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Il santo dell’undicesima ora



Sant’Espedito era un soldato romano, appartenente alla Legione Fulminata (Legio XII Fulminata, cioè portatrice del fulmine). Fu martirizzato—perché era un cristiano saldo e non voleva abiurare la sua fede—nel IV Secolo, sotto Diocleziano. Ci sarebbe qui da fare una brevissima riflessione: i romani in quel tempo, erano i padroni del mondo, i più civili, i più forti, i più bravi, costruivano le fogne, gli acquedotti, le ville, i palazzi le strade... 
quando tutti gli altri popoli si dipingevano ancora la faccia di blu e vivevano in capanne di paglia: essi avevano dunque gli dei più forti del mondo che li avevano fatti diventare invincibilii, potenti e così ammirati. Espedito però (e come lui tanti altri ad esempio san Benedetto Martire, il patrono della mia città) Espedito dicevo, preferirì seguire, al prezzo della vita, un Dio morto in croce (ma anche risorto) a quegli dei di cui aveva seguito il culto sin da ragazzo, certamente straordinari, ma lontanissimi dalla vita quotidiana del popolo, intenti alle loro faccende e che non riempivano la vita e non scaldavano il cuore. Espedito dunque, è un santo che si invoca soprattutto nelle cause disperate o urgenti, sia spirituali che materiali. E’ il santo dell’undicesima ora perchè non è mai invocato troppo tardi. Anche alla fine, anche quando non c’è più speranza. Il Catechismo ci insegna che i miracoli e le grazie li fa solo Dio. La Madonna e i santi però intercedono presso di Lui, contrattano con Lui, per noi. Noi ci rivolgiamo al santo che più ci è simpatico, che lo sentiamo più vicino e come a un amico, poi ogni santo ha una specializzazione particolare e a lui confidiamo il nostro dolore, il nostro desiderio, la nostra speranza… Non sempre ci rivolgiamo direttamente a Dio, forse per non disturbarLo troppo e così chiediamo all’amico santo di ricordargli, appena Lo vede, appena apre la porta dello studio, la “nostra pratica”. Il Catechismo ci insegna anche che Dio non sempre accoglie le nostre preghiere: all’articolo 262 del Catechismo di San Pio X si legge «Molte volte le nostre preghiere non sono esaudite, o perché domandiamo cose che non convengono alla nostra eterna salute, o perché non preghiamo come si deve». S. Espedito è spesso raffigurato nelle vesti di un  soldato (il termine latino “expeditus” significa anche “armato alla leggera”) che calpesta un corvo che grida “cras” (“domani” in latino). Il santo ha in mano un crocefisso che tiene in alto su cui si legge “hodie” (“oggi” in latino). Questo vuole insegnarci innanzi che non dobbiamo mai dubitare dell’Onnipotenza di Dio né soprattutto aspettare domani per pregare con fervore e fiducia, per fare tutto per Gesù, per fare qualcosa di buono o di bene: non rinviamo mai a domani ciò che si deve e si può fare oggi, Espedito è divenuto il santo nemico del domani, perché molto si può fare goà oggi. Ci si deve rivolgere a lui per ottenere la concessione immediata, oggi stesso, di qualsiasi grazia chiesta. Sant’Espedito è anche patrono dei commercianti (per il celere disbrigo degli affari) e dei naviganti; per lo tesso motivo viene anche pregato dagli esaminandi e per il buon esito degli esami.

Il Pio

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