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Si mise in disparte e pregò


Testimonianza su Pier Giorgio Frassati del On. Attilio Piccioni

«Pochi giorni prima della sua morte, egli fece la scalata ad una delle più ardue vette delle nostre Alpi insieme con un gruppo di altri ardimentosi alpinisti. Giunto sulla vetta mentre gli altri si disponevano a godere il ben meritato riposo e a bearsi dello sfavillante paesaggio alpino egli si trasse qualche passo in disparte e inginocchiato, colle mani giunte e gli occhi rivolti al raggiante cielo, si mise a cantare l’Angelus. Chi mi ha narrato questo episodio fu un suo compagno nella scalata che non vive nella nostra fede, anzi la nega; ma lo narrò con tale semplicità di parole e con tale intima convinzione che, al solo ricordo, gli occhi si inumidirono».


(Luciana Frassati, La piccozza di Pier Giorgio, SEI, Torino 1995).

Il problema è sempre un altro

…A parte che non imponiamo nulla a nessuno, ma vorremmo solo continuare a fare quello che abbiamo fatto da duemila anni. Avremmo o no, un "diritto acquisito"?



Il mio amico Marco quando c’è una difficoltà di natura personale, un “no” a qualcosa, motivato per qualcosa, dice che il «problema è sempre un altro». Cioè non quello che viene detto subito è determinante per impedire un certo comportamento, ma quasi sempre un altro motivo, più contorto, più interno che non si vuole dire. Non si ammette nemmeno a se stessi. Ma andando a fondo spesso si capisce che il problema vero non è il primo che si espone pubblicamente, ma un altro, ripeto, più contorto e più interno. Ma questo è quello vero e che ci fa esprimere la nostra decisione. Così pensando ai numerosi presidi e professori che vogliono togliere il crocifisso dalle scuole, non vogliono fare le feste di Natale… Molti anni fa—ad esempio—alcuni ragazzi delle superiori che avevano chiesto ai propri presidi di poter recitare prima delle lezioni scolastiche la preghiera dell’Angelus (tre minuti!) si erano visti porre un rigoroso rifiuto perché altrimenti tutti avrebbero voluto fare una cosa del genere (?) e perché chi non era cattolico poteva sentirsi escluso (!). E’ la stessa motivazione poi data per togliere i crocifissi, per non fare le recite natalizie e eliminare il prosciutto e l’arista dalle mense: quelli che appartengono alle altre religioni potrebbero sentirsi segregati e rimanerci male, ove non addirittura turbarsi profondamente. Frasi sentite migliaia di volte, talmente tante volte che ormai per tutti sono vere, ma come spesso succede i ritornelli dei salmi laici e laicisti, spesso non affondano le radici nella realtà, ma in quella pessima faccenda che è l’ideologia che tanti danni ha sempre fatto dall’inizio della storia a oggi. A parte che la stessa delicatezza non mi pare avvenga nei nostri confronti, nei Paesi in questione e in diritto vale sempre il principio della reciprocità che ora non spiego. A parte che bisogna vedere quanto davvero ci rimangano male o chi sia a restare turbato da un Tu scendi dalle Stelle. A parte che non imponiamo nulla a nessuno, ma vorremmo solo continuare a fare quello che abbiamo fatto ininterrottamente da duemila anni (mi pare un tempo abbastanza lungo per pretendere di avere quei diritti acquisiti di cui ogni tanto i giudici parlano). A parte che sono i cattolici che spesso subiscono aggressioni a casa propria (oltre che all’estero). A parte che le altre religioni ci ammazzano in nome della loro religione, senza preoccuparsi se poi rimaniamo turbati. A parte questo e altro, mi pare che anche qui il problema sia un altro. Cioè le altre religioni non c’entrano nulla. C’entra invece una radicale cristianofobia, un odio viscerale che gli stessi europei hanno solo verso la religione cattolica, solo verso questa; questo è il punto contorto e interiore di cui si parlava prima. Questo è il vero problema. Se al posto dei ragazzi di cui ho parlato prima fossero andati a chiedere di poter dire una preghiera prima dell’inizio delle lezioni gli islamici o gli indù o i sic, le loro richieste sarebbero state accolte immediatamente e con gaudio e il preside che l’avesse autorizzate sarebbe finito in prima pagina sui giornali come un eroe. Invece se avesse autorizzato l’Angelus sarebbe stata una “notizia choc” con disdegno dei ben pensanti e infamia popolare. Ecco dunque il problema: l’odio è verso i cattolici da parte dei propri fratelli. A casa propria, da parte dei propri compatrioti. Eppure sarebbe solo il ritorno al cristianesimo vero e quotidiano che ci potrebbe salvare dal non senso della vita, dalla tristezza e dai nostri nemici, oltre che l’anima. Ma se vi piacciono i minuti di silenzio al posto di un l’Eterno riposo e le feste della luce al posto del Natale, allora non leggete più questo blog. Il punto è anche: «quando il Signore tornerà sulla terra troverà la fede?». Speriamo di sì.

La crociata dei rosari

...Pio V non ebbe paura della violenza musulmana e preoccupato delle mire geopolitiche dei turchi, promosse la «Lega Santa» dei principi cristiani contro la mezzaluna, unendosi in alleanza con Genova, Venezia e Spagna. Le forze navali della Lega si scontrarono, il 7 ottobre 1571, con la flotta ottomana nelle acque al largo di Lepanto, riportando una memorabile vittoria, che si verificò grazie, soprattutto, alla crociata di Rosari che erano stati recitati per ottenere l’aiuto divino. La vittoria venne comunicata “in tempo reale”: Pio V ebbe, infatti, una visione, dove vide cori di Angeli intorno al trono della Beata Vergine che teneva in braccio il Bambino Gesù e in mano la Corona del Rosario. Dopo l’evento prodigioso – era mezzogiorno – il Papa diede ordine che tutte le campane di Roma suonassero a festa e da quel giorno viene recitato l’Angelus a quell’ora. Due giorni dopo un messaggero portò la notizia dell’avvenuto trionfo delle forze cristiane. Il 7 ottobre del 1571 venne celebrato il primo anniversario della vittoria di Lepanto con l’istituzione della «Festa di Santa Maria della Vittoria», successivamente trasformata nella «Festa del Santissimo Rosario». San Pio V nella sua vita non cercò mai altri interessi che quelli del Regno di Dio e prima di spirare dichiarò ai cardinali, radunati intorno al suo letto: «Vi raccomando la santa Chiesa che ho tanto amato! Cercate di eleggermi un successore zelante, che cerchi soltanto la gloria del Signore, che non abbia altri interessi quaggiù che l’onore della Sede Apostolica e il bene della cristianità».

(Cristina Siccardi, tratto da www.santiebeati.it)

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...