Su internet possiamo trovare cose veramente tristi, cattive, immorali. Dannose, spesso. Ma anche cose molto utili, approfondite, oppure anche molto spassose. Mi fanno tanto ridere, ad esempio, quando vengono pubblicate due foto accoppiate, una a sinistra, con ad esempio Marlon Brando, Paul Newman o Clint Eastwood oppure James Dean, ben vestiti oppure semplicemente con jeans, maglietta e giubbetto di pelle con sotto l'anno di riferimento ad esempio 1950 e l’altra a destra, con un giovane fotomodello nostro contemporaneo con una minigonna più simile ad un tutù, vestito di paillets, stivali rosa con tacco pronunciato, capelli e occhiali da matto… che sfila tutto fiero di sè e in calce l'anno 2022 e sotto la domanda: “ci siamo persi qualcosa nel frattempo?” oppure “cosa è successo nel frattempo?”. Ve lo dico io. Seriamente. Abbiamo perso la fede in Dio, nel frattempo, e con essa anche quella saggezza prettamente umana, concreta, popolare che Essa dà in dono a chi la stringe; è successo che non siamo più cristiani, dentro un popolo cristiano, su una terra cristiana irrorata dal sangue dei martiri. Ecco cosa è successo, nel frattempo. Senza Dio possiamo anche diventare persone improbabili, umanamente irriconoscibili. Oggi pensiamo che se siamo staccati da Dio siamo liberi come una farfalla. Ma la farfalla, per quanto bella può essere, non è affatto libera come si crede, ma va dove la porta il vento, ma il vento dove la porta? Il vento nessuno sa da dove parte e dove va e soprattutto chi lo comanda. Più che una farfalla allora, io preferirei essere come un orso, rozzo, puzzolente cafone, goffo, ma libero e con un cuore libero, intelligente giusto per sapere sempre dove andare, da che parte stare, pesante tanto che il vento non lo sposta di un millimetro, capace di affrontare tormente e tempeste, restando sempre in piedi, forte da potersi difendere dai cattivi e per tutta la vita in mezzo a luoghi stupendi e con un panorama bellissimo. Così è un cristiano. Libero, forte, contento, munito della saggezza e intelligenza cristiana. Come l'orso può essere fermato solo da una schioppettata a tradimento, oppure dal carcere, o da un tradimento, da una malattia... La fede in Gesù non fa vagare senza meta, come spinti dal vento, ma pone ad ognuno un obiettivo unico, solido: la santità propria e di tanti altri. E tornando alla foto iniziale e alla domanda. Pensiamo ora a noi da qui a trenta anni da adesso. La foto iniziale di sinistra sarà quello col tutù. La foto di destra chi ci sarà allora?
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Nel frattempo…
Su internet possiamo trovare cose veramente tristi, cattive, immorali. Dannose, spesso. Ma anche cose molto utili, approfondite, oppure anche molto spassose. Mi fanno tanto ridere, ad esempio, quando vengono pubblicate due foto accoppiate, una a sinistra, con ad esempio Marlon Brando, Paul Newman o Clint Eastwood oppure James Dean, ben vestiti oppure semplicemente con jeans, maglietta e giubbetto di pelle con sotto l'anno di riferimento ad esempio 1950 e l’altra a destra, con un giovane fotomodello nostro contemporaneo con una minigonna più simile ad un tutù, vestito di paillets, stivali rosa con tacco pronunciato, capelli e occhiali da matto… che sfila tutto fiero di sè e in calce l'anno 2022 e sotto la domanda: “ci siamo persi qualcosa nel frattempo?” oppure “cosa è successo nel frattempo?”. Ve lo dico io. Seriamente. Abbiamo perso la fede in Dio, nel frattempo, e con essa anche quella saggezza prettamente umana, concreta, popolare che Essa dà in dono a chi la stringe; è successo che non siamo più cristiani, dentro un popolo cristiano, su una terra cristiana irrorata dal sangue dei martiri. Ecco cosa è successo, nel frattempo. Senza Dio possiamo anche diventare persone improbabili, umanamente irriconoscibili. Oggi pensiamo che se siamo staccati da Dio siamo liberi come una farfalla. Ma la farfalla, per quanto bella può essere, non è affatto libera come si crede, ma va dove la porta il vento, ma il vento dove la porta? Il vento nessuno sa da dove parte e dove va e soprattutto chi lo comanda. Più che una farfalla allora, io preferirei essere come un orso, rozzo, puzzolente cafone, goffo, ma libero e con un cuore libero, intelligente giusto per sapere sempre dove andare, da che parte stare, pesante tanto che il vento non lo sposta di un millimetro, capace di affrontare tormente e tempeste, restando sempre in piedi, forte da potersi difendere dai cattivi e per tutta la vita in mezzo a luoghi stupendi e con un panorama bellissimo. Così è un cristiano. Libero, forte, contento, munito della saggezza e intelligenza cristiana. Come l'orso può essere fermato solo da una schioppettata a tradimento, oppure dal carcere, o da un tradimento, da una malattia... La fede in Gesù non fa vagare senza meta, come spinti dal vento, ma pone ad ognuno un obiettivo unico, solido: la santità propria e di tanti altri. E tornando alla foto iniziale e alla domanda. Pensiamo ora a noi da qui a trenta anni da adesso. La foto iniziale di sinistra sarà quello col tutù. La foto di destra chi ci sarà allora?
La rogna!
Allora: che da noi il più pulito abbia la rogna lo abbiamo capito da tempo. Ora che la rogna infesti anche l'Europa, lo stiamo capendo da poco, ma lo abbiamo capito bene; e questo nonostante che l'Europa per tutti noi è stata sempre vista come l'immagine della Giustizia e della Purezza, quasi un Ente Perfettissimo, Spirituale, quasi un'immacolata concezione che non può peccare né fare male, ma di cui non si può nemmeno pensare male. Abbiamo anche capito che la Scienza può essere di parte e dire e sostenere fino alla morte cose di parte anche se per questo dovesse morire qualcuno ed anche se dovesse essere coperta la Costituzione come per nasconderla... Bene questo lo abbiamo capito, in parte anche a nostre spese. Ma se allora abbiamo compreso tutto questo e di peggio pure, perché continuiamo a litigare tra noi ferocemente per stabilire se è meglio la destra o la sinistra e contribuire a mantenere il popolo italiano diviso che è proprio il motivo per il quale quelli con la rogna vivono come imperatori? Perché? Se noi siamo divisi, ci possono fare di tutto. La rogna si diffonde facilmente, basta poco, un semplice contatto, una stretta di mano come per esempio fanno chi conclude un affare. Se sapessimo anche che basterebbe restare lontano dai portatori di rogna, che in certi ambienti si conoscono tutti, senza stringer loro la mano, probabilmente non la prenderebbero, resterebero puliti e così non contagerebbero nessuno. Se sapessero che certe cose sono peccati mortali e se non convenientemente confessati, portano dritti all'inferno, non contagerebbero nessuno. E soprattutto non vesserebbero il popolo. Che si tenessero stretta la loro rogna. Ma facciamo in modo di non prenderla anche noi. Basta infatti un semplice contatto, tra uno che ha un desiderio sconfinato di potere e di denaro e un altro che può soddisfarlo senza problemi e la rogna gli passa addosso. Ben sappiamo che tre sono i lacci maledetti con cui il porco del demonio ci attira a sè: il potere, il denaro e la lussuria, spesso la rogna passa attraverso questi tre lacci. Bisogna restare sempre sotto il manto della Madonna per non prenderla e fare il bene, e vivere bene, senza perdere tempo dietro a idee che non portano da nessuna parte.
Il Pio
Si sa di chi è la colpa...
Quando è la natura a pensarci, le cose procedono giuste, funzionano secondo una logica implacabile, tale e quale dall'inizio dei tempi che non sgarra mai, visto che le regole le ha tutte definite Dio nei minimi dettagli e particolari. Quando è il momento arriva un uragano, un cataclisma, oppure un terremoto con annesso maremoto, poi al momento preciso la siccità con successiva abbondanza, dopo una glaciazione o una desertificazione, poi il sole si raffredda e dopo si riscalda troppo,... magari con intervalli anche di cinquemila anni o diecimila l'uno dall'altro che non fanno capire niente a nessuno. E noi abbiamo solo la cristiana rassegnazione che ci aiuta. La scienza dice quello che può dire, ma non potrà mai capire la logica di Dio anche se la sua presuntuosa sicumera glielo fa credere fermamente. Quando si verifica uno di questi fatti pensiamo, sempre se sopravviviamo, "è così, non ci possiamo fare nulla". Possiamo usare difese, ma restano palliativi. Quando invece è l'uomo a pensarci la faccenda cambia di brutto. L'uomo ha una logica facilmente intuibile e prevedibile anche perché si muove quasi sempre solo per tornaconto. E dunque se uno ruba prima o poi lo si trova e lo si arresta. Ma se i prezzi delle bollette aumentano, si sa di chi è colpa. Se le aziende chiudono, si sa di chi è la colpa. Se il denaro pubblico viene sprecato o sottratto, si sa di chi è la colpa. Se la politica costa fiumi di denaro dei cittadini, si sa di chi è la colpa. Se la politica non fa il bene del popolo, si sa di chi è la colpa. Se si vogliono imporre idee bislacche delle minoranze alla maggioranza, si sa di chi è la colpa. Se ci fanno invadere da popolazioni straniere senza un minimo di criterio, si sa di chi è la colpa. Si sa bene di chi è la colpa o si potrebbe sapere facilmente. Anche l'uomo ha una sua logica implacabile, ma si capisce facilmente e si potrebbe fermare e oppure modificare. Quella di Dio non si capisce e soprattutto non si può fermare, nè modificare. Quella dell'uomo si può, eccome. E se il ladro in gattabuia prima o poi ci va, perché costoro non ricevono mai il giusto guiderdone alle loro malefatte? Perchè qui regna sovrana un'ingiustizia implacabile, semplice. Ma la pazienza degli uomini normali ha pur sempre un limite. Implacabile anche lui.
Il Pio
Stolti!... Noi.
Alla Belen, un po' di tempo fa, proprio durante la trasmissione molto partecipata, proprio quando lei stava al centro della tv, quasi a mezzo busto, "per caso" le si è aperta la camicetta. Le immagini e la notizia hanno praticamente fatto il giro del mondo. A me in tutta sincerità la scena mi è sembrata un po' preparata e tutt'altro che casuale. Però è piaciuta a moltissimi ed ha appagato molti... Stolti! E dico stolti a noi, non a voi. Ma non ci rendiamo conto qual è la strategia dei potenti del mondo che vogliono controllare tutto e tutti e avere il potere su tutto e tutti? Con una mano ci allisciano il pelo e ci dicono "guardate che meraviglie vi portiamo, quanto siamo buoni che vi diamo quello che davvero desiderate, a patto che non pensiate quello che volete, ma quello che pensiamo noi", anche se l'ultima parte della frase la dicono sottovoce. Dall'altro ogni giorno abbassano il livello della morale, degli ideali, dei valori, di ciò che rende uomo tale e soprattutto la volontà di tutti noi, sempre più in basso e fino a che non arriveremo dove vogliono loro. Un po' alla volta altrimenti ce ne accorgiamo, ma per come stiamo messi, già da adesso non ce ne accorgiamo. E allora l'uomo sarà una trottola girata da loro, senza più capacità di esprimere pensieri propri, di reagire contro le infamie o di stare dritto e con le braghe su. Penseremo e vestiremo tutti allo stesso modo, senza ideali, senza valori, ma con tanta paura dalla quale solo loro ci potranno liberare. Noi ora pensiamo di essere liberi perché possiamo parlare contro la destra o contro la sinistra, se discutiamo del pos o del reddito di cittadinanza o delle tasse... ma buona parte dei politici sta a libro paga loro, quando non sono proprio loro. Se vogliamo restare veramente liberi dobbiamo stare vicini invece a Gesù e alla Madonna. E combattere per loro la buona battaglia della fede perché nasca in terra il Regno di Dio.
Il Pio
Tu non capisci!
Vi è capitato mai di incrociare un pittore o uno scultore di arte moderna, oppure un accanito seguace della stessa e, parlando di una certa opera, gli diciate “non capisco cosa significhi" oppure (peggio!) “non mi piace”. La risposta, dall’alto in basso, sarà immancabilmente: “Tu non capisci”, pronunciata con sdegno e disprezzo. Ma a prescindere da quel “tu”, da parte di un autoproclamatosi detentore dell'unica arte per iniziati, ma che non ti conosce nemmeno, anche se umiliati, penserete “ma a me i quadri di Caravaggio piacciono tanto, le sculture di Michelangelo pure, la Cappella Sistina, il Signorelli del Duomo di Orvieto, il duomo di Milano e poi Raffaello, Giotto,…addirittura mi piacciono anche i disegni degli uomini primitivi sulle pareti delle grotte". Poi confrontandoti con altri, semplici e popolani come te, scopri che molti sono del tuo stesso parere artistico. E alla fine della discussione, te e tuoi amici, siete giunti alla conclusione che l’arte deve piacere a tutti e si deve capire e se possibile destare anche stupore e buone intenzioni. Ma dire così oggi è una bestemmia laica e ne puoi parlare solo in pochi luoghi circoscritti, l’Osteria, il Bar dello Sport, casa tua (a condizione che tua moglie e i figli non siano laureati in architettura). Un altro “Tu non capisci” con lo stesso sdegno e lo stesso disprezzo, ti verrà detto anche se affronti il tema dell’eroe moderno senza macchia e senza paura. Questi è colui che difende strenuamente, anche con la vita e talvolta anche a rischio di essere arrestato, l’aborto, l’eutanasia, il gender,… e simili situazioni. Sostenere il contrario di quello che fa e dice l’eroe, oppure non considerare eroe, l’eroe, è anatema o se va bene infamie e calunnie o comunque litigi infiniti con gran parte di quelli che ti stanno vicino (e in altri Stati anche l'arresto). Si rischia ultimamente, di essere considerato fascista. E’ anche vero che l’eroe qualche appoggio politico ce lo ha e non solo politico. Stando così le cose, mi piacerebbe fare due indagini demoscopiche e sapere se la maggioranza degli italiani ama l’arte moderna e se ritiene l’eroe, veramente un eroe senza macchia e senza paura, o la considera vera antiarte e l'eroe un antieroe, oppure in entrambi i casi, se qualche leggerissimo dubbio li assale. Perché nel secondo e terzo caso sarei contento e penserei che, saremo pure semplici e popolani, ma almeno ancora la pensiamo tutti allo stesso modo che una qualche unità c’è ancora tra di noi. Ma se passa a maggioranza schiacciante, la prima domanda referendaria, dovrei ineluttabilmente dedurre che in Italia Gesù e la Chiesa sono stati messi da quasi tutti in una gabbia blindata e insonorizzata all’interno di un pozzo buio e profondissimo e così da popolo un tempo cristiano è divenuto popolo forse pagano, ma sicuramente laico e laicista della peggiore specie. Si capisce, nello spirito laico e democratico del mondo moderno occidentale e nel rispettodi tuttii suoi legittimi Valori. Il problema è che questa rivoluzione sociale non si è verificata in diversi secoli, ma in poco più di cinquant’anni. E chi è rimasto cristiano nel profondo del cuore qualche dubbio, qualche problema se lo dovrebbe far venire e con essi anche qualche soluzione.
Il Pio
Brutto per essere brutto
Questa potrebbe chiamarsi l'epoca del brutto più brutto che più brutto non si può. Nella città dove lavoro, ad esempio, c'è una rotatoria con in mezzo un'opera artistica, probabilmente di valore e forse pagata pure tanto. Non si capisce bene cosa rappresenti, ma la gente comune, quella senza tanti grilli nella testa, con la semplicità popolana, così l'hanno chiamata: "il monumento alla cacca", perché quella proprio sembra. Altre robe del genere sono disseminate nel nostro amato territorio patrio, un tempo pieno di opere davvero artistiche, di bellezza sconfinata e straordinaria, per vedere le quali moltissimi per secoli sono partiti da lontano. Chi partirebbe ora dagli USA, ad esempio, o dalla Australia, dalla Germania... solo per vedere il monumento alla cacca? Nel film Così parlò Bellavista al protagonista viene chiesto dai suoi amici "al museo di arte moderna c'era un opera che raffigurava un cesso... Ora se tra trecento anni, durante gli scavi in una villa del napoletano, venisse fuori quel cesso, gli archeologici penseranno di aver trovato un'opera artistica oppure un cesso scassato?". La risposta ve la potete immaginare. Signori miei il bello è oggettivo che parla al cuore di tutti ed è per tutti, non può essere proprietà solo per pochi addetti ai lavori, intellettuali, ricchissimi. C'era però qualcosa che sembrava resistere alla terribile falce artistica che tutto il bello taglia, livella. Il Presepe di Natale. Prima tutti i Presepi, anche quelli più umili, erano belli, uno ci passava tempo a rimirare tutti i particolari che tradizionalmente sono sempre tanti. E tanti ricordi belli e caldi affioriavano presto dal cuore. I nonni, l'albero illuminato, la mattina di Natale, lo stupore, il calore, la gioia di quei momenti, il mangiare... Ora anche lui è stato livellato dal tremendo politicamente corretto. I Presepi cristiani sono diminuiti sensibilmente. Nella piazzetta fuori dal mio municipio sono stati messi, in occasione delle feste invernali (proprio così) un gigantesco orso bianco col cappello, un igloo e una renna. Sfido innanzitutto a trovare tutto questo in un comune di mare del centro Italia in cui nevica ogni venti anni o a capire cosa c'entrino quelle cose con noi. E poi soprattutto, a pensare a come questi "simboli" possano rappresentare ed accomunare tutti, come invece facevano molto bene Gesù, Maria, Giuseppe e i pastori nel Presepe tradizionale, senza bisogno di spiegare nulla. In giro si vedono anche altri presepi, ma quelli artistici, moderni, striminziti, simbolici, freddi e glaciali, come quello di cui sopra. Purtroppo anche davanti al Pesepe in piazza San Pietro quest'anno, non mi pare si possa passare tanto tempo a rimirarlo a bocca aperta e col cuore caldo. Non è un bel segno tutto questo. E lo dico in generale.
Il Pio
Vittime di questo mondo
Nel 1965 usciva sul mercato italiano una bellissima canzone intitolata "La città vecchia", quella nei cui quartieri "il sole del buon Dio non dà i suoi raggi" perché ha già troppi impegni altrove. Il grande Fabrizio De Andrè ne era l'autore che a ritmo di mazurca, raccontava i vicoli malfamati probabilmente del porto di Genova o comunque di qualunque altra zona degradata del mondo. Il cantautore riusciva spesso in certe sue canzoni, a descrivere simpaticamente anche i più terribili drammi sociali. La canzone, dopo aver descritto la vita sfasciata di molti relitti umani fino ad arrivare al "tipo strano che ha venduto per tremila lire sua madre a un nano", così si conclude:«Se tu penserai, se giudicherai, da buon borghese, li condannerai a cinquemila anni più le spese, ma se capirai, se li cercherai fino in fondo, se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo.». De Andrè era un grande cantante ed un ottimo soggetto, ma non era cattolico e questa non è una calunnia, lui non ha mai detto di esserlo, semmai il contrario. Non so se in punto di morte possa essere successo qualcosa, ma è una questione che ora sa solo lui. Dico questo, non per mettergli sulle spalle la croce della colpa (che non è una colpa, ognuno fa quello che vuole), ma perchè un cattolico avrebbe una diversa visione del mondo e della vita (forse!). Il concetto però che i perdenti, i poveri, i disadattati, gli emarginati,... siano solo vittime di "questo mondo", nel senso che il loro malessere derivi esclusivamente dalle circostanze in cui vivono e da ciò che hanno attorno, è vero, ma solo fino a un certo punto. Il male non viene da fuori dell'uomo, ma dal di dentro, come diceva Gesù. Uno può costruire un apparato statale perfetto, sia democratico che dittatoriale, ma il disagio e la miseria umana ci sarà comunque. Gli effetti disastrosi del peccato originale c'erano, ci sono e ci saranno sempre. Il sistema, come appunto si chiamavano negli anni settanta le circostanze di cui sopra, può contribuire al male, ma non esserne la causa assoluta; come pure i binomi ricco = cattivo e povero = buono, sono notoriamente dell'irrealtà più nera, da sempre ci sono ricchi buoni e poveri cattivi, al di là del mondo circostante. Che poi l'uomo nasca certamente buono e poi diventi cattivo se vive in un certo contesto è un altro dogma in auge negli stessi anni settanta, vivo ancora oggi, ma quasi sempre senza fondamento: guardiamo ad esempio come molti piccoli bambini, in tenera età, già si comportino da animali verso i coetanei più deboli, oppure quanto spesso dicano bugie e facciano cattiverie. Capiamo allora quanto tutte queste ideologie dei sistemi circostanti negativi che hanno avvelenato e rovinato intere generazioni, siano fuori moda rispetto alla vita e alla realtà. Il male ci sarà sempre fino alla fine del mondo (che prima o poi arriverà). Però qualcosa si può fare per attenuarne la spaventosa portata e qualcuno lo ha fatto. San Giovanni Bosco, san Pier Giorgio Frassati, San Francesco Saverio, il Beato Alberto Marvelli, San Domenico Savio, San Daniele Comboni, San Benedetto Cottolengo, Santa Madre Teresa di Calcutta, San Francesco di Assisi, Sant'Antonio di Padova, San Francesco di Paola... e tutti i loro amici che li seguivano spesso restando ignoti, spesso rimettendoci la vita, tutti questi ci sono andati davvero "nei quartieri dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi", motivati solo dall'amore verso Cristo e ci sono anche rimasti là, fino alla fine, spendendosi fino all'ultima goccia di sangue e di sudore e fino all'ultimo respiro, per contribuire al Regno di Dio, facendo un bene infinito a moltissimi disagiati, senza odiare i ricchi, aspettare i soldi dello Stato, il cambio positivo del sistema, nè lamentandosi, seduti al bar, perchè non funziona nulla in questo maledetto Paese: "governo ladro".
Una terra cristiana
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