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I nuovi pifferai magici




Vi ricordate la favola del Pifferaio magico di Jacob e Wilhelm Grimm (meglio noti come i Fratelli Grimm)? Una città era piena di grossi topi che provocavano continuamente danni alle cose e alle persone. Per risolvere questo problema venne incaricato un pifferaio che accettò di eseguire il servizio, ma solo se in cambio avesse ricevuto una giusta remunerazione. L’accordo si concluse positivamente. Allora il suonatore iniziò a zufolare una particolare musica che attrasse subito tutti i ratti del paese che lo seguirono come affascinati. Li condusse dunque al fiume ove, immantinente, tutti si gettarono, ad uno ad uno e affogarono senza  lasciare superstiti. Il paese dunque era libero da quella sorta di calamità bestiale, ma il Borgomastro, inspiegabilmente, non volle assolutamente pagargli il dovuto, anzi non gli pagò proprio nulla (probabilmente era l’antesignano, il capostipite, di tutti i futuri detentori degli uffici pubblici, in particolare quelli della nostra Penisola). Fatto sta che il pifferaio, senza perdersi d'animo, riprese a zufolare, ma questa volta in un’altra melodia e attrasse così tutti i bambini del paese che non fecero mai più ritorno a casa. Fine. Fiaba tristissima! Anche un po’ cruenta se vogliamo, come spesso erano tutte le favole di quell'epoca. Ma anche attuale se ci pensate un attimo. Infatti oggi, anche tutti noi che siamo inquadrabili quali esseri normali (cioè quelli del popolo o poco sopra o poco sotto) abbiamo intorno a noi numerosi favolosi pifferai magici. Ognuno suona una melodia per noi fantastica che gli altri non sanno fare; ogni musicalità infatti attira però solo un gruppo particolare di persone, una quelli vicini al ponte, un'altra quelli del centro,... 
perché c’è chi la pensa in un modo e chi la pensa in un altro… il ciclista, il professore, il cuoco, il barista, … il fatto è che loro suonano davvero molto bene e noi li seguiamo a bocca aperta come nella musica così nei ragionamenti. Ma come i ratti e poi i bambini della favola dei Grimm, seguiamo costoro senza una ragione ragionata, senza un sentimento giudicato, per emozionie, alla cieca e soprattutto non sappiamo mica dove ci stanno portando. Quello che sappiamo è che ci piace  tanto la musica di un solo particolare pifferaio e che invece la musica degli altri ci è spiacevole e ci crea tanta rabbia e risentimento. Nel mentre dunque noi godiamo la loro musica, questi potrebbero  portarci tutti dritti dentro al fiume, o dentro una caverna, o in pasto agli squali o nella tana dei pirati... Vero è anche che prima di tutto questo ci rende divisi e un popolo diviso si domina e comanda molto più facilmente e si conduce dove si vuole. Mentre i pifferai—pur facendo musiche molto diverse tra loro e apparendo tutti come avversari e in competizione tra loro, cioè (ci pare che) ognuno vada con coraggio dritto per la sua strada, verosimilmente però potrebbero anche essere tra loro segretamente legati da un accordo e a loro volta tutti incatenati al Grande unico pifferaio magico che tutto vuole e tutto domina, pronto a sbranare crudelmente chiunque non la pensi come lui. Signori miei, stiamo messi male. Non dobbiamo fidarci mai di quell’uomo che non vuole seguire Gesù e nonostante questo fa discorsi affascinanti; se infatti uno non ha Gesù nel cuore, non può che avere dentro di sè un'anima piena di peccato senza freni e di marciume peggiore, che lievitano quotidianamente. Il nostro Pifferaio magico deve essere solo Dio: è la Sua musica che ci deve guidare, è a lui che dobbiamo andare dietro nelle strade del mondo, è sempre Lui che ci deve far capire  ciò che è bene e ciò che è male fare. il resto è tutto un inganno.

Il Pio


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