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Caino


Ci sono delle frasi che misteriosamente, fin dalla prima volta che l’abbiamo ascoltate, ci sono sembrate “oro colato” e per tali le abbiamo sempre intese e le intendiamo. Forse per un senso di ecologismo, di buonismo, di pacifismo,… chissà? Ormai il lavaggio del nostro cervello è arrivato quasi alla fine. Ma è un brutto segno. Per esempio. “viviamo tutti al di sopra delle nostre possibilità”. Fate caso però a chi dice questa incontestabile Verità: sono quelli strapagati, con posti incredibili, che nessuno tocca, che spesso non hanno mai fatto nulla nella vita, che altrettanto spesso sanno solo combinare danni (agli altri). Vivono come Faraoni e hanno un impatto ecologico gravissimo (a voler tacere di tant’altro). E loro dicono così a noi. A noi che ci crediamo e abbassiamo la testa in segno di vergogna. Parliamo ora di Caino. Caino era il figlio di Adamo e Eva e fratello di Abele. “…Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto”. Il Signore cercò di consolare Caino vedendolo intristito: “«Ma se non agisci bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il suo istinto, ma tu dòminalo» (…). “Caino disse al fratello Abele: «Andiamo in campagna!». Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il fratello Abele e lo uccise. Allora il Signore disse a Caino: «Dov'è Abele, tuo fratello?». Egli rispose: «Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?» (Genesi 4, 3-9)”. Caino dunque con un inganno uccise suo fratello per motivi futili, non accetta il consiglio di Dio e Gli risponde pure arrogante e sprezzante. Perché mai allora, la giustizia umana dovrebbe perdonare Caino? Quanta gente parteggia anche oggi per Caino? Abbiamo perso la dignità (il self respect) e il senso della giustizia, non abbiamo più Valori fondamentali, né Ideali, ma solo ideologie minime, liquide e temporanee che altri tra l’altro, ci hanno imposto. Siamo deboli. Come prima cosa dovremmo imparare a chiamare “buffoni” quelli che lo sono e le cose col loro nome. Ma soprattutto dovremmo tornare a seguire Gesù per essere nuovamente uomini liberi, dunque schiavi di niente e di nessuno, né del dio denaro, del dio potere, del dio lussuria, del dio politica e tantomeno di altri schiavi con più denaro in tasca o dalle belle parole.


Il Pio

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