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Divisioni e ripudi



Si parla spesso del fatto che sia ingiusto non potersi risposare, se il precedente matrimonio sia andato male e che non sia nemmeno giusto che i divorziati risposati non possono prendere la comunione… e si punta il dito contro la Chiesa che è rimasta al Medio Evo e non è al passo coi tempi (sarebbe da dire: «belli questi tempi! Te li raccomando» ed anche «non sarebbe meglio se il mondo di oggi si adeguasse a quello del Medio Evo?». Lo dico per dire ovviamente, scherzando). Il fatto è anche che le regole della Chiesa sono tutte dettate per la Salvezza degli uomini e non per farli soffrire inutilmente. Però non sono pochi autorevoli membri della Chiesa che vorrebbero cancellare (o più elegantemente “adattare”) quella regola, poco moderna. Però Gesù, sul punto, è stato chiarissimo. Vi faccio leggere un brano del Vangelo: “Alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio» (Mc. 10,1-12)”.  Il "non commettere adulterio", lo ricordo, è previsto nei dieci Comandamenti, il sesto, dunque commetterlo, a certe condizioni, é un peccato mortale, ci si può ritrovare all'inferno; nel matrimonio cristiano (quello confortato dal sacramento, per intenderci) l’uomo non può dividere ciò che Dio ha congiunto (non può offendere il Sacramento che ha ricevuto). Se uno convive dunque, è come se fosse costantemente in adulterio, sta con un uomo (o con una donna) che non è quello con cui si è consacrato davanti a Dio. Mi sembra di dire cose lontane miliardi di anni luce che provengono quasi da un altro millennio, ma per il cristiano così deve essere, lo ha detto Gesù. Comunque sia, la nostra libertà è sempre superiore e Dio, di fronte ad essa, si ferma, cioè non siamo obbligati a fare nulla e possiamo fare quello che vogliamo, persino i capricci e le violenze gratuite, ma dobbiamo sempre valutare attentamente ogni volta quello che facciamo e cosa ci convenga di più fare, alla luce, ovviamente, del nostro Destino ultimo.

Il Pio

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