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Ritornano i lupi neri col camion







Da bambino i miei genitori mi dicevano seri che se non mi addormentavo subito e senza protestare, di lì a poco sarebbero arrivati i lupi neri col camion e mi avrebbero portato via. Io ovviamente ci credevo, avevo anche un po' di paura, così mi mettevo subito in silenzio e in 
mezzo nanosecondo dormivo. La storia dei lupi neri e cattivi che li vedevo arrivare con quei furgoni scoperti tipo i Volkswagen degli anni '60, è andata avanti ancora un po', ma poi è finita naturalmente. Sono poi sopraggiunte 
altre paure, con l'età giovanile: non trovare una fidanzata ad esempio, oppure i capelli che cadevano e dunque quella di trovarsi pelato ancora giovane (che dunque ingigantiva la prima). Poi è arrivata l'età della maturità, la moglie e la calvizie mi hanno tolto le paure precedenti, ma un'altra è sopraggiunta. Una paura un po' strana in effetti: quella di cadere da innocente in un processo penale e, peggio, quella di andare come tale, in carcere. Le paure sono tali, spesso non sono reali, ma solo nella mente. Non credo innanzitutto che questa sia una paura che si usa anche in altri Stati, fatta eccezione che nelle dittature, ovviamente. A me non spaventano le leggi ancorché criticabili, ma al limite giuste e se sto attento non le violo. Spaventano molto di più gli uomini e quel loro concetto di giustizia che spesso ha poco di umano, che non sempre si capisce e che il popolo vede distante da sè milioni di anni luce, come pure il disinteresse totale verso gli uomini della terra. Quando uno sa di essere considerato solo un fascicolo con un numero da archiviare prima che si può,  come fa a stare tranquillo? E così a quasi sessant'anni sono nuovamente tornati alla riscossa i lupi questa volta con la toga nera, più anziani, ma meglio motorizzati. Però il the end non lo ho ancora scritto. Se avessi chiuso qui, Gesù sarebbe morto e risorto inutilmente. Le paure infatti, sono umane e in quanto tali le distribuisce Nostro Signore con criteri tutti suoi, per fini tutti suoi, spesso incomprensibili. Le paure come pure le croci e le prove della vita, sono spesso dolorose e pesanti da sopportare. Ma il cristiano se è rimasto tale e soprattutto se non ha svenduto il proprio tesoro della fede in cambio di un cellulare alla moda (un tempo si parlava di un piatto di lenticchie) potrebbe sempre cacciare fuori dallo scrigno che ha ricevuto in dotazione nel giorno del battesimo, la perla n. 374, chiamata "rassegnazione" e cioè quella che invita sollecitamente a dire e credere che ci si deve conformare sempre al volere di Dio, il quale conosce meglio di tutti quanto è necessario alla nostra eterna salvezza, e ciò anche quando la prova e la croce fossero terribili. Ci dobbiamo rassegnare: "il Signore ha dato, il Signore ha tolto. Sia benedetto il nome del Signore " proprio come disse Giobbe. Proprio come testimoniò Gesù nella Passione. Le prove e le croci è bene che si accettino senza riserve e condizioni, ma solo per questi motivi; e poi dobbiamo pregare Dio di sostenerci in esse affinché non cediamo e che tutto questo soprattutto ci sia di merito a sconto dei peccati e per la salvezza eterna. The end.

Il Pio 

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