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Il nemico con la stessa divisa




Oggi la regola è che bisogna essere pacifisti per essere civili. E, in particolare, il cattolico deve essere strapacifista. Sul pacifismo poi ci si scontra sempre, è un dogma! Ma in effetti, non sta scritto da nessuna parte che Gesù era un pacifista alla Peace and Love. Ma se ci si pensa un attimo, uno può essere pacifista, solo se lo sono tutti gli altri abitanti del mondo. Se ci fossero ad esempio, Stati farabutti che volessero invadere l’Italia per prendersi tutte le nostre risorse, le case, le imprese e volessero anche schiavizzare gli uomini e violentare le donne (cioè le mamme, figlie, madri), 
a cosa ci avrebbe aiutato essere ferventi pacifisti? A cosa sarebbe servito? Ha giovato e servito proprio a quegli Stati farabutti. Non abbiamo forse il diritto naturale di difenderci o dobbiamo soccombere per forza? I Siriani bombardati da tutte le parti vorrebbero anche loro essere e restare pacifisti, in pace nelle loro case... Ma restano purtroppo bombardati da tutte le parti. Questa è la realtà e noi a questa ci dobbiamo attenere. Per me il pacifismo è—purtroppo—un’ideologia (peraltro oscure sono le sue origini e poco chiare le ragioni della sua massiccia diffusione), dunque esso è lontano dalla realtà (come tutte le ideologie) e come tale potenzialmente pericoloso. Ma restiamo in tema di guerra (nella speranza e con la preghiera che Nostro Signore non ce ne faccia mai subire una). Fino a che il nemico sta davanti, possiamo dire che restiamo nella normalità di una guerra (per quanto una guerra possa essere dichiarata normale). Ma quando il nemico ha la stessa tua divisa, sta vicino a te da tanto tempo, tu ti fidi di lui perché hai marciato insieme a lui e lui ha sofferto insieme a te, entrambi avete combattuto sotto la stessa bandiera, però appena gli è possibile, senza un motivo chiaro, quello ti spara alla schiena e dà indicazioni al nemico per insinuarsi nella tua posizione e conquistare il luogo che dovevi difendere: questo non è più normale, ma diventa un tradimento, una viltà, una carognata. L’immagine che vedete sopra è il nuovo Catechismo per ragazzi delle edizioni Salesiane: mostra in copertina una coppia di uomini (inequivocabilmente maschi con tanto di barba e baffi) con due bambini (inequivocabilmente una famiglia). E il Gesù raffigurato è assomiglia un po’ a Conchita Wurst (quello che si maschera da donna, con una bella barba e che disse pubblicamente "siamo inarrestabili"). L'edizione è dei Salesiani. I Salesiani, per intenderci, sono stati fondati da san Giovanni Bosco, come i Gesuiti peraltro da sant'Ignazio di Loyola (e San Francesco Saverio): tutti quanti questi santi straordinari e cattolicissimi. Il numero uno di questi ultimi, sostiene che il diavolo è solo una figura simbolica (dunque non esiste) e che e quello che c’è scritto nel Vangelo non è certo, perché i registratori ai tempi di Gesù, non c’erano. A chi gioveranno mai queste affermazioni? Sant’Ignazio di Loyola che ne penserebbe di questo suo successore? E san Giovanni Bosco lassù dal Paradiso che ha allevato migliaia di ragazzi proprio alla luce di una educazione cattolica e del catechismo, con letture che non uscivano mai dal seminato cristiano, sarà contento di vedere a chi sono oggi affidati i “suoi” ragazzi?
Il Pio 

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