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A Dio, che allieta la mia giovinezza.



Nella Chiesa Cattolica esistono due tipi di sante messe: quella antica, recitata tutta in latino, detta Tridentina perché è stata instituita nel Concilio di Trento (1545 - 1563) ma che forse era esistente anche prima di esso e quella moderna, in lingua corrente, nata dopo il Concilio Vaticano II (1962 -1965).Parlare di differenze o preferenze tra queste due messe comporta però molto spesso liti accese tra i cattolici, talvolta anche pesanti: ma il motivo di ciò poco si capisce, entrambi sono messe legittime e autorizzate dalla Chiesa
 (almeno fino a oggi). Io infatti non voglio adesso parlare né delle loro differenze né delle loro preferenze, nè dire quale sia meglio o quale sia più efficace. Però a me appassionano tanto le belle preghiere antiche, che ritengo essere molto profonde e utili. 

Nel messale tridentino ne ho trovate diverse.


Ad esempio (tra le tante):

− Salirò all’altare di Dio. A Dio, che allieta la mia giovinezza. 
(Solo un piccolo commento a questa preghiera iniziale: veniva recitata sia dal giovane sacerdote che dal vecchio: era valida e vera per entrambi, infatti la giovinezza è un fatto del cuore).


− Tu, o Dio, ritornerai a darci la vita. E il tuo popolo si allieterà in te.

Togli da noi, o Signore, le nostre iniquità, affinchè con anima pura possiamo entrare nel regno dei santi.(Si richiede costantemente la grazie di andare in Paradiso).

− Per questi evangelici detti siano perdonati i nostri peccati.

− Fa' che i nostri giorni scorrano nella tua pace e che noi veniamo liberati dall'eterna dannazione e annoverati nel gregge dei tuoi eletti. Per Cristo nostro Signore. Amen. (A ogni messa si ricordava che esiste la dannazione o la salvezza eterna: un monito costante)

liberami, mediante questo sacrosanto Corpo e Sangue tuo, da tutte le mie iniquità, e da tutti i mali: e rendimi sempre fedele ai tuoi comandamenti, e non permettere che io mai mi separi da Te.

Accetta, Padre santo, onnipotente eterno Iddio, questa ostia immacolata, che io, indegno servo tuo, offro a Te Dio mio vivo e vero, per gli innumerevoli peccati, offese e negligenze mie, e per tutti i circostanti, come pure per tutti i fedeli cristiani vivi e defunti affinchè a me ed a loro torni di salvezza per la vita eterna. (Ancora peccati e salvezza per grazie di Dio).

La comunione del tuo Corpo, Signore Gesù Cristo, ch'io indegno ardisco ricevere, non mi torni a delitto e condanna; ma per la tua bontà mi giovi a difesa dell'anima e del corpo e come spirituale medicina. (Anche se sono indegno, ardisco ricevere la comunione, che questo non mi sia di dannazione eterna).

− Signore, non son degno che Tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e l'anima mia sarà guarita.

Concedimi: di essere pronto alla morte, di temere il giudizio, di non cadere nell’Inferno, di ottenere il Paradiso. (Questa preghiera dovremo riperterla ogni giorno).

− Ti prego dunque, o piissima Madre, d'impetrare il perdono di tutti i miei peccati, un'abbondante grazia di servire il tuo Figlio d'or innanzi con maggior fedeltà, e, infine, la grazia della perseveranza finale, affinché possa lodarlo con Te per tutti i secoli dei secoli.

Infine:

Oratio ad Dominum nostrum Iesum Christum Crucifixum

Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che
alla santissima vostra presenza prostra-
to, vi prego col fervore più vivo di stam-
pare nel mio cuore sentimenti di Fede, di
Speranza, di Carità, di Dolore dei miei peccati,
e di proponimento di non più offendervi,
mentre io con tutto l'amore e con tutta la compassione vado considerando le vostre cin-
que piaghe, cominciando da ciò che disse di Voi, o mio Dio, il santo profeta David: trapassa-
rono le mie mani e i miei piedi, contarono
tutte le mie ossa. 

Amen

Il Pio

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