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"Da solo non farai nulla!"




« La fede datami dal Battesimo mi suggerisce con voce sicura: ' Da te solo non farai nulla, ma se Dio avrai per centro di ogni tua azione allora arriverai fino alla fine '. Ed appunto ciò vorrei poter fare, e prendere come massima il detto di sant'Agostino: ' Signore, il nostro cuore non è tranquillo finché non riposa in Te».

(Frassati Pier Giorgio, Lettere 1906-1925, Vita e Pensiero, Milano 1995)

Finalmente!



"Finalmente" siamo un Paese civile... Eppure ci danno la “maglia nera” in tantissime faccende. Abbiamo la corruzione più elevata, una burocrazia spaventosa, una tassazione a livello di persecuzione, politici inefficienti, strade dissestate, leggi poco chiare, criminalità elevata…  



“Finalmente” significa semplicemente “alla fine”, ma spesso ha un significato più profondo, come per spiegare l’arrivo di qualcosa lungamente atteso. E messo in una frase le dà un senso molto chiaro. Quasi di parte. Per esempio. Il 20 settembre 1870 le truppe sabaude entrano attraverso la Breccia di Porta Pia a Roma a la annettono definitivamente all’Italia. Per molti è stato un fatto doloroso, in particolare per i romani che al Papa volevano bene e non volevano assolutamente un re cispadano. Invece felicissimi erano massoni, anticlericali e nemici della Chiesa. Ma non andiamo oltre. Se sull’argomento apriamo i libri di storia in molti casi leggiamo—a commento del fatto—“finalmente Roma ritorna all’Italia”. Finalmente, che? Roma era del Papa e della Chiesa da quasi 1600 anni. Praticamente da sempre. Prima c’era stato l’Impero romano. Non c’era nessun finalmente da dire. Ma quei finalmente ci chiariscono senza ombra di dubbio, da che parte provengono gli storici che scrivono in tal modo, cosa e come pensano. Quei libri poi vengono dati in pasto ai giovani scolari delle scuole pubbliche, perché possano farsi una “propria” cultura. E veniamo a oggi. Da molti giorni assistiamo a una serie di finalmente che mette paura. Infatti l’Italia finalmente è entrata tra i Paesi civili perché ha approvato (deve ancora approvare) la legge sulle unioni civili tra gente dello stesso sesso. Finalmente. Dovremmo però domandare a chi, tronfio, si riempie la bocca pronunciano quei finalmente, il perché questo è il segno certo e inequivocabile del raggiungimento della massima civiltà per un Paese, perché nessuno ce lo ha spiegato fino a adesso. Fino a adesso ci è stato dato come un dogma, e come tale incontestabile, a pena della “scomunica civile”. Ora l’Italia è un Paese civile, dicono. Eppure ci danno la “maglia nera” in tantissime faccende. Abbiamo la corruzione più elevata, una burocrazia spaventosa, una tassazione a livello di persecuzione, politici inefficienti, strade dissestate, leggi poco chiare, criminalità elevata… Immigrazione incontrollata e ormai incontrollabile… E se ti senti male devi solo sperare di trovare un medico o un infermiere che almeno ti guardino e non ti lascino abbandonato in corridoio, col neon che lampeggia e i cartelli appiccicati al muro col cerotto. E poi c’è un popolo sempre più stanco e sfiduciato, avvilito. Nessuno lo aiuta, nessuno lo pensa (se non quando ci sono le elezioni). Nessuno lo difende. Eppure quelli ci dicono che siamo finalmente un Paese civile. Ma forse c’è qualcosa che funziona. L’unica cosa infatti che in Italia funziona sono le opere di carità, quelle che fa da solo il popolo a spese proprie. Su questo forse siamo tra i primi nel mondo. E ciò deriva da una millenaria tradizione cristiana cattolica che quelli dei finalmente odiano apertamente e se ne vergognano di averla di fronte agli altri Paesi civili. Vergogna! Speriamo che un giorno il popolo potrà dire, tirando il fiato, «finalmente!».

Cristiani, strana gente

Con accento di tristezza, l'imperatore si rivolse a loro dicendo : «Che cosa posso fare ancora per voi? Strani uomini! Che volete da me? Io non lo so. Ditemelo dunque voi stessi, o cristiani abbandonati dalla maggioranza dei vostri fratelli e capi, condannati dal sentimento
popolare; che cosa avete di più caro nel cristianesimo?». Allora simile a un cero candido si alzò in piedi lo starets Giovanni e rispose con dolcezza: «Grande sovrano! Quello che noi abbiamo di più caro nel cristianesimo è Cristo stesso. Lui Stesso e tutto ciò che viene da Lui, giacché noi sappiamo che in Lui dimora corporalmente tutta la pienezza della Divinità. Da te, o sovrano, noi siamo pronti a ricevere ogni bene, ma soltanto se nella tua mano generosa noi possiamo riconoscere la santa mano di Cristo. E alla tua domanda che puoi tu fare per noi, eccoti la nostra precisa risposta: confessa, qui ora davanti a noi, Gesù Cristo Figlio di Dio che si è incarnato, che è resuscitato e che verrà di nuovo; confessalo e noi ti accoglieremo con amore, come il vero precursore del suo secondo glorioso avvento».

(Vladimir Soloviev, Il Racconto dell’Anticristo, ed. Marietti)

Anche per uno solo



...Ricorda l'incontro con un missionario del Pime, padre Angelo Biraghi, sul Rio delle Amazzoni. Giussani lo accompagna in un pezzo di desobriga (la visita pastorale alle comunità dell’interno) e lo vede mettersi le calosce fino alla vita ed entrare nel fango, e allontanarsi, per arrivare dopo otto ore da un seringueiro che nella foresta tirava fuori la gomma dagli alberi. «Sarò stato lì almeno mezz'ora senza muovermi, pensando: "Ma guarda cos'è il cristianesimo!"», dice Giussani: «Quest'uomo che rischia la pelle per uno (uno!), per andare a trovare uno che prima non aveva mai conosciuto e che magari non avrebbe mai più visto nella vita, per portargli una parola e per segnare un gesto di amicizia!»….

(Silvia Caironi Tracce 4/3/2014)

Libero arbitrio






















Siamo nel Canto XVI del Purgatorio e Dante entra nella III Cornice dove trova gli iracondi. Passa attraverso il denso fumo che rende quel luogo più buio di una notte priva di qualunque stella e irrita fortemente gli occhi del poeta ed è costretto a chiuderli e ad appoggiarsi al maestro. Qui Dante cammina come un cieco. Incontra dunque Marco Lombardo con cui inizia un discorso sul libero arbitrio. Marco afferma che il mondo è cieco e Dante sembra proprio venire da lì. Gli uomini, infatti, riconducono la causa di tutto al cielo, come se esso determinasse necessariamente gli eventi: ma se così fosse il libero arbitrio sarebbe nullo, e non sarebbe giusto essere premiati per la virtù e puniti per la colpa. Il cielo, prosegue Marco, dà inizio alle azioni umane, almeno ad alcune, ma in ogni caso l'uomo può scegliere tra bene e male, e la volontà è in grado di vincere ogni disposizione celeste. Gli uomini sono dunque guidati dal proprio intelletto, che è una forza ben maggiore di quella delle influenze astrali.


« Ciao, Signò!»


Il cattolicesimo è una religione umana, semplice, in cui Dio non è un padrone lontano e insensibile, ma un Padre buono che ci vuole bene.


Due frasi ho sentito ultimamente che mi hanno convinto, anzi veramente mi hanno confermato, che il cattolicesimo è una religione umana, semplice, in cui Dio non è un padrone lontano e insensibile, ma un Padre buono che ci vuole bene e in cui i cattolici sentono costantemente questo rapporto di Padre e figlio. E vivono così. Sì, poi arrivano quelli bravi che ti dicono che tanti cattolici sono però ipocriti, dicono, ma non fanno, quindi… quindi—mi viene da dire—peggio per loro innanzitutto, e peggio anche per quelli che colgono solo queste cose del cristianesimo (e poi gli ipocriti stanno in tutti i settori). (Beati quelli che hanno un cuore semplice, cattolico!). Due frasi dicevo. Entrambe sono state pronunciate da persone anziane (sarà un caso, ma oggi noi siamo un po’ troppo psicologi, adulti, intellettuali, manualistici e quella semplice semplicità di cuore, quel rapporto filiale, non sempre l’abbiamo ed è davvero un peccato). La prima frase. A una vecchia che usciva dopo la messa in rito antico (quella in latino per intenderci) un conoscente le ha chiesto come faceva a pregare in quel modo se non capiva una sola parola di quello che si diceva. Gli ha risposto secca: «io non capisco, ma l’importante è che capisca il Signore». La seconda. Ero in chiesa inginocchiato all’ultima fila per salutare Gesù. Entra un signore, da solo e sulla porta alza la mano in segno di saluto cordiale e dice contento «Ciao Signò!» e si fa il segno della croce. Fede, fiducia, semplicità. Che bello. Che bello.
Il Pio

Si alzò Gamaliele

Se infatti questo piano o quest'opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!


«Si alzò allora nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di farli uscire per un momento e disse: «Uomini d'Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui furono dissolti e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui si dispersero. Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest'opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!». 

(Atti degli Apostoli 5,34-39)

Sono felici perché hanno Cristo.

Sembra che i problemi del mondo siano limitati all’Ucraina, a Gaza, all’Iran e a poco altro. Nel silenzio più totale, anche di chi dovrebbe ...