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Hanno spento la luce



E alla fine qualcuno ha spento la luce. Per oltre venti secoli il mondo lo si vedeva benissimo: i suoi contorni, i dettagli, i minimi particolari, il panorama, gli occhi delle persone (che sono lo specchio dell'anima, come si dice)… Poi sono arrivati i sapienti, i geni, quelli cioè che hanno la Scienza infusa e la mettono sopra ogni cosa, mandati  da chissà chi (o forse da se stessi) a illuminare le menti ignoranti e ottenebrate da secoli. E un giorno questi hanno detto: “ora è giusto che vediate il mondo con gli occhi nostri, pertanto leviamo tutti i filtri (morale, religione, filosofia  e politica non allineata,...) che ci hanno imposto,  che hanno causato peraltro gravissimi errori e danni spaventosi. Questi sono tempi nuovi, moderni e solo in questo modo possiamo avere quegli occhi nuovi che 
finalmente meritiamo, moderni, adatti al tempo che stiamo vivendo”. Il dramma di tutta questa vicenda è che quei geni, anziché essere presi a pomodorate come si sarebbe dovuto fare sin da subito, hanno ottenuto il massimo del successo, in ogni dove (!) e milioni di quelli che erano stati denominati con disprezzo “rozzi e ignoranti” li hanno addirittura seguiti con gioia e convinzione in questa lotta per spegnere immediatamente la luce, il peggio è che oggi questa è ancora la maggioranza. Dunque hanno democraticamente spento la luce, proprio quella che ci faceva vedere i contorni, i dettagli, i minimi particolari, il panorama, gli occhi… quella che ci faceva indovinare la strada giusta quando eravamo arrivati a un bivio o peggio a un trivio, quella che ci faceva capire l'animo di una persona, quella che ci dava la capacità di educare e di creare opere nella realtà, che ci faceva comprendere la vita, e che dava serenità e letizia perché quando si vede bene la strada e si sa dove essa porta si cammina veloci e soprattutto si sta bene. E così oggi moltissime famiglie sono divise, in esse spesso c'è l'odio fra tutti, i Seminari si sono svuotati se non proprio chiusi, la normalità è spesso anormale e incomprensibile, non si capisce niente e nessuno sa dove la strada intrapresa alla luce solo dei nostri occhi ci porterà. E questo è dunque l'agognato moderno. A proposito. Tanti anni fa andavo in vacanza in Valle D'Aosta e lungo la strada passavo sempre davanti a un albergo grande, imponente, con un non so che di superbo e altero, tutto colorato di rosso, bello, il suo nome era "Albergo Moderno". Era però chiuso da decenni, abbandonato, in completo sfacelo e fatiscente, le finestre e le porte erano sprangate con le tavole di legno e l'erbaccia e le sterpaglie ricoprivano tutto il grande cortile un tempo vivace e pienodi colori. Niente vita, nessuno in giro, nessun movimento, nessun rumore o voce, nessuna automobile,  tutto desolato, la rete di confine sbilenca e arrugginita. Mi faceva sempre tanto effetto vedere quell'albergo. E ogni volta per oltre dieci anni, dicevo sempre la stessa frase: "questa la fine che fa ogni persona, ogni cosa, ogni concetto, ogni desiderio a cui si vuole mettere vicino la parola "moderno"". Meglio allora puntare tutta la vita, ogni attimo della stessa, solo su Gesù (cioè, che è la Luce oltre a essere Via, Verità e Vita). E come recita l'antico e bellissimo canto spiritual "Old time religion": dammi l'antica religione: è andata bene per i nostri vecchi padri andrà bene anche per me...

Dammi quella religione dei tempi antichi,
Andrà bene per me

Andava bene per Paolo e Sila
Andrà bene anche per me

Andava bene per i bambini Ebrei,
Andrà bene anche per me

Andava bene per mia nonna,
Andrà bene anche per me

Andrà bene anche quando il mondo andrà in fiamme
Andrà bene anche per me

Il Pio

Sale e luce




Su alcuni marciapiedi di dove abito ci sono gli scivoli per i disabili e distanti almeno un metro, le strisce pedonali. Non è logico. Penso sempre che quello che detiene il timbro per fare le strisce non parla a quello che detiene il timbro per fare lo scivolo dei disabili, eppure hanno l’ufficio vicino. Uno sa una cosa e l’altro, un’altra. Chi fa i lavori poi si guarda bene da alzare una mano e dire che forse… chi glielo fa fare? Rischia di perdere l’appalto; naturalmente nessuno controlla: il risultato è quello. il disabile scende dallo scivolo, ma le strisce stanno a un metro. E chi parcheggia deve pensare a chi inviare gli accidenti, essendo raddoppiato inutilmente lo spazio di sosta vietata, tra le strisce e lo scivolo. I cittadini che vedono quella stupidaggine, non dicono niente, però pensano “ma in che mani siamo?” e si disamorano della propria città in mano ad asini con le ceste. E quando uno è disamorato, non muove nulla per nessuno. Se uno ama la propria città, la trasforma in una Firenze o in una Roma diceva Chesterton. Se non la ama essa diventa un letamaio. Ma la colpa è sempre in alto. Se chi comanda ama la propria città, e lo dimostra, nel giro di pochi anni essa sarà bellissima e vivibilissima. Ma se non è così, non possiamo fare nulla: forse tra tre o quattro generazioni, se però nel frattempo abbiamo educato bene. Ma la stessa cosa succede nella Chiesa, ma qui la cosa è più pericolosa, per ciascuno di noi. Ad esempio un tempo in alcune preghiere recitate durante la messa, si faceva un inchino oppure una genuflessione. Ora no. Ma sono sempre quelli che stanno in alto che hanno detto di non farlo più. E non c’erano motivi per impedirlo. Ma il popolo li ha seguiti abbandonando una tradizione secolare, pensando fosse giusto. Dopo di che sono arrivati i sacerdoti in parrucca arancione che ballano durante la messa, vista dunque come una festa popolare e non come il sacrificio di Nostro Signore (come in effetti è). L’amore si dimostra anche attraverso gesti di affetto, una carezza, un abbraccio, oppure un inchino o una genuflessione quando significa, appunto, dire ti voglio bene e te lo vorrei far sapere. Anche qui non possiamo fare nulla: forse tra tre o quattro generazioni, se però nel frattempo abbiamo educato bene. Ma l’andazzo è brutto, sperando poi di non incontrare quelli che dicono messa ballando e con la parrucca. I cristiani sono sempre stati il sale del mondo: così ha detto Gesù e così dobbiamo essere. Se lo facessimo davvero non dovremmo aspettare tre o quattro generazioni per vedere un minimo di luce in mezzo alla notte. E saremmo anche più lieti. Certo essere sale comporta che non possiamo stare dentro il barattolo da cui tutti possono vedere chi siamo; ma dobbiamo uscire da esso, mischiarci al mondo e dare a questo la sapidità di cui ha davvero bisogno.

Il Pio

Ascoltare e sentire.

San Paolo diceva che la fede passa attraverso l’ascolto ( Fides ex auditu ). La fede non è infatti—fatti salvi casi particolarissimi—un'...