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Chi prega fa la cosa più importante


– Chi prega si occupa della cosa più importante di tutte.

– Tenete a memoria, che la solita parola equivoca considerata innocua può portare ad un comportamento scorretto.

– Se vuoi farti buono, pratica queste tre cose e tutto andrà bene: allegria, studio, preghiera. E’ questo il grande programma per vivere felice, e fare molto bene all’anima tua e agli altri.

– Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo: il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l’ingratitudine.

– Il migliore consiglio è di fare bene quanto possiamo e poi non aspettarci la ricompensa dal mondo ma da Dio solo.

– Tutti hanno bisogno della Comunione: i buoni per mantenersi buoni e i cattivi per farsi buoni.

– I due sostegni più forti per sostenervi e camminare per la strada del Cielo sono i Sacramenti della Confessione e Comunione. Perciò guardate come gran nemico dell’anima vostra chiunque cerca di allontanarvi da questi due Sacramenti.

– Con le opere di carità ci chiudiamo le porte dell’inferno e ci apriamo il paradiso.

– Tutti dobbiamo portare la croce come Gesù, e la nostra croce sono le sofferenze che tutti incontriamo nella vita.

Il nemico con la stessa divisa



Rilancio un post di alcuni anni fa. Ma ancora attuale.

Oggi la regola è che bisogna essere pacifisti per essere civili. E, in particolare, il cattolico deve essere strapacifista. Sul pacifismo poi ci si scontra sempre, è un dogma! Ma in effetti, non sta scritto da nessuna parte che Gesù era un pacifista alla Peace and Love. Ma se ci si pensa un attimo, uno può essere pacifista, solo se lo sono tutti gli altri abitanti del mondo. Se ci fossero ad esempio, Stati farabutti che volessero invadere l’Italia per prendersi tutte le nostre risorse, le case, le imprese e volessero anche schiavizzare gli uomini e violentare le donne (cioè le mamme, figlie, madri), a cosa ci avrebbe aiutato essere ferventi pacifisti? A cosa sarebbe servito? Ha giovato e servito proprio a quegli Stati farabutti. Non abbiamo forse il diritto naturale di difenderci o dobbiamo soccombere per forza? I Siriani bombardati da tutte le parti vorrebbero anche loro essere e restare pacifisti, in pace nelle loro case... Ma restano purtroppo bombardati da tutte le parti. Questa è la realtà e noi a questa ci dobbiamo attenere. Per me il pacifismo è—purtroppo—un’ideologia (peraltro oscure sono le sue origini e poco chiare le ragioni della sua massiccia diffusione), dunque esso è lontano dalla realtà (come tutte le ideologie) e come tale potenzialmente pericoloso. Ma restiamo in tema di guerra (nella speranza e con la preghiera che Nostro Signore non ce ne faccia mai subire una). Fino a che il nemico sta davanti, possiamo dire che restiamo nella normalità di una guerra (per quanto una guerra possa essere dichiarata normale). Ma quando il nemico ha la stessa tua divisa, sta vicino a te da tanto tempo, tu ti fidi di lui perché hai marciato insieme a lui e lui ha sofferto insieme a te, entrambi avete combattuto sotto la stessa bandiera, però appena gli è possibile, senza un motivo chiaro, quello ti spara alla schiena e dà indicazioni al nemico per insinuarsi nella tua posizione e conquistare il luogo che dovevi difendere: questo non è più normale, ma diventa un tradimento, una viltà, una carognata. L’immagine che vedete sopra è il nuovo Catechismo per ragazzi delle edizioni Salesiane: mostra in copertina una coppia di uomini (inequivocabilmente maschi con tanto di barba e baffi) con due bambini (inequivocabilmente una famiglia). E il Gesù raffigurato è assomiglia un po’ a Conchita Wurst (quello che si maschera da donna, con una bella barba e che disse pubblicamente "siamo inarrestabili"). L'edizione è dei Salesiani. I Salesiani, per intenderci, sono stati fondati da san Giovanni Bosco, come i Gesuiti peraltro da sant'Ignazio di Loyola (e San Francesco Saverio): tutti quanti questi santi straordinari e cattolicissimi. Il numero uno di questi ultimi, sostiene che il diavolo è solo una figura simbolica (dunque non esiste) e che e quello che c’è scritto nel Vangelo non è certo, perché i registratori ai tempi di Gesù, non c’erano. A chi gioveranno mai queste affermazioni? Sant’Ignazio di Loyola che ne penserebbe di questo suo successore? E san Giovanni Bosco lassù dal Paradiso che ha allevato migliaia di ragazzi proprio alla luce di una educazione cattolica e del catechismo, con letture che non uscivano mai dal seminato cristiano, sarà contento di vedere a chi sono oggi affidati i “suoi” ragazzi?
Il Pio 

Don Bosco / 7



«Guardatevi dalle cattive letture come da un mortale veleno delle vostre anime» (MB VIII,437)

«Facciamoci santi, se vogliamo che il mondo parli di noi» (MB XVII,557)

«In fatto di religione io sto col papa e col papa intendo di rimanere da buon cattolico sino alla morte» (MB VI,679)

«L’obbedienza innalza di merito tutte le azioni» (MB XII,459)

«Religione e ragione sono le due molle di tutto il mio sistema di educazione» (MB VII,761)

«Non ho mai visto alcuno che al punto di morte si lamentasse di aver fatto troppo bene» (MB VII,673)


«Le novene della Madre Celeste sono i giorni di propiziazione e di salute» (MB VII,824)

«Quando si tratta di salvare un’anima non temo alcuna conseguenza» (MB V,661)

«Sovente l’udimmo lodare i lavori manuali come mezzo per conservare la sanità e moralità». (MB I,358)

Don Bosco / 2 — Ci riposeremo per l’eternità

«Il demonio si adopera sempre per impedire la preghiera» (MB IX,997)

«Lavoriamo continuamente in questa vita per salvar l’anima nostra e tante altre; ci riposeremo nella beata eternità» (MB X,9)

«Un consiglio per essere felici: fuggite il peccato e frequentate la Santa comunione» (MB XVI,26)

«Come professione di fede esigeva che tutti facessero con raccoglimento e venerazione il segno della Santa Croce» (MB III,588)

«Massimo nostro dovere è che dobbiamo fare buon uso della sanità in servizio e gloria di Dio» (MB VII,834)

«Con le piccole mortificazioni si avrà il fervore nelle preghiere» (MB IX,355)

«Il Signore ai grandi bisogni manda grandi aiuti» (MB XIII,626)

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...