Una notizia che ha avuto ampio risalto di recente, è stata quella del Vaticano che ha nominato due donne al Dicastero dei vescovi. Questo episodio è stato letto anche come una storica apertura. Ma provo a fare un ragionamento semplicissimo, senza interloquire sui diritti di chicchessia che devono essere sempre rispettati e onorati. Mettere in rilievo il fatto che sono donne quelle mandate nei dicasteri, sposta l’attenzione su quello che conta meno di tutto nella vita vera. Ma è pur vero che ai fini della propaganda in auge e del politicamente corretto, questo conta molto invece. E così nessuno ci ha detto se quelle donne erano preparatissime, con capacità e doti straordinarie, di carattere, con tutti i requisiti, meglio di tutti gli altri uomini che concorrevano per gli stessi posti. Sicuramente è avvenuto questo, ma si è capito tutt'altro. Si è capito che sono state mandate lì solo perché erano donne. In quei posti ci devono andare infatti, solo i più bravi e non chi è maschio o femmina a prescindere, invece no, si è detto solo che erano donne e basta. Se conta la meritocrazia, se esiste davvero la parità, se davvero abbiamo l'uguaglianza, non dovrebbe nemmeno essere detto se sono maschi o femmine quelli mandati nei posti importanti. Anche quando nasce un Governo, una tra le prime frasi che si sentono dire, è: “questo esecutivo ha tot donne, più di quello precedente!” e giù gli applausi, come fosse un merito altissimo quello di avere messo tot donne a capo dei ministeri, senza però sapere se valgono tanto oppure sono come galline spennachiate, oppure se c'erano maschi molto più bravi e preparati, ma in quanto maschi, avrebbero fatto perdere la faccia al governo, la sua immagine politica e lo faceva passare per razzista e contro le donne (oggi, una delle peggiori infamie). Anche qui allora, sono state nominate ministri donne perché erano brave e capaci o solamente perché donne in quanto tali? Naturalmente il discorso vale anche per i signori maschi: siete andati lì perché migliori o perché i giochi di palazzo vi hanno favorito? E che dire delle quote rosa, considerate da tutti uno strumento di massima democrazia e di vera parità tra i sessi? A tal proposito si consideri prima di tutto che le donne sono di gran lunga più numerose degli uomini e dunque, come e quando lo volessero, potrebbero eleggere solo tutte donne; ma c’è chi maligna che una donna non vota mai un’altra donna e così di sovente, sembra accadere proprio così. E dunque il maschio che ha avuto più voti non può essere eletto perché deve passare il "suo" posto a una donna che ha preso meno voti di lui, ma ha la quota rosa: cioè è donna e basta. Naturalmente io non sto attaccando le donne, si capisce, ma questo giro assurdo, questa follia che danneggia e minimizza tutto e tutti, uomini e donne. Io sto attaccando una modalità da suicidio, irragionevole. Sembra tutto finto, tutto falso, tutto costruito a tavolino, tutto una truffa per sostenere forse un gioco segreto che scorre come un fiume carsico, per uscire chissà. Una truffa in cui moltisismi ci cadono e invece di segnalarla a tutti, la difendono strenuamente. E così nulla cambia, nulla si muove, destra o sinistra tutto è sempre uguale e noi sempre più indietro e scontenti. Ma non può funzionare a lungo ciò che è disordine, confusione, divisione… ciò che è un’ideologia che prevarica barbaramente la realtà. In mezzo a tutto questo nulla può andare bene e noi non potremmo mai stare bene, donne comprese. Perché ai potenti le donne interessano solo in quanto tali, per pura propaganda, per riempirsi la bocca di parità. Solo perché donne e non perchè esseri umani con capacità, carattere e intelligenza, oppure con mediocrità, idiozia e imbecillità: tanto loro quanto noi uomini. E noi. Fino a quando reggerà la nostra pazienza?
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Solo perché donne…
Una notizia che ha avuto ampio risalto di recente, è stata quella del Vaticano che ha nominato due donne al Dicastero dei vescovi. Questo episodio è stato letto anche come una storica apertura. Ma provo a fare un ragionamento semplicissimo, senza interloquire sui diritti di chicchessia che devono essere sempre rispettati e onorati. Mettere in rilievo il fatto che sono donne quelle mandate nei dicasteri, sposta l’attenzione su quello che conta meno di tutto nella vita vera. Ma è pur vero che ai fini della propaganda in auge e del politicamente corretto, questo conta molto invece. E così nessuno ci ha detto se quelle donne erano preparatissime, con capacità e doti straordinarie, di carattere, con tutti i requisiti, meglio di tutti gli altri uomini che concorrevano per gli stessi posti. Sicuramente è avvenuto questo, ma si è capito tutt'altro. Si è capito che sono state mandate lì solo perché erano donne. In quei posti ci devono andare infatti, solo i più bravi e non chi è maschio o femmina a prescindere, invece no, si è detto solo che erano donne e basta. Se conta la meritocrazia, se esiste davvero la parità, se davvero abbiamo l'uguaglianza, non dovrebbe nemmeno essere detto se sono maschi o femmine quelli mandati nei posti importanti. Anche quando nasce un Governo, una tra le prime frasi che si sentono dire, è: “questo esecutivo ha tot donne, più di quello precedente!” e giù gli applausi, come fosse un merito altissimo quello di avere messo tot donne a capo dei ministeri, senza però sapere se valgono tanto oppure sono come galline spennachiate, oppure se c'erano maschi molto più bravi e preparati, ma in quanto maschi, avrebbero fatto perdere la faccia al governo, la sua immagine politica e lo faceva passare per razzista e contro le donne (oggi, una delle peggiori infamie). Anche qui allora, sono state nominate ministri donne perché erano brave e capaci o solamente perché donne in quanto tali? Naturalmente il discorso vale anche per i signori maschi: siete andati lì perché migliori o perché i giochi di palazzo vi hanno favorito? E che dire delle quote rosa, considerate da tutti uno strumento di massima democrazia e di vera parità tra i sessi? A tal proposito si consideri prima di tutto che le donne sono di gran lunga più numerose degli uomini e dunque, come e quando lo volessero, potrebbero eleggere solo tutte donne; ma c’è chi maligna che una donna non vota mai un’altra donna e così di sovente, sembra accadere proprio così. E dunque il maschio che ha avuto più voti non può essere eletto perché deve passare il "suo" posto a una donna che ha preso meno voti di lui, ma ha la quota rosa: cioè è donna e basta. Naturalmente io non sto attaccando le donne, si capisce, ma questo giro assurdo, questa follia che danneggia e minimizza tutto e tutti, uomini e donne. Io sto attaccando una modalità da suicidio, irragionevole. Sembra tutto finto, tutto falso, tutto costruito a tavolino, tutto una truffa per sostenere forse un gioco segreto che scorre come un fiume carsico, per uscire chissà. Una truffa in cui moltisismi ci cadono e invece di segnalarla a tutti, la difendono strenuamente. E così nulla cambia, nulla si muove, destra o sinistra tutto è sempre uguale e noi sempre più indietro e scontenti. Ma non può funzionare a lungo ciò che è disordine, confusione, divisione… ciò che è un’ideologia che prevarica barbaramente la realtà. In mezzo a tutto questo nulla può andare bene e noi non potremmo mai stare bene, donne comprese. Perché ai potenti le donne interessano solo in quanto tali, per pura propaganda, per riempirsi la bocca di parità. Solo perché donne e non perchè esseri umani con capacità, carattere e intelligenza, oppure con mediocrità, idiozia e imbecillità: tanto loro quanto noi uomini. E noi. Fino a quando reggerà la nostra pazienza?
Le avanguardie ardimentose di un pacifico esercito.

[Stralci dai Discorsi e Radiomessaggi di Sua Santità Pio XII, XV, Quindicesimo anno di Pontificato, 2 marzo 1953 - 1° marzo 1954, pp. 501 - 509 Tipografia Poliglotta Vaticana Copyright Dicastero per la Comunicazione - Libreria Editrice Vaticana 7, da www.vatican.va]
Le convergenze parallele.
Prendiamo un argomento che da decenni è fonte di accese discussioni, liti tremende dai vertici alla base dell'Italia. Ma anche di tutto il mondo Occidentale (Europa e USA poi stanno al top). E litigano pure i potenti tra di loro! L'argomento è l'aborto. Lasciamo stare ora la polemica del famoso referendum e chi erano quelli che lo hanno appoggiato e sostenuto strenuamente, tradendo i principi per cui erano stati eletti, questa è ormai è preistoria per noi e loro, però sono andati avanti nel medesimo modo ambiguo. Qui gli schieramenti sono due e sono sempre stati due. Fissi. Se sei nella truppa dei cristiani papalini dici che il feto è un essere vivente sin dal concepimento, un dono di Dio dunque, e che, per questo motivo, non lo si può uccidere crudelmente, nemmeno nelle prime settimane, nemmeno se ha malattie terribili, nemmeno se ci sono gravi motivi. Dall’altra parte ci sono anche le truppe di quelli che di Dio, del cristianesimo e della sua morale non gliene può fregare di meno, sono anticlericali, atei o forse pagani o semplicemente agnostici che comunque sostengono che il feto è un grumo di cellule e che il corpo è della donna e lei ha il diritto soggettivo di scegliere quello che vuole, per sè, per il suo bene, per il suo patrimonio e per la sua felicità. Questi due schieramenti sono inconciliabili (come potrebbe essere diversamente, dati i presupposti?). Non ci possono stare punti di unione o di compromesso: se si alza uno, l’altro lo fa immediatamente retrocedere in silenzio fino alla sedia da cui proveniva e se si alza l’altro, il primo lo fa immantinente indietreggiare a testa bassa verso le sue originarie postazioni. E poi. Una legge a favore di uno farebbe scatenare la rivoluzione dell’altro, una legge a favore dell’altro sarebbe respinta con un’insurrezione. Non è semplice la faccenda. Anche qui “chi tocca i fili muore”. E nemmeno puoi stare sul dire e non dire... saresti un franco tiratore, nè da una parte, nè dall'altra. E’ anche vero che sull’argomento ci sono un bel po’ di interessi economici dietro che potrebbero portare il peso del dibattito più da una parte. Ma se rimaniamo fermi in questa diatriba e con questi argomenti inaccettabili per entrambi le controparti, non ci muoveremo mai dalle sabbie mobili. E io penso una cosa. Chi non vuole abortire la strada la conosce. A chi vuole abortire le si potrebbe proporre una alternativa, come uno scambio di prigionieri di guerra. Lo Stato infatti, potrebbe dire “Tu sei libera di fare quello che vuoi (tanto lo faresti lo stesso), noi ti proponiamo: fai nascere il bambino. Ti aiutiamo noi. Appena nato (se ancora non lo vuoi tenere) lo diamo subito in adozione alle famiglie che lo vogliono adottare in pochissimo tempo e non lo vedrai più come fosse morto davvero con effetto retroattivo. Se fai questo, cara mamma, avrai dallo Stato in cambio tot €, o la riduzione delle tasse, o qualche sconto, o qualcosa di utile,...”. A questo punto magari anche le famiglie adottive potrebbero contribuire insieme allo Stato a questa proposta. Considerate infatti che c’è una forte sproporzione fra domanda e offerta in materia di adozioni. Se ho ben letto, per ogni bambino dichiarato adottabile, ci sono circa 6,91 famiglie disponibili all'adozione (dunque 5,91 di famiglie dovranno aspettare il prossimo treno). Comunque è uno spreco di risorse. Potrebbe essere questa però, quella che Aldo Moro definiva una "convergenza parallela" quasi un'intesa pur nella situazione di due rette parallele. Ma non è legge che lo Stato debba pensare a tutto e a fare tutto per i cittadini e questi siano autorizzati a rimanere seduti senza fare nulla, anche noi, come privati o in associazioni, potremmo seguire questa strada. Semmai dovessimo conoscere una madre che vuole abortire e non c'è santo che tenga, proviamo a dirle: "aspetta un attimo, forse riesco a trovare un buon Istituto dove lo possono tenere con affetto e bontà, come avresti fatto tu, fammi vedere quello che si può fare... io ti sarò sempre vicino in questi momenti". Vai a sapere che magari vistasi voluta bene quella mamma non abortisca più oppure resta ferma senza desistere sul suo convincimento iniziale; però avremmo mezza possibilità di salvare il bambino e risparmiare un peccato alla mamma. Ecco facciamo i cattolici concreti, operiamo nella realtà in cui ogni giorno viviamo.
Il Pio
Sulle locandine...
Gesù alle folle che si accalcavano intorno a Lui fino quasi a schiacciarlo, dimenticando pure di mangiare, parlava in parabole. Raccontava quasi sempre fatti reali che tutti i presenti, che erano concreti per la vita che facevano, capivano molto bene. Capivano sicuramente la parte vera, ma forse avevano difficoltà a capire la parte Celeste. Ma quella era la pedagogia di Gesù, probabilmente il Suo era quello di mettere un seme nei loro cuori che a tempo debito avrebbe dato i suoi frutti. Poi in privato spiegava le parabole ai suoi apostoli. E anche qui non era fumoso e filosofico, anche a loro parlava molto chiaro e concreto. E gli Apostoli, a parte uno, ne hanno fatta di strada con questo particolare tipo di insegnamento. Ma Gesù era figlio di Dio, mi si potrebbe dire ed era facile per Lui fare così, anzi qualunque metodo sarebbe andato bene se c'era Lui. Allora andate a leggere gli scritti di don Bosco, del Curato d'Ars, padre Pio, san Benedetto da Norcia, il beato Pier Giorgio Frassati, san Domenico Savio e tanti altri: scrivevano con una concretezza disarmante. Testimoniavano Gesù con una concretezza disarmante. La Fede per loro c'entrava con tutti gli aspetti della vita, non avevano quella moderna dissociazione fra vita e fede (come intuì Paolo VI). E noi, figli di cotanti padri, a messa ci andiamo e se ci va bene sentiamo spesso nelle omelie parlare del verbo greco translitterato dal sanscrito, oppure altissima teologia, oppure basso ecologismo, buonismo, politicamente corretto, quando non stiamo proprio sull'orlo dell'eresia; e nasce la domanda: ma tutte queste cose salvano veramente le nostre anime? Ci fanno diventare cristiani impavidi e coraggiosi? La svolta decisiva da concretezza a fumo è avvenuta cinque decenni fa. Il motivo però, per noi miseri che non capiamo niente, è oscuro. Non è forse il caso di farci ridare i soldi del biglietto perché lo spettacolo non era quello annunciato sulle locandine? Certo a messa ci dobbiamo andare, non si discute, ma quando si esagera possiamo alzarci e dire "no, no, no!"come spesso si faceva nel Medioevo.
Il Pio
Impressioni di luglio
Fino a quando... ?
Se mi parlate di materie giuridiche, qualcosa riesco a capire e addirittura anche a rispondere. Se mi parlate di matematica, scienza e medicina, non capisco nulla e posso solo dire castronerie. Perdonatemi. Prendetelo allora come sfogo personale diretto ai miei tre lettori che, conoscendomi, avranno pietà di me. Pochi mesi fa si diceva che chi non si vaccinava contro il covid era un criminale della peggior specie, veniva rincorso dalle Forze dell'ordine pure chi non aveva la mascherina, pur stando lontano dal consorzio umano anche centinaia di metri e magari lasciando liberi, per poter far questo, pusher e ladri. Non si poteva andare a lavorare e si restava a casa senza stipendio, senza i tre vaccini. Addirittura una federazione di industriali disse che il lavoratore che non è vaccinato doveva stare a casa, senza stipendio e doveva pagare i danni all'Azienda. Non si potevano fare gli acquisti senza il green pass. Uno importante che comandava e lo si vedeva in TV sempre in mimetica da combattimento, diceva che li avrebbe stanati tutti quei maledetti renitenti: "passeremo casa per casa" e quant'altro anche peggiore. (Mai sentito dire così nemmeno contro la mafia o i narcotrafficanti). Sui giornali, telegiornali e salotti televisivi era tutto uniforme e la sentenza finale era ogni volta che i cattivi erano tutti ineluttabilmente contro la Scienza. Sempre rabbia e gente rabbiosa su questo argomento. Gli scienziati che la pensavano diversamente non hanno più potuto parlare e alcuni anche allontanati. Lo sappiamo bene questo, perché lo abbiamo vissuto tutti, solo poco tempo fa. E abbiamo visto anche un popolo diviso anzi lacerato grazie a quelli lassù e poco mancava a una guerra civile (cioè popolo contro popolo). Bene. Ora se ho ben capito, il covid non è cessato, anzi ha una diffusione maggiore e peggiore di prima. Che fanno le stesse persone che ci hanno governato fino a ieri e che ci governano ancora oggi? Tolgono tutte le misure di sicurezza. Un tana liberi tutti e tutto, salve poche eccezioni. Ma vi sembra normale? Quello che era vero prima non lo è più adesso. In che mani abbiamo messo le nostre vite, le nostre case, le nostre aziende,... la nostra Italia? Ma avete visto i loro sguardi e con quanta prosopopea e arroganza ci parlano? Fino a quando abuserete della nostra pazienza?
Il Pio
Dentro la pancia.
È sempre un gran parlare sul tema dell'aborto e qualunque cosa si dica o faccia, scaturisce sempre un incendio spaventoso tra chi è pro e chi contro di esso. E non si viene mai a un punto comune. Secondo me però, per affrontare correttamente questo argomento molto delicato, non si deve partire nè da una morale, nè da un'ideologia, nè da un'appartenenza politica, tantomeno dai diritti soggettivi inderogabili. Non possiamo andare avanti con i si può fare e i non si può fare. Tantomeno da slogan. Il nocciolo, infatti, sta oltre. Altrimenti gireremmo sempre in tondo senza mai giungere a una conclusione, per anni, decenni, secoli... invece concludere la guerra fratricida converrebbe a tutti. Nel senso che il punto di partenza di tutto è il libero arbitrio che tutti abbiamo come dono di Dio. (Dono in vero molto difficile da gestire e spesso una vera croce). Lui infatti non costringe, nè obbliga nessuno a fare o non fare qualcosa. Lui dice solo ciò che è male e ciò che bene, poi ognuno fa quello che vuole, pagandone le conseguenze, in un modo o in un altro. Quindi io, se lo voglio, posso uccidere moglie e figli anche in modo orribile e nessuno me lo può impedire (poi andrò all'ergastolo, ma questa è un'altra faccenda). Posso rubare se voglio, tradire un amico carissimo, lavorare come Stachanov oppure trattare male un collega che non se lo merita, bullizzare un ragazzo disabile oppure creare un associazione per aiutare i poveri. Insomma ognuno fa quello che vuole nel bene o nel male. È Dio che ha voluto da sempre che il mondo girasse in questo modo. Il mondo è natoda un fratricidio. Uno la salvezza o la dannazione eterna se li deve conquistare con le sue forze, con la sua volontà e determinazione, nella piena consapevolezza. Pensiamo a Lucifero che era un angelo bellissimo primo tra tutti gli angeli del Paradiso oppure a Adamo e Eva che nel Paradiso terrestre già ci vivevano e ci sarebbero dovuti restare per sempre, invece hanno scelto volutamente di fare proprio l'unica cosa che non dovevano fare, l'unica cosa che non dovevano proprio fare (ma nessuno glielo ha impedito); le conseguenze le conosciamo tutti: le stiamo pagando tutti oggi. Così se uno ritiene il bambino dentro la pancia un grumo di cellule oppure un tumore (come disse un ex attrice francese), quando non un intralcio e una limitazione, se vuole, lo uccide. Il modo lo troverà sempre e ovunque a prescindere da leggi, sentenze e morali e soprattutto parole e slogan. Se uno ritiene che il bambino dentro la pancia sia un bambino fin dal suo concepimento, non lo fa. La soluzione dunque, visto come funziona il mondo di oggi, non è fare marce, referendum, sentenze o leggi, ma spiegare con amore, argomenti umani e cristiani che un bambino dentro la pancia è proprio e solo un bambino vivo e reattivo e anche un futuro uomo, magari un futuro scienziato o uno statista che miglioreranno o salveranno il mondo, oppure un serial killer disgraziato o un dittatore crudele e spietato che tanto dolore darà; sapendo però che non saranno le nostre parole a cambiare il cuore delle persone. E questo onere per statuto ce lo dobbiamo sobbarcare noi cattolici, ricevendo in cambio naturalmente pomodorate in faccia, sputi, insulti, infamie, tradimenti e manganellate (anche da fratelli o correligionari) come è naturale che sia. Come lo stesso ha ricevuto Gesù. Si potrebbe trovare il modo di aiutare concretamente la madre a non abortire oltre che a parole, trovando soldi, una sistemazione per il nascituro in una famiglia buona oppure in un'istituzione capace e magari una casa o un' amicizia per la mamma. Il bello infine che sia io, sia tutti i miei tre lettori non siamo stati abortiti come pure quelli che sono a favore dell’aborto o quelle che hanno abortito: ma che avevano di diverso le nostre mamme?
Il Pio
Sono felici perché hanno Cristo.
Sembra che i problemi del mondo siano limitati all’Ucraina, a Gaza, all’Iran e a poco altro. Nel silenzio più totale, anche di chi dovrebbe ...
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Sembra che i problemi del mondo siano limitati all’Ucraina, a Gaza, all’Iran e a poco altro. Nel silenzio più totale, anche di chi dovrebbe ...
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Quasi tutti noi siamo nati nella pace e la pensiamo come un atto dovuto e ineliminabile. Quasi un diritto soggettivo. Come fosse un non si p...
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In Italia -e non solo- i telefilm ambientati nelle caserme dei Carabinieri, della Polizia, della Guardia Forestale hanno da tantissimi anni,...





