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Nulla avviene senza la partecipazione di Dio



1. Due sono le vie, una della vita e una della morte, e la differenza è grande fra queste due vie.

2. … non farai morire il figlio per aborto né lo ucciderai appena nato.

5. La tua parola non sarà menzognera né vana, ma confermata dall'azione.

6. Non odierai alcun uomo, ma riprenderai gli uni; per altri, invece, pregherai; altri li amerai più dell'anima tua.

1. Figlio mio, fuggi da ogni male e da tutto ciò che ne ha l'apparenza.

3. Figlio mio, non abbandonarti alla concupiscenza, perché essa conduce alla fornicazione; non fare discorsi osceni e non essere immodesto negli sguardi, perché da tutte queste cose hanno origine gli adultéri.

10. Tutte le cose che ti accadono accoglile come dei beni, sapendo che nulla avviene senza la partecipazione di Dio.

2. Cercherai poi ogni giorno la presenza dei santi, per trovare riposo nelle loro parole.

4. Non starai in dubbio se (una cosa) avverrà o no.

6. Se grazie al lavoro delle tue mani possiedi (qualche cosa), donerai in espiazione dei tuoi peccati.

12. Odierai ogni ipocrisia e tutto ciò che dispiace al Signore.


(Dalla Didakè, Capitolo 1)

Io non lo avrei mai fatto.


Io non sono un biblista o un teologo. Ma avevo già digerito male, pochi anni fa, la nuova versione della frase drammatica e terribile che Gesù disse a San Pietro (pochi secondi dopo averlo nominato capo supremo della Chiesa): «vade retro, Satana». Oggi a Messa sentiamo al suo posto: «vai dietro a me, Satana». Ce l’hanno spiegato benissimo, il senso, il motivo, l’etimologia, la semiotica, la translitterazione...: tutto corretto. Ma di primo acchito, da popolano, a sensazione, mi pare che così la gravità di quella frase perda almeno il 75%, fino a quasi far ridere. A un nemico pericolosissimo, normalmente, non lo si fa andare dietro le proprie spalle, ma lo si fa allontanare, gli si dice “arretra, vai indietro, torna nella tua luridissima tana—e perché no?—vade retro, porco maledetto!”. A un avversario poi, maledetto e porco, come Satana (e San Pietro in quel momento per Gesù era come Satana!), non gli si può dire mettiti dietro di me e seguimi. Satana è Satana e resterà tale per l’eternità, già sconfitto in eterno nell’Inferno, perché all’inizio della storia non voleva Gesù, figuriamoci poi, se Lo segue. Insomma io quella frase non l’avrei proprio modificata (anche perché è parola di Gesù). Ultimamente si sta pensando anche di cambiare una parte del Padre nostro. Anche qui ce l’hanno spiegato benissimo, il senso, il motivo, l’etimologia, la semiotica, la translitterazione...: tutto corretto. Ma modificare proprio la preghiera che ha creato e dettato Gesù e che da secoli il popolo di Dio ha recitato sempre in un certo modo e con certe parole, umilmente, senza protestare, non mi pare una faccenda che doveva essere fatta per forza. Non si cambiano le preghiere. Quelle parole non erano nostre, ma di Gesù e hanno unito tutti i cattolici dall’inizio della storia a oggi. In un momento come questo, proprio la preghiera del Padre Nostro si doveva modificare? Non c’erano altri problemi più gravi e importanti da risolvere? Probabilmente no. E così tutti sono in diritto di pensare che tutto il depositum fidei (il deposito della fede), dal vangelo, alla dottrina cattolica e al catechismo… è qualcosa di temporaneo e pertanto si può modificare, se gli studiosi e gli esperti lo ritengono più corretto. Oppure democraticamente, se vogliamo, a maggioranza dell’assemblea. O, peggio, se il mondo lo chiede. Ma il depositum fidei è qualcosa che deve essere conservato così com’è, come ci è stato tramandato da oltre duemila anni dai nostri predecessori. E poi se non ricordo male, Gesù non aveva tanta fiducia dei sapienti. E forse nemmeno dei referendum (ricordiamoci che Gesù è morto democraticamente, proprio a seguito di un referendum), Gesù infatti ha attribuito tutti i poteri della Chiesa nascente non a un collegio che procede a maggioranza, ma a una sola persona (il Papa). Sicuramente poi non apprezzava tutto quello che proveniva dal mondo e soprattutto da colui che lo tiene in mano (il Principe di questo mondo). Temo che molti Pastori che ci stanno guidando, si sono scordati qualcosa, come ad esempio quale sia il centro di tutto, e il gregge che li segue rischia di finire dentro il fiume (sempre ammesso che ci sia ancora un gregge). La situazione non è bella per niente. Stiamo attenti e non seguiamo pastori ribelli e rivoluzionari. Quelli che ballano durante la Santa Messa. Quelli che durante le omelie, parlano solo del sociale e dell’ecologia, ma mai di Gesù e della Madonna. Quelli che propongono una morale disincarnata da Gesù. Quelli che sostengono che la Chiesa per oltre 1900 ha sbagliato tutto, ma solo negli ultimi 50 ha capito tutto. Quelli che vogliono cambiare la Dottrina e il Catechismo in nome del dialogo e delle aperture… 

Il Pio

«Ho visto il “santo tuo”».



Mi ricordo che quando distribuivo in ufficio il santino di Pier Giorgio Frassati, in occasione del 4 luglio, molti colleghi lo prendevano con indifferente distacco e lo lasciavano per anni sullo stesso punto della scrivania. Altri invece lo guardavano, leggevano cosa c’era scritto dietro e alla fine mi chiedevano «chi è questo… Pier Giorgio Frassati?». Dovete sapere, e chi vive negli uffici lo sa bene, che se devi parlare di calcio o di stupidaggini hai a tua disposizione tutto il tempo che vuoi e il tuo interlocutore ti sta a sentire con la massima attenzione fino alla fine. Se devi parlare di cose serie, questa regola quasi mai si può applicare. E non è assolutamente facile sintetizzare chi era Pier Giorgio in poche parole. Così cercando di restare nei pochi secondi che avevo a mia disposizione risposi «Pier Giorgio è un ragazzo che ha vissuto tutta la vita, tutte le cose che faceva, cristianamente…»; stop, il tempo è finito. Però tante volte succedono poi cose strane. E così nei mesi o negli anni successivi mi è capitato che un collega mi incontrasse e mi dicesse «ieri ho visto il “santo tuo”» (cioè aveva letto sui manifesti di un incontro sul nostro beato, con tanto di foto), oppure «guarda, oggi ho la camicia come quella di Pier Giorgio» (quella a righe grandi verticali, che porta Pier Giorgio con le braccia conserte), oppure al telefono «come si chiama quel santo, giovane, moro, alto che mi hai raccontato…?». Comunque è sicuro che se riuscissimo a far conoscere la vita di Frassati, non solo ai giovani, ma pure agli adulti (che capita che siano più smarriti e intontiti dei primi) e (perché no?), anche agli anziani (che vivono in un mondo anni luce diverso da quando erano giovani), sarebbe una cosa non solo straordinaria, ma anche molto utile per la vita e l’anima di tutti e magari, potrebbe anche accadere qualche miracolo, se in tanti lo pregassimo cordialmente. D’altra parte ciò che colpisce di Pier Giorgio è proprio quello che dissi frettolosamente a quella collega. Ogni singola faccenda della sua vita era illuminata da Gesù, l’amicizia, lo studio, la montagna, la famiglia… Faceva un numero esagerato di opere di carità (visite ai poveri, provvedeva ai loro bisogni,…). Si preoccupava di tutti, ma proprio di tutti, del loro destino e dei loro bisogni materiali. Di lui si può dire con certezza che fosse un giovane per cui la carità andava messa sopra tutte le cose. Pregava molto (il rosario quotidiano, in particolare), andava a messa tutti i giorni fin dall’età di tredici anni (e quando gli era possibile ci portava i suoi amici e anche gente sconosciuta). Quindi la sua, era una santità non tutta esclusivamente spirituale. Ma nemmeno tutta esclusivamente operativa. Ma l’una era sinergia all’altra, come disse lui stesso a un’amica: «Gesù mi fa visita ogni mattina nella Comunione, io la restituisco nel misero modo che posso, visitando i poveri». Pensate quanto sarebbe bello se tutti i cristiani fossero come lui. Se tutti ragionassimo così come lui. E vivere così non sarebbe nemmeno tanto impossibile. Infatti quello che è importante ricordare che l’elemento distintivo di Pier Giorgio non è il suo carattere fermo e solido o la sua simpatia trascinatrice (a Torino, negli anni ’20, di altri giovani di carattere e simpatici ce ne erano pure molti); quello che invece fa di lui un personaggio di cui si può giustamente parlare ancora oggi, è la sua straordinaria Fede. E la Fede non è una dote personale, non è parte del DNA, per cui c’è chi ce l’ha e chi purtroppo no. La Fede è un dono e come tale può essere richiesto a Nostro Signore. Anche per intercessione del beato Pier Giorgio Frassati.
Il Pio

Gesù non camminava sulle acque e era un bravo pranoterapeuta



Quella che leggerete ora è un pensiero di qualche anno fa di un noto Cardinale, Monsignor R. «Io ritengo che [Gesù] fosse un abile guaritore, ma certi miracoli sulla natura, come camminare sulle acque, devono essere stati adattamenti degli evangelisti tratti dalle profezie bibliche». Bene. Ad una prima lettura uno potrebbe dire: “è tutto giusto e sensato”. Ma prendiamo innanzitutto le parole “un abile guaritore” riferite a Gesù: sono devastanti! Sono quelle parole—come le successive—che si insinuano nel cervello come una zecca e restano lì a rodere e a fare del male. Gesù non è un abile guaritore, laddove “abile” è il tocco da artista, quell’aggettivo che fa cadere nel dubbio tutto il resto, e ti fa quasi pensare che Gesù fosse solo un uomo e un bravo ed esperto pranoterapeuta, ma nient’altro. Gesù è il Figlio di Dio, Lui stesso Dio, Creatore del cielo e della terra e di ogni cosa visibile e invisibile, come diciamo ogni volta nel Credo, cioè in quella preghiera in cui  ci ricordiamo quali sono i fondamenti della nostra fede che, se disattesi, ci renderebbe immediatamente eretici; 
figuriamoci poi se Dio non sa camminare sulle acque o sconvolgere la natura oppure cambiare le rigidissime regole della fisica, Lui le ha fatte e in ogni momento le può disfare o modificare come e quando vuole. Non a caso i miracoli avvengono pure oggi, ininterrottamente da 2025 anni. Gesù è anche risorto e questa è la Verità più importante della nostra Fede, se non sapeva camminare sulle acque figuriamoci se sapeva risorgere, comunque nessun pranoterapeuta. lo ha mai saputo fare! Poi il ragionamento continua e diventa ancora più pernicioso al fedele. Gli evangelisti (Matteo, Marco Luca e Giovanni) probabilmente, per tirare l’acqua al loro mulino, avrebbero inventato dei fatti straordinari, sconvolgenti (per colorare forse la narrazione oppure per far capire che quello che era stato scritto sulla Bibbia si era avverato), fatti straordinari e sconvolgenti probabilmente descritti per colpire il popolino credulone (ma non gli istruiti!), ma che come tali non possono essere mai accaduti. Un adattamento. Una fake news, parlando come oggi.  E non è nemmeno l’unico a parlare e scrivere sulla stessa identica lunghezza d'onda. Io credo solo al Credo. E soprattutto, ma a chi giova tutte queste cattive esternazione sempre più numerose? Alla Chiesa, al popolo di Dio? Alla salvezza delle anime? Avete capito come stiamo messi?   
Il Pio 

Catechismo - 9




SESTO COMANDAMENTO. 

201 Che ci proibisce il sesto comandamento «non commettere atti impuri» ? Il sesto comandamento Non commettere atti impuri ci proibisce ogni impurità: perciò le azioni, le parole, gli sguardi, i libri, le immagini, gli spettacoli immorali.


202. Che ci ordina il sesto comandamento?

II sesto comandamento ci ordina di essere « santi nel corpo », portando il massimo rispetto alla propria e all'altrui persona, come opere di Dio e templi dove Egli abita con la presenza e con la grazia.


(Catechismo di San Pio X)

Catechismo - 8



DECIMO COMANDAMENTO



211 Che ci proibisce il decimo comandamento " non desiderare la roba d'altri"?
Il decimo comandamento Non desiderare la roba d'altri ci proibisce l'avidità sfrenata delle
ricchezze, senza riguardo ai diritti e al bene del prossimo.

212 Che ci ordina il decimo comandamento?

Il decimo comandamento ci ordina di essere giusti e moderati nel desiderio di migliorare la propria  condizione, e di soffrire con pazienza le strettezze e le altre miserie permesse dal Signore a nostro merito, poichè a al regno di Dio dobbiamo arrivare per via di molte tribolazioni" (Atti, XIV, 21).

(Catechismo di San Pio X)

Showman e battitori liberi


Ci avevano messo un sacco di tempo le suore, a sistemare i bambini delle elementari sulle sedie e farli stare zitti per l’inizio della Santa Messa. Ancora più faticoso era stato per loro sistemare educatamente i genitori in silenzio, che quanto a disubbidienza e indisciplina, superano di gran lunga i figli. Dopo dunque uno sforzo ciclopico, finalmente tutti erano fermi, seduti e—addirittura—in silenzio. E quel silenzio e quelle persone così ordinate, per chi ha a cuore una certa forma che però è anche sostanza, fa solo piacere. Ti permette anche di dire qualche preghiera... A un certo momento entra di corsa il giovane celebrante e preso il microfono comincia a saltare e battere le mani, urlando chiede che tutti saltino e di mettere le mani in alto. «Forza, più in alto!». Alle suore, quelle più anziane in particolare, veniva quasi da piangere. «Come state?», «non vi sento!»… All’omelia, scende in mezzo alla gente come faceva Pippo Baudo, e fa le domande ai bambini, ripetendo a alta voce la risposta. Ride, scherza, fa battute e tutti ridono e applaudono e forse si dimenticano anche loro che stanno alla Santa Messa. Poi è normale l’inserimento di frasi sue personali nella Liturgia sacra. Questo e altro che molti di voi già hanno visto altrove e per questo taglio corto. Tutto buono sicuramente e tutto santificante: sono solo io, vecchio brontolone che non capisco la novità, la bellezza e l’utilità di questi nuovi metodi di celebrare. Però—da quel che mi consta—nessuno nel frattempo ha cambiato il significato della messa che non è uno show dove il prete è un animatore da villaggio turistico, dove lui è il centro di tutto, col concetto finale che la messa riesce bene (?) o riesce male (?) se ha saputo essere un bravo showman. E’ pur vero che dopo il Concilio Vaticano II le chiese devono avere al centro non più il tabernacolo (messo di lato o nascosto in sagrestia o altrove) ma il trono del celebrante e anche questo qualcosa deve pur significare. Resta però ancora vero che il centro di tutta la messa è (e deve restare) l’Eucarestia e il “presentatore” deve fare solo l’umile e indegno ministro (che significa poi servo) di Dio e in quanto tale, non deve mai sentire la necessità di modificare o adeguare le parole e le fasi della Liturgia (perchè non è sua!) e si deve annullare completamente, quasi scomparire di fronte all’Eucarestia. Tutto per la gloria di Dio e la santificazione delle anime. Di fronte al significato della Santa Messa, si possono tollerare urli, balli da curva sud e ola, eseguiti senza rispetto in un luogo sacro e per di più sotto la croce di Nostro Signore? Leggiamo il Catechismo di San Pio X. «654 D. Che cosa è dunque la santa Messa? R. La santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo offerto sui nostri altari sotto le specie del pane e del vino, in memoria del sacrificio della Croce». «655 D. il sacrificio della Messa è il medesimo della Croce? R. Il sacrificio della Messa è sostanzialmente il medesimo della Croce in quanto lo stesso Gesù Cristo, che si è offerto sopra la Croce, è quello che si offerisce per mano dei sacerdoti, suoi ministri, sui nostri altari; ma in quanto al modo con cui viene offerto il sacrificio della Messa differisce dal sacrificio della Croce, pur ritenendo con questo la più intima ed essenziale relazione». «656 D. Quale differenza dunque e relazione vi è tra il sacrificio della Messa e quello della Croce? R. Tra il sacrificio della Messa e quello della Croce vi è questa differenza e relazione; che Gesù Cristo sulla Croce si offri spargendo il suo sangue e meritando per noi; invece sugli altari Egli si sacrifica senza spargimento di sangue e ci applica i frutti della sua Passione e Morte». Il fatto è anche che insieme agli showman, c’è un’altra pericolosa serie di battitori liberi nelle celebrazioni eucaristiche. Loro però non fanno lo show, anzi sono anche seri e compassati, ma dicono cose che la Chiesa non dice, non ha mai detto e che soprattutto non si dovrebbero mai dire perché non sono vere. E il povero gregge di Dio, lasciato senza basi, senza istruzione e spesso anche senza pastore, dubita, vacilla o si perde nella nebbia del mondo, preda del peggiore dei nostri nemici. Aiutiamoci.

Il Pio


(La foto è stata presa da internet, ritenuta dunque di pubblico dominio come tutte le altre, ma non ha nulla a che fare con il fatto raccontato nel post, perchè è un fatto vero) 

Sono felici perché hanno Cristo.

Sembra che i problemi del mondo siano limitati all’Ucraina, a Gaza, all’Iran e a poco altro. Nel silenzio più totale, anche di chi dovrebbe ...