Etichette

Ma chi ci difende?

 

Ma chi ci difende?  Chi viene in nostro aiuto? Chi pensa a noi, misero popolo? Chi crea opere durature per noi? Chi ci sostiene? Chi crea lavoro non pubblico? Me la faccio spesso questa domanda, ma non trovo mai risposta. I politici pensano solo alla poltrona per loro e per gli amici oltre che alle elezioni, ovviamente e a null'altro. Dobbiamo pagare una TV che parla solo dei politici. Ci sommergono di tasse. Quelli controllano se abbiamo pagato anche i centesimi, altrimenti multe su multe. Quegli altri aumentano liberamente i prezzi come e quando vogliono anche ai più poveri. Giornali e TV dicono quello che "debbono" dire. Poi sembra che il quoziente intellettivo medio di quelli che comandano sia idiozia illimitata. A voler tacere dell'incolmabile divisione tra Casta e cittadini. Ma ai bisogni del popolo chi ci pensa? Non è chiara per nulla la strada dove ci troviamo e dove ci vogliono portare i potenti che comandano dai loro altissimi e ricchissimi attici e conoscono solo il loro pensiero, il pensiero della Casta, e non hanno la minima idea di quello della gente normale (ma non gliene importa nemmeno un po' di saperlo) nè di quello che avviene lungo le vie quotidiane della Terra: loro non sono di questa Terra e per questo ci disprezzano. Forse è il caso di porsi qualche domanda prima di arrivare alla fine. Gli altri che stanno lassù non ci aiuteranno di sicuro. I capi nemmeno. E il detto aiutati che Dio ti aiuta, qui forse calza a pennello. 

Il Pio 

Arcangeli Michele, Raffaele e Gabriele


Il 29 settembre la Chiesa ricorda i tre arcangeli: San Michele, San Gabriele e San Raffaele, ognuno con il proprio specifico compito. Gli arcangeli occupano la sfera più alta della gerarchia degli angeli. 

Michele, vuol dire "Chi è come Dio?", è il principe della milizia celeste che combatte contro le insidie e le malvagità del demonio difendendo gli amici di Dio e con la potenza che da lui deriva ricaccia nell'inferno satana e tutti gli spiriti maligni. San Michele è l’antitesi di Lucifero, il capo degli angeli che decise di fare a meno di Dio e che per questo precipitò all'inferno. Nella Bibbia San Michele è nominato cinque volte: nel libro di Daniele, di Giuda, nell’Apocalisse, viene raffigurato con, a seconda dei casi, il serpente, il drago, il diavolo sotto i piedi.

Gabriele, vuol dire "Forza di Dio", è l'inviato di Dio. Egli è il rivelatore ufficiale dei piani di Dio. È lui che rivelò a Daniele i segreti del suo progetto, annunciò a Zaccaria la nascita del Battista, e ancora lui apparve a Nazareth alla Vergine Maria per predirle il concepimento per opera dello Spirito Santo di Gesù. San Gabriele è considerato colui che sta al cospetto di Dio.

Raffaele vuol dire Dio ha guarito. Nella Bibbia si racconta che accompagnò e custodì Tobia nelle peripezie del suo lungo viaggio e per questo è considerato il patrono dei viaggiatori e dei turisti. Nel libro di Tobia si narra del viaggio che intraprese per recuperare un credito del padre e fu aiutato più volte da un personaggio che poi si rivelò essere l'arcangelo Gabriele.

Sono Arcangeli, molto potenti in Cielo e in terra:
- San Michele lo possiamo pregare per contrastare la perniciose influenze di Satana e chiedere il suo aiuto nella lotta contro di lui.
- San Gabriele è patrono ed aiuta e protegge chi deve portare un messaggio o comunicare una notizia.
- San Raffaele lo possiamo pregare per ritrovare la strada, come pure nella malattia, nella cecità...  

Aveva l'età mia...

Quando capita di sentire che uno sta per morire oppure ci arriva la notizia della morte di qualcuno, che dobbiamo fare (se ci concepiamo cristiani, altrimenti non dobbiamo fare proprio niente)?

Questi tipi di notizie arrivano spesso—così va il mondo, per via del peccato originale—talvolta esse vengono all'improvviso, talvolta dopo tanto tempo che uno sta male, e un cristiano non può comunque pensare alla malaugurata sorte che ha colpito il proprio conoscente, nè pensare: "aveva l'età mia" o all'ingiustizia  divina perchè l'amico nostro avrebbe dovuto vivere di più... Uno non vive in eterno e nessuno ci ha garantito che arriveremo tutti in salute fisica e mentale, oltre i cento anni (forse il demonio ce lo ha promesso, però lui promette sempre, ma non dà mai).

Ecco sul punto i consigli del Catechismo maggiore di San Pio X  


992 D. Sentendo suonare l'agonia di qualche moribondo, che cosa farete?
R. Sentendo suonare l'agonia di un moribondo, mi porterò, potendo, alla Chiesa a pregare per lui, e non potendo, raccomanderò al Signore l'anima sua, pensando che fra breve tempo avrò da trovarmi io pure in questo stato.

993 D. Sentendo il segno della morte di qualcheduno, che cosa farete?
R. Sentendo il segno della morte di qualcheduno, procurerò di dire un De profundis o un Requiem (l'Eterno riposo, ndr) per l'anima di quel defunto, e rinnoverò il pensiero della morte.

Il Pio



La spada vi porto






Oggi nel mondo cattolico è un gran parlare di fratellanza universale, di unità tra gli uomini di tutto il mondo, con tutti i corollari conseguenti. Gesù però che conosceva bene il mondo, gli uomini, il peccato originale e l'influenza del porco del demonio, duemila anni fa ci aveva già messo in guardia su come avrebbero funzionato le cose. Infatti:

"Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a metter pace, ma spada. 35 Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre, la nuora dalla suocera; 36 e i nemici dell'uomo saranno quelli stessi di casa sua. 37 Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. 38 Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita la perderà; e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà".

Dal Vangelo di Matteo.

E cosa va fatto alla sera?


 
984 D. La sera, prima di andare a riposo che cosa convien fare?
R. La sera prima del riposo, convien mettersi, come al mattino, alla presenza di Dio, recitare divotamente le stesse orazioni, fare un breve esame di coscienza e domandare perdono a Dio dei peccati commessi nella giornata.

985 D. Che cosa farete prima di addormentarvi?
R. Prima di addormentarmi farò il segno della santa Croce, penserò che posso morire in quella notte, e darò il cuore a Dio, dicendo: "Signore e Dio mio, io vi dono tutto il mio cuore; Santissima Trinità,datemi grazia di ben vivere e di ben morire; Gesù, Giuseppe e Maria, io raccomando a voi l'anima mia".

986 D. Oltre alle orazioni della mattina e della sera, in quale altra maniera si può ricorrere a Dio nel corso della giornata?
R. Nel corso della giornata si può pregare Iddio frequentemente con altre brevi orazioni che si chiamano giaculatorie.

987 D. Dite qualche giaculatoria.
R. Signore aiutatemi - Signore sia fatta la vostra santissima volontà - Gesù mio, io voglio essere tutto vostro - Gesù mio, misericordia - Dolce Cuor del mio Gesù, fa ch' io t'ami sempre più.

(dal Catechismo Maggiore di San Pio X)


Ed ora, alcune preghiere antiche, ma sempre belle e efficaci.

Preghiera del mattino

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata, fa' che siano tutte secondo la tua santa volontà per la maggior tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

Preghiera della sera

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Perdonami il male, oggi commesso e, se qualche bene ho compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

Altre antiche e bellissime giaculatorie

(Una giaculatoria—dal latino jaculari, lanciare, vibrare, denominativo da jaculum, dardo, che dal suo canto viene da jàcere, gettare—cioè è una breve orazione che si porge,  a Dio o ai santi, perchè salga rapida e diritta al cielo, come dardo o come una saetta lanciata; una breve preghiera che si recita solitamente a memoria, a voce o mentalmente, ripetendola più volte di seguito quasi come un rosario. La recita delle giaculatorie è una pratica tipica della devozione popolare; esse hanno generalmente un contenuto semplice e chiaro. Spesso sono composte in rima per facilitarne la memorizzazione.
Si racconta che la loro recita alleggerisce non poco le pene sofferte dalle anime del Purgatorio. Eccone alcune...).

O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto 
(anche in latino va bene: Deus, in adiutorium meum intende Domine, ad adiuvandum me festina).

Gesù, Giuseppe e Maria Vi dono il cuore e l'anima mia.

Gesù, Giuseppe e Maria assistetemi nell'ultima agonia.

Gesù Giuseppe e Maria spiri con voi in pace l'anima mia.

Gesù Giuseppe e Maria fate che il mio ultimo cibo sia la Santa Eucarestia.

Resta con noi Signore.

San Giuseppe, patrono della Chiesa Universale, custodisci le nostre famiglie.

Vieni, Signore Gesù.

Anime Sante del Purgatorio, intercedete per noi.

Gesù Bambino perdonami, Gesù Bambino benedicimi.

Santissima Provvidenza di Dio, provvedici nelle presenti necessità.

Veni Sancte Spiritus, veni per Mariam (anche in Italiano va bene: vieni Spirito Santo, vieni attraverso—per mezzo di—Maria)

Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

Pietà di me, Signore pietà di me.

Signore, abbi misericordia di noi.

Dio, perdona i nostri peccati, guarisci le nostre ferite e rinnova i nostri cuori, affinché possiamo essere una sola cosa in Te.

Santi angeli custodi preservateci da tutte le insidie del maligno.

Sia gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

Diavoletto scappa via. Angioletto vieni qua. Buona notte a mamma e papà.

Santa Barbara benedetta salvaci dal fulmine e dalla saetta.

San Michele difendici nella battaglia, salvaci dalla perdizione eterna.

Buonanotte Madonnina! Tu sei la dolce mia mammina.

...

il Pio

Cosa va fatto la mattina?



972 D. Che cosa deve fare un buon cristiano la mattina subito svegliato?
R. Un buon cristiano, la mattina appena svegliato, deve fare il segno della santa Croce ed offrire il cuore a Dio, dicendo queste o altre simili parole: Mio Dio, io vi dono il mio cuore e l'anima mia.

973 D. A che cosa si dovrebbe pensare levandosi dal letto e vestendosi?
R. Levandosi dal letto e vestendosi, si dovrebbe pensare che Dio è presente, che quel giorno può esser l'ultimo della nostra vita; e levarsi e vestirsi con ogni possibile modestia.

974 D. Levato e vestito, che cosa deve fare un buon cristiano?
R. Un buon cristiano, appena levato e vestito, deve mettersi alla presenza di Dio, e inginocchiarsi, se può, innanzi a qualche divota immagine, dicendo con divozione: Vi adoro, mio Dio, e vi amo con tutto il cuore; vi ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte; vi offerisco tutte le mie azioni, e vi prego di preservarmi in questo giorno dal peccato, e di liberarmi da ogni male. Così sia. Reciti quindi il Pater Noster, l'Ave Maria, il Credo e gli atti di Fede, di Speranza e di Carità, accompagnandoli con vivo affetto del cuore.

975 D. Quali pratiche di pietà dovrebbe ogni giorno compiere il cristiano?
R. Il cristiano, potendolo, dovrebbe ogni giorno:
1. assistere con divozione alla santa Messa;
2. fare una visita, anche brevissima, al SS. Sacramento;
3. recitare la terza parte del santo Rosario.



(Capo VIII. Degli esercizi divoti che si consigliano al cristiano per ogni giorno. Dal Catechismo Maggiore di San Pio X)

Qualcosa non riporta...


 
Chi ha studiato legge sa che un cittadino non può mai contestare la discrezionalità dello Stato o della Pubblica amministrazione in genere (salvo ad esempio i casi di violazione di legge). Se dunque un Comune mettesse un divieto di sosta su strada larghissima, spaziosa e dritta, in cui tra l'altro si deve anche procedere lentamente, quello che su questa strada ha ricevuto la multa, non può fare ricorso contro di essa mettendo in discussione la scelta dell’ente pubblico e se lo fa (normalmente) perde. E’ uscito un decreto legge con cui si stabilisce, tra l’altro che il dipendente privato, se non ha il green pass non può andare a lavoro e deve tornare a casa (e fino a qui ci potrebbe anche stare, visti i presupposti) ma in tal caso questo “criminale, disassociato” non ha diritto allo stipendio (quasi fosse una punizione per quello che ha fatto) fino a che non ha il green pass. Ma qui i dubbi se quella discrezionalità sia in effetti legittima, vengono tutti fuori. Se si parla di impiegati pubblici, lo Stato, il comune… che li ha assunti e risultano dunque essere ufficialmente i loro datori di lavoro, possono decidere quello che vogliono anche per legge; ma su un dipendente privato deve decidere solo l’imprenditore (privato) che lo ha assunto perché questi potrebbe anche volerlo ugualmente pagare e magari dargli anche l’aumento, pure se sta a casa a non fare nulla, come altresì gli potrebbe chiedere di lavorare a casa in smart working. E poi non tutti i dipendenti sono tra loro equivalenti e sostituibili facilmente, alcuni sono davvero indispensabili e la loro assenza potrebbe dare nocumento alla azienda e così potrebbe accadere che anziché uno senza green pass che deve andare a casa, alla fine dell’anno ci andranno cento vaccinati e poi per sempre. 
Va bene il mandare a casa, al limite, ma come fa uno Stato a pensare di imporre a un imprenditore (privato, che dunque mette i suoi soldi nell’impresa, senza normalmente ricevere aiuti da nessuno) a non pagare lo stipendio a un suo collaboratore? Se lo vuole fare? I soldi sono dell’imprenditore (privato) e in teoria questi può discrezionalmente farne ciò che vuole, addirittura anche gettarli dalla finestra oppure regalarli a chi vuole. Sono suoi, i soldi. Lo Stato dopo aver obbligatoriamente prelevato denaro dalle imprese con l’imponente e terribile tassazione non può anche dirgli “quel tizio non lo devi pagare perché lo dico io”: ma non esistono più i diritti fondamentali della persona, l'Italia non è sempre una Repubblica fondata sul lavoro? Mi pare dopo una lettura cursoria del decreto, di rinvenirvi una leggera cattiveria, una timidissima incapacità di comprendere la vita reale, una lievissima arroganza e solo un pizzico di delirio di onnipotenza. Ma ho detto che questo “mi pare sia così”, donde se dovessi aver errato, chiedo davvero umilmente scusa a tutti. Però ho l’impressione che se il decreto fosse stato partorito dall’assemblea del più scassato e litigioso condominio di Italia, qualcosa di meglio forse sarebbe venuto fuori.

Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...