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La coscienza non è afona





Ultimamente ho letto diverse esternazioni pubbliche di alcuni parroci, vescovi e cardinali che riterrebbero che l'essere no-vax sarebbe incompatibile con l'essere cristiani. Ad un primo impatto l'assioma appena citato, mi sembrerebbe quantomeno esagerato e fors'anche un po' pericoloso. Si dovrebbe dunque ritenere che questi siano Latae sententiae (cioè automaticamente, per effetto di una sentenza già emessa) fuori dalla Chiesa e non potrebbero fare la comunione, anche se peccati mortali non hanno commesso? Oppure, si dobrebbe credere che non vaccinarsi è un nuovo peccato mortale, come fosse un dogma proclamato ex cathedra?
 So anche di confessori che hanno rudemente cacciato dal confessionale alcuni penitenti perché, anche se sinceramente pentiti, non erano vaccinati o non avevano la mascherina. Pure padre Pio ne ha cacciati tanti, ma per altri motivi e tutti attinenti alla salvezza della loro anima. Invece qui si parla solo di salute del corpo. Il discorso che si fa, è un po' moralista, mi sembra, ti dicono che devi vaccinarti per il bene dei tuoi vicini: a parte che questo, in teoria, è tutto da verificare. Però mi pare che gli stessi dicano invece, con grande trasporto, di accogliere cristianamente e senza limiti di sorta, tutti gli stranieri, a prescindere, anche quelli con una fede opposta alla nostra, molti dei quali da secoli ci vedono bene solo o a loro sottomessi oppure appesi o sgozzati e cacciati tutti dalle nostre case. Mi pare un controsenso. Io sono un ex no-vax, anzi un free-vax che si è vaccinato dopo la guarigione. Non volevo vaccinarmi per una lunghissima serie di motivi che al momento non elenco, ma che anche adesso ritengo correttissimi e legittimi.

 L'ho fatto perché ho pensato che se avessi accoppato qualcuno, come poi avrei potuto giungere a patti con la mia coscienza e a dirle che sarebbe successo uguale anche se mi fossi vaccinato? Sarei stato tutta la vita a contrattare con lei, con scarse possibilità di vittoria. Il mio discorso semmai non era moralista, piuttosto egoista.Tornando a quanto scritto all'inizio. La priorità della Chiesa deve essere sempre la cura e la salvezza delle anime, di tutti si capisce. 
Desidererei, sulla base dell'assunto che la coscienza non è afona come per me, così per nessuno, lei magari ritarda, ma prima o poi si fa sentire e con lei i conti si devono fare quando è ora, desidererei dicevo, che risuoni nei cuori dei cristiani la sua voce per ricordare che è l'anima che deve essere soprattutto salvata, il resto di fatto è secondario. Anche la salute del corpo. Checché dicano gli esperti alla TV. 

Il Pio

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