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Referendum



Come si fa mettere in mano del popolo una scelta così grave e importante? Come fa il popolo a sapere tutto su una materia così complicata e piena di sfaccettature? Che abbiamo eletto a fare un Parlamento e cosa ci sta a fare un Governo?


Si chiamano in effetti Referendum Popolari, ma sono diventati esclusivamente Referendum Politici. Non hanno nulla di popolare, ma tutto di politico: servono ai loro scopi, ai loro calcoli, ai loro dibattiti. Ieri si è svolto quello detto delle “trivelle”, andato pressochè deserto, nonostante appelli e controappelli. Ma come si fa mettere in mano al popolo una scelta così grave e importante? Come fa il popolo a sapere tutto su una materia così complicata, tecnica e piena di sfaccettature e conseguenze? Che abbiamo eletto a fare un Parlamento e cosa ci sta a fare un Governo, se ogni tanto ci fanno decidere su argomenti tecnici e particolari, di cui nessuno sa nemmeno l’esistenza fino all’arrivo della proposta di referendum? Gli ultimi Referendum hanno chiesto la decisione del popolo su materie tecniche e anche incomprensibili se volgiamo, con domande lunghissime che non permettono la comprensione né immediata, né ragionata. Ma come si fa? Sono infatti Referendum politici, appunto, quelli che ci fanno fare. Servono solo a loro. Il popolo si è stancato. Un tempo la gente ci andava a votare, pensava che le cose si potessero cambiare dal basso. La gente si sta stancando anche delle elezioni e infatti scende il numero dei votanti. Capiranno quelli che stanno lassù? No. Mettiamoci l’animo in pace: noi gli serviamo solo perché votiamo, finite le elezioni siamo inutili, anzi diamo pure fastidio.

Il Pio

Non possumus!



PIO VII (1800/1823): sequestrato e deportato a Parigi da Napoleone, resistette alle mire dell’Imperatore francese con il famoso «Non debemus, non possumus, non volumus» (non dobbiamo, non possiamo, non vogliamo) variante della risposta che diedero gli apostoli all’intimazione di cessare la predicazione del Vangelo («noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato (Atti 4,20)»).

PIO IX (1846-1878): costretto all’esilio a Gaeta durante la Repubblica romana (1848), fu vessato dalla massoneria per il Syllabus, fu definito da Garibaldi “un metro cubo di letame”. Il 12 luglio 1881, durante la traslazione della sua salma in San Lorenzo fuori le mura, elementi anticlericali, liberali e massoni tentarono di scaraventarne la bara nel Tevere.

PIO XII (1939-1958): fu dileggiato dalla propaganda sionista, oltraggiato dall’infamante libello “Il Vicario”, del comunista Rolf Hochhuth. Tuttora, la propaganda anticlericale e massonica lo addita come nemico degli ebrei (anche se non è vero avendo infatti salvato dai 150.000 ai 400.000, accogliendoli nei monasteri e nelle parrocchie a rischio anche della vita dei consacrati).

Le persecuzioni educate


Ci sono persecuzioni crudeli, come quelle che subivano i cristiani nel Colosseo. E ci sono persecuzioni “educate”... 

Ci sono persecuzioni crudeli, come quelle che subivano i cristiani nel Colosseo, sbranati dai leoni, e quelle che subiscono i fratelli e le sorelle del Medio Oriente o dell’Africa, fatti saltare in aria all’uscita della Messa. E ci sono persecuzioni “educate”: quelle, cioè, travestite “di cultura”, “modernità” e “progresso”, che ti rubano la libertà, la dignità e anche l’obiezione di coscienza se non ti adegui a leggi che “vanno contro Dio Creatore”. E guai a mostrare il valore dell’essere “figli di Dio”... (Papa) Francesco le accusa entrambe nella Messa a Santa Marta di oggi (13 aprile 2016, ndr).… Accanto a queste manifestazioni brutali e sanguinarie, “c’è un’altra persecuzione della quale non si parla tanto” che Bergoglio denuncia con fermezza. “È una persecuzione – io direi un po’ ironicamente – ‘educata’. È quando viene perseguitato l’uomo non per confessare il nome di Cristo, ma per voler avere e manifestare i valori di Figlio di Dio”… “È una persecuzione contro Dio Creatore nella persona dei suoi figli! E così – osserva il Pontefice – vediamo tutti i giorni che le potenze fanno leggi che obbligano ad andare su questa strada e una nazione che non segue queste leggi moderne, colte, o almeno che non vuole averle nella sua legislazione, viene accusata, viene perseguitata educatamente”. “È la persecuzione che toglie all’uomo la libertà, anche della obiezione di coscienza!”, afferma il Papa.

(da Zenith, 13/4/2016)

L’unico “moderno” è Gesù


"Chi cerca e non cerca Cristo non sa cosa cerca, chi desidera e non desidera Cristo non sa quello che desidera e chi vuole le cose e non vuole Cristo non sa quello che vuole".


...La Cosa che desiderava di più San Filippo (Neri, ndr) era Gesù Cristo. Prima di morire, a ottant'anni e con il cuore pieno d'amore, lui disse: "chi cerca e non cerca Cristo non sa cosa cerca, chi desidera e non desidera Cristo non sa quello che desidera e chi vuole le cose e non vuole Cristo non sa quello che vuole". Gesù è vivo e risorto con i segni della passione, opera e agisce. È più vivo di tutti noi. Il pensiero di Gesù è molto più potente del mio e del tuo. La nostra felicità è volere delle cose che vuole lui. San Filippo ha capito che meglio di Gesù non c'è nessuno. San Filippo trascorreva molto tempo con i giovani tant'è che San Giovanni Bosco, affascinato da San Filippo, insegnò a diversi ragazzi lo stesso metodo di insegnamento... Lui voleva farsi Santo, chiedeva lo Spirito Santo incessantemente, per esserlo, ma non si sentiva Santo. Dio l'ha fatto Santo e l'ha reso grande… “L'uomo senza orazione è un animale senza ragione”. Quando ci sono degli oranti, cioè degli uomini che pregano ci si ritrova anche se i carismi sono differenti… Da una parte c'è l'amore per la realtà, l'amore per il popolo, per la preghiera e dall'altra c'è uno "scimmiottare" il mondo per fare i piacioni e per pensare di essere moderni, mentre l'unico moderno è Gesù Cristo e solo lo Spirito rende nuovi. Di questo sono proprio certo… L'attore Marco Paolini aveva detto che Adulto è il participio passato del verbo adolescere. Adulto è perciò uno che ha finito di adolescere, di crescere e si è giocato quindi certe possibilità. Oggi il problema è che non ci sono adulti.
(P. Maurizio Botta, Festa del beato Pier Giorgio Frassati, Atti, 24/6/2014)

Come le pecore


Gesù ci paragona alle pecore e ci dice che se vogliamo vivere bene e arrivare sicuri al destino, dobbiamo seguire non il “mercenario”, non se stessi, ma solo il Buon Pastore.

Io sono nato e vissuto cittadino e poco so della campagna, anche se una parte di me mi continua a dire di vivere là (ma poi come campo se non so fare nulla?). Il paragone che fa Gesù in un luogo del Vangelo è sulle pecore e il pastore buono e quello mercenario, oppure sulle pecore senza pastore,... quel confronto tra noi e le pecore io l’ho sempre capito bene ma, appunto, da cittadino, senza cuore, superficialmente e se ci paragonava gli asini o ai cavalli probabilmente era la stessa cosa per me, cittadino. Ma Gesù paragona noi in maniera specifica, proprio alle pecore (e non agli asini e ai cavalli) e dunque più si capisce la faccenda e meglio è. Per noi sicuramente. Ieri a messa l’omelia l’ha tenuta uno di campagna e commentando il vangelo spiegava bene il concetto e la similitudine. Diceva che le pecore sono l’animale più stupido e puzzolente che c’è. Seguono sempre tutte a testa bassa il gregge, cioè se stesse. E se nessuno le guida possono finire tutte quante dentro un dirupo, o in bocca a un branco di lupi, senza nemmeno accorgersene. Noi dunque siamo così e senza uno che ci guida seguiamo la moda o il potere o noi stessi (il nostro istinto, il nostro sentimento…) e così è facile andare fuori strada senza accorgersene. Siamo così, ma non per una sorta di complesso di inferiorità, ma perché Gesù (che sa come siamo fatti perché ci ha creati Lui) ci paragona proprio alle pecore e ci dice che se vogliamo vivere bene e arrivare sicuri al destino, dobbiamo seguire non il “mercenario”, non se stessi, ma il Buon Pastore che conosce bene le pecore e le guida e le porta al sicuro. Senza pastore dunque siamo perduti. Con una guida invece arriviamo dritti e senza pericolo all’ovile, protetti dai lupi e al sicuro dalle cadute nei burroni. Il Pastore è Gesù e le indicazioni di guida le ha lasciate tutte alla Chiesa Cattolica. I commenti lasciamoli ai pagani e a quelli che vedono sempre il marcio dappertutto anche nel Vangelo: peggio per loro. Però, noi almeno, pensiamoci un attimo.
Il Pio

Don Bosco / 5



«Prega, prega bene e certamente ti salverai» (MB X,9)

«Quelli che poco pensano alla morte, quando si avvicina, paventano e tremano» (MB III,360)

«Quando hai fatto una correzione, dimenticare il fallo e dimostrare la primiera benevolenza» (MB XIII,889)

«Preghiamo gli uni per gli altri, affinché non avvengano defezioni nella moralità» (MB XIII,303)

«I salesiani riusciranno a tutto coll’umiltà, col lavoro, colla temperanza» (MB XVII,301)


«Ricordatevi bene che quello che abbiamo, non è nostro, ma dei poveri: guai a noi se non ne faremo buon uso» (MB V,682)

«La molta frequenza di sacramenti: questo è il principale (mezzo per conservare la moralità)»

«Senza penitenza non si può conservare l’innocenza» (MB XVII,727)

«Presso i giovanetti è castigo quello che si fa servire per tale». (MB IV,552)

«Sono d’aggravio alla congregazione coloro che non amano la povertà» (MB X,299)


(Aforismi di San Giovanni Bosco)

Vi amerebbero come se stessi


Perché voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla religione di lui quanti più uomini potete.


Il sultano gli sottopose anche un'altra questione: “ Il vostro Signore insegna nei Vangeli che voi non dovete rendere male per male, e non dovete rifiutare neppure il mantello a chi vi vuol togliere la tonaca, ecc. Quanto più voi cristiani non dovreste invadere le nostre terre, ecc. ”. Rispose il beato Francesco: “ Mi sembra che voi non abbiate letto tutto il Vangelo. Altrove, infatti, è detto: Se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo lontano da te. E con questo ha voluto insegnarci che se anche un uomo ci fosse amico o parente, o perfino fosse a noi caro come la pupilla dell'occhio, dovremmo essere disposti a separarlo, ad allontanarlo, a sradicarlo da noi, se tenta di allontanarci dalla fede e dall'amore del nostro Dio Proprio per questo, i cristiani agiscono secondo giustizia quando invadono le vostre terre e Vi combattono, perché voi bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla religione di lui quanti più uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare e adorare il Creatore e Redentore del mondo, vi amerebbero come se stessi ”. Tutti gli astanti furono presi da ammirazione per le risposte di lui.
(Altre testimonianze francescane n.2691)

Sono felici perché hanno Cristo.

Sembra che i problemi del mondo siano limitati all’Ucraina, a Gaza, all’Iran e a poco altro. Nel silenzio più totale, anche di chi dovrebbe ...