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Sappiamo quello che "dobbiamo" sapere.




Facciamo spesso discorsi su ogni argomento. Salute, medicina, edilizia, leggi, politica, scuola, guerra, virus, moda, lavoro... e capita che talvolta ci infervoriamo e litighiamo 
 perché uno la pensa in un modo e l'altro in un altro. Spesso si perdono anche le amicizie con questi discorsi, tanto ci avveleniamo. Sarebbe  forse meglio fare come dice il bravo cabarettista di Zelig Giovanni Cacioppo. "Ci si trova al bar con gli amici-racconta spesso nei suoi spettacoli-e siccome siamo tutti ignoranti a 360 gradi su ogni cosa, possiamo discutere per ore e ore di qualunque argomento, a 360 gradi", senza problemi e senza dunque litigi e contrasti. Noi facciamo invece al contrario perché pensiamo di conoscere bene un fatto (e talvolta è anche vero), ma nella maggior parte delle volte noi sappiamo solo quello che sentiamo dalla TV o leggiamo sui giornali o su internet, fake news comprese. Non è facile districarsi, orientarsi bene in questo ginepraio di informazioni. Infatti non potendo spesso attingere presso la fonte diretta, i nostri punti di riferimento sono TV e giornali. A tal fine però dobbiamo prendere atto che ogni TV e ogni giornale ha una precisa linea politica o editoriale da portare avanti oppure dietro c'è qualcuno importante come proprietario che vuole certe cose mentre altre no, poi molti organi di informazione prendono anche i finanziamenti dallo Stato, senza i quali non camperebbero a lungo a quei livelli. Quindi noi sappiamo in buona parte, solo quello che altri vogliono che sappiamo. Sappiamo cioè quello che "dobbiamo" sapere. In particolare molte frivolezze e politica. Le notizie dunque spesso le sentiamo dalla voce di chi è pagato  per informare tutti in un certo modo. Episodi talora verosimilmente filtrati o  forse adattati e così succede che la notizia di un prete pedofilo finisce per giorni in prima pagina in tutto il mondo dell'informazione con grande (giustamente) sdegno, ma la notizia di un giovanissimo prete bruciato vivo dagli islamici per odio alla nostra fede, o di centinaia di civili cattolici trucidati o cacciati di casa, oppure di chiese rase al suolo, non la dice nessuno. Ecco un esempio. Tutto questo ovviamente facendo le dovute tare e riserve. Forse è meglio allora restare amici tra di noi senza dividerci e non fidarci totalmente invece di quello che ci dicono i nostri potenti nemici. Temo però, per come siamo fatti, che non saremo mai in grado di farlo. 

Il Pio


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