morti, con una festa di secoli prima del cristianesimo e quant'altro è pur sempre la festa di una zucca. Ma Halloween è anche l'allegoria di quello che abbiamo fatto in poco più di mezzo secolo: buttare nell'immondizia tutto il bello e la poesia che in duemila avevamo conservato intatto e sostituirlo con le zucche, le magie, superstizioni e altre faccende demenziali. Che comunque attizzano sempre il demonio. 

Il Pio 

Bei capelli


Diversi anni fa mi avevano colpito i risultati di due indagini, condotte da prestigiose Università, dopo aver condotto seri e documentati studi. La prima Università aveva capito che chi ride spesso, ha più propensione alla perdita dei capelli, per via che la risata innesca movimenti innaturali dei muscoli della cute che dunque danneggerebbero irreversibilmente le nostre capigliature. L’altro Ateneo aveva capito che chi prega spesso, vive di più, perché la preghiera fa respirare bene, correttamente e dunque evita quel respiro affannoso, ansioso e accelerato che tanti problemi crea al cuore e alla circolazione del sangue. Dunque, se ci dovessimo attenere alla Scienza, per avere l’elisir di lunga vita bisognerebbe pregare tanto e non bisognerebbe mai ridere se si vogliono mantenere dei bei capelli. Scemo io che avevo sempre pensato che ridere apertamente è un segno che significa che uno è lieto, oltre a essere sintomo di santità, come diceva don Bosco e che pregare ti permette di andare in Paradiso piuttosto che morire in tarda età. Mi ero sbagliato. Che però questi due studi facciano un po’ acqua, almeno per noi ignoranti e del popolino, sembrerebbe evidente. Appunto: evidente, qui è evidente la grossolanità dei risultati degli studi e che chiunque sano di mente direbbe “non mi interessa, io rido perché sono umano e prego Gesù per salvarmi l’anima”. Ma quando i risultati degli studiosi altrettanto grossolani non sono così evidenti, come facciamo a non cadere nella botola coi coccodrilli sotto? Bisogna stare molto attenti, perché siamo in guerra. In guerra con gli uomini affiliati al potere delle tenebre. E loro non si distinguono dagli altri, ma un po' dallo sguardo, un po' da quello che dicono, un po' dalle loro amicizie, ci dovrebbero mettere in all'erta.

Il Pio

Una terribile domanda


Le fake news sono quotidiane e sempre di numero considerevole. Possono riguardare qualsiasi argomento: dallo sport alla politica,  dagli alimenti agli shampoo, dalla guerra all'informatica, dalla religione all'arte... Quasi mai le notizie false si riescono a distinguere da quelle vere e spesso vengono confuse con queste, con risultati spesso drammatici. Esse sono insidiose e perniciose, perché essendo tantissimi oggi i mezzi di informazione, può succedere che quello che scrive un blogger senza alcuna preparazione e magari pure psicopatico, depresso e dissociato, per molti ha lo stesso valore di quello che stabilisce il papa ex cathedra. Fosse per me io farei diventare la diffusione delle fake news un reato, come fossimo in tempo di guerra. Perché, per certi versi, siamo in tempo di guerra. Infatti sapere le cose in maniera artatamente distorta, confusa e tendenziosa, non permette di capire bene e dunque di reagire correttamente; pertanto uno, ignaro, alla fine potrebbe fare proprio come il  potere maledetto vuole che faccia. A proposito; sembra invece che non sia una fake news (perché è stata diffusa da organi autorevoli e se non erro, nemmeno smentita) quella che i precedenti governi sapevano bene da tempo,  che il vaccino anti covid-19 non fermasse i contagi. Il contrario esatto di quello che ministri e Scienziati avevano reiteratamente e continuamente pontificato e vaticinato da ogni dove. Eppure c'è lo hanno imposto, anzi ce ne hanno imposti ben tre, ci hanno angosciato, ci hanno minacciato, ci hanno tolto il lavoro, ci hanno insultato e calunniato ogni giorno con l'avallo di un'informazione che si è dimostrata serva dei padroni. Nessuno si è scusato, ovviamente. Diamo ora fiducia a questo nuovo governo come abbiamo sempre fatto per quelli passati. Ma non dimentichiamoci mai questa terribile esperienza. Potremmo rischiare nuovamente di avere altri governi al libro paga dei potenti del mondo che ci vogliono rovinare per spostare le ricchezze dal basso verso l'alto o peggio, ammazzarci per ridurre la popolazione come  fossero novelli Malthus. Pensiamo anche ai precedenti governi che ci hanno volutamente fatto invadere da flussi enormi, continui, di popolazioni straniere e questo contro ogni legge civile, umana e naturale. Contro il concetto stesso di Stato. Ma in entrambi i casi, i cattivi erano e sono ancora, gli italiani. È normale? Quello che è avvenuto negli ultimi anni è qualcosa di perfido, inspiegabile e ingiustificabile che fa nascere una terribile domanda: ma a questo punto, serve davvero che ci sia uno Stato?

Il Pio 

Immagina

 



"Immagina che l'Italia sia uno popolo buono e non sia diviso da una politica maledetta che avvelena solo la gente e arricchisce i politici.

Immagina politici che amano il loro popolo, che pensano a loro, che creino luoghi belli ed umani. E si sentano responsabili di tutto questo. 

Immagina che i Potenti del mondo non ci considerino loro zerbini, non ci usino per i loro luridi scopi, non ci impoveriscano a loro vantaggio, non ci facciano invadere da intere popolazioni.

Immagina un'informazione che non sia prezzolata, al soldo dei potenti, che non racconti falsità, ma una verità di cui ci si può fidare. 

Immagina un'Italia senza un clero che ha dimenticato duemila anni di storia e di tradizioni che tanto bene hanno prodotto. Ma con uno che porta a Dio tantissima gente. E che faccia brillare lo spettacolo della santità dappertutto. Grazie a cui il nostro Paese torni a essere la patria degli artisti, dei navigatori, dei santi e degli eroi.

Immagina un'Italia in cui regni la speranza e la voglia di tutti di farla ancora più bella e più bella ancora.

Immagina un'Italia in cui la normalità non sia un peccato, un reato, un concetto senza alcun limite".

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Questa non è la canzone di John Lenon Imagine. Quella iniziava con "immagina che non ci sia alcun Paradiso... nessun inferno sotto di noi". Come questione positiva, evidentemente. (Viene cantata anche in ambito parrocchiale). Il fatto però è che ci sono e non si può immaginare il contrario senza essere pericolosamente utopistici o peggio, ideologici. Le cose che ho immaginato invece sarebbero tutte umane e realizzabili e  sarebbe bellissimo realizzarle. Basterebbe solo fare una cosa assurda: seguire Gesù. Ma se si pensa con la mente dell'uomo questa è utopia. Se si pensa con la mente dell'uomo che si affida a Dio e alla Sua Provvidenza, non dico che è allora è semplice, ma con un po' di fatica qualcosa in ral senso possiamo costruire. 

Il Pio 




Un popolo cristiano.


Vedete? Alla fine quello che è davvero cambiato in tanti secoli, è poco. Sono cambiate le armi, i vestiti, il mangiare, le medicine, il sapone, i cellulari, l'inquinamento, le case,... Ma l'uomo invece è sempre quello dei millenni scorsi: ha lo stesso cuore, gli stessi desideri, le stesse malattie, gli stessi peccati,... Ma una delle poche cose che sono cambiate in maniera smisurata è l'idea di Dio, il sentimento cristiano. Quello che un tempo univa gli uomini al di là delle loro feroci divisioni di censo, di campanile e di politica, era il fatto di appartenere convintamente e devotamente alla Chiesa di Dio. Vi ricordate quel fatto di cronaca quando il giorno di Natale i soldati delle due trincee contrapposte, uscirono, si scambiarono gli auguri e giocarono a pallone? Gli stessi che il giorno prima si odiavano, si uccidevano e si scannavano reciprocamente. E così anche il giorno dopo. Oggi nessuno ha lo stesso sentimento. Prima il popolo era cristiano, peccatore e cristiano, e pur nel peccato più incallito e spietato, nell'abbrutimento umano della peggiore specie, nel fondo più buio del cuore, aveva sempre, fino alla fine della vita una vocina che lo richiamava a una vita cristiana. Nella maggior parte della volte la vocina restava inascoltata, però, qualche volta invece... Oggi in pochissimi anni il popolo non è più cristiano. Non conosce proprio le basi, non sa cosa sia il l peccato, cosa comporta il peccato. Non sa cosa sia la Grazia dei Sacramenti. Non è capace di Dio.  Ma questo non significa che non ha studiato bene e che dunque è colpa sua. Significa che non ha visto e ascoltato testimoni che gli hanno trasmesso la fede. Perché la dinamica della fede è sempre quella dei tempi di Gesù: un incontro con una persona che ti colpisce e ti spinge a cambiare vita. Non ci sono più tesimoni credibili. Meglio: ce ne stanno pochi, molto pochi, di gran lunga meno di quelli che c'erano fino a pochi anni fa. E poi è difficilissimo far muovere un cuore triste e stanco. E' pur vero che abbiamo anche subito un processo di scristianizzazione improvviso, rapidissimo e senza pietà imposto dai potenti, ma con la complicità di molti Pastori, che ha fatto più danni delle bombe atomiche. Allora, stando così le cose, è difficile poter ricreare un popolo unito dalla Fede. È difficilissimo se contiamo sulle nostre sole forze. Ma abbiamo un Dio tanto buono e tanto vicino a noi che un po' di Grazia e un po' di Provvidenza non ce la farà mancare. Vero è che prima c'è le dobbiamo meritare, secondo glieLe dobbiamo chiedere. 

Il Pio 

Meglio un tozzo di pane secco




Proverbi 17

1 Un tozzo di pane secco con tranquillità è meglio
di una casa piena di banchetti festosi e di discordia.
2 Lo schiavo intelligente prevarrà su un figlio disonorato
e avrà parte con i fratelli all'eredità.
3 Il crogiuolo è per l'argento e il forno per l'oro,
ma chi prova i cuori è il Signore.
4 Il maligno presta attenzione a un labbro maledico,
il bugiardo ascolta una lingua nociva.
5 Chi deride il povero offende il suo creatore,
chi gioisce della sciagura altrui non resterà impunito.
6 Corona dei vecchi sono i figli dei figli,
onore dei figli i loro padri.
7 Non conviene all'insensato un linguaggio elevato,
ancor meno al principe un linguaggio falso.
8 Il dono è come un talismano per il proprietario:
dovunque si volga ha successo.
9 Chi copre la colpa si concilia l'amicizia,
ma chi la divulga divide gli amici.
10 Fa più una minaccia all'assennato
che cento percosse allo stolto.
11 Il malvagio non cerca altro che la ribellione,
ma gli sarà mandato contro un messaggero senza pietà.
12 Meglio incontrare un'orsa privata dei figli
che uno stolto in preda alla follia.
13 Chi rende male per bene
vedrà sempre la sventura in casa.
14 Iniziare un litigio è come aprire una diga,
prima che la lite si esasperi, troncala.
15 Assolvere il reo e condannare il giusto
sono due cose in abominio al Signore.
16 A che serve il denaro in mano allo stolto?
Forse a comprar la sapienza, se egli non ha senno?
17 Un amico vuol bene sempre,
è nato per essere un fratello nella sventura.
18 È privo di senno l'uomo che offre garanzie
e si dà come garante per il suo prossimo.
19 Chi ama la rissa ama il delitto,
chi alza troppo l'uscio cerca la rovina.
20 Un cuore perverso non troverà mai felicità,
una lingua tortuosa andrà in malora.
21 Chi genera uno stolto ne avrà afflizione;
non può certo gioire il padre di uno sciocco.
22 Un cuore lieto fa bene al corpo,
uno spirito abbattuto inaridisce le ossa.
23 L'iniquo accetta regali di sotto il mantello
per deviare il corso della giustizia.
24 L'uomo prudente ha la sapienza davanti a sé,
ma gli occhi dello stolto vagano in capo al mondo.
25 Un figlio stolto è un tormento per il padre
e un'amarezza per colei che lo ha partorito.
26 Non sta bene multare chi ha ragione
e peggio ancora colpire gli innocenti.
27 Chi è parco di parole possiede la scienza;
uno spirito calmo è un uomo intelligente.
28 Anche lo stolto, se tace, passa per saggio
e, se tien chiuse le labbra, per intelligente.


(La Sacra Bibbia)

Sono felici perché hanno Cristo.

Sembra che i problemi del mondo siano limitati all’Ucraina, a Gaza, all’Iran e a poco altro. Nel silenzio più totale, anche di chi dovrebbe ...