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Un'anima bell'e fatta



C’è qualcosa di peggio dell’avere un cattivo pensiero.
È avere un pensiero bell’e fatto.
C’è qualcosa di peggio dell’avere una cattiva anima e anche del farsi una cattiva anima. È avere un’anima bell’e fatta.
C’è qualcosa di peggio anche dell’avere un’anima perversa. È avere un’anima abituata.
Si sono visti i giochi incredibili della grazia e le grazie incredibili della grazia penetrare in una cattiva anima e anche un’anima perversa e si è visto salvare ciò che sembrava perduto. Ma non si è visto bagnare ciò che era verniciato, non si è visto attraversare ciò che era impermeabile, non si è visto ammorbidire ciò che era abituato.
Proprio le persone più oneste, o semplicemente le persone oneste, o insomma coloro che vengono denominati tali, che amano ritenersi tali, non hanno essi stessi difetti nell’armatura. Non sono feriti.
La loro pelle morale sempre intatta dà loro un cuoio e una corazza senza difetti. Non presentano quella apertura prodotta da una spaventosa ferita, da un’indimenticabile miseria, da un invincibile rimpianto, da un punto di sutura estremamente mal legato, da una mortale inquietudine, da un’invisibile recondita ansietà, da una segreta amarezza, da un precipitare perpetuamente mascherato, da una cicatrice eternamente mal rimarginata. Non presentano quell’apertura alla grazia che è essenzialmente il peccato. Poiché non sono feriti, essi non sono più vulnerabili. Poiché non mancano di niente non si dà loro niente. Poiché non mancano di niente non si dà loro ciò che è tutto.
La stessa carità di Dio non medica colui che non ha piaghe. Perché un uomo era a terra, il Samaritano, lo rialzò. Perché la faccia di Gesù era sporca Veronica la asciugò con un panno. Ora colui che non è caduto non sarà mai rialzato; e colui che non è sporco non sarà mai asciugato. Le «persone oneste» non si lasciano bagnare dalla grazia. È una questione di fisica molecolare e globulare. Ciò che si definisce morale è uno strato che rende l’uomo impermeabile alla grazia. ….Perciò niente è contrario a ciò che si definisce (con un nome un po’ vergognoso) religione quanto ciò che si definisce morale. La morale ricopre l’uomo contro la grazia. […]
La morale è una proprietà, un regime e certamente un gusto della proprietà. La morale ci fa proprietari delle nostre povere virtù. La grazia ci dà una famiglia e una razza. La grazia ci fa figli di Dio e fratelli di Gesù Cristo

(Peguy Nota congiunta su Cartesio e la filosofia cartesiana)

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