
Se la Fede passa e si diffonde attraverso l’udito, cioè, attraverso
l’ascolto, come diceva San Paolo (“Fides ex auditu”), occorre che qualcuno
parli, racconti, si esprima... In mancanza di questo signor qualcuno, si
potrebbe dire, Essa non passa e dunque, non succede niente, non cambia
nulla, tutto rimane fermo in eterno; proprio come adesso. E se oggi viviamo in
un’Italia che un tempo era una terra fra le più cattoliche del mondo, insieme
alla Francia, la Spagna, l’Irlanda… e forse,
addirittura, più di queste e che tante cose belle ha costruito, operato e creato
solo per detto motivo, se oggi viviamo in un'Italia—dicevo—che è quasi completamente scristianizzata,
significa che (anche) qui da noi regna il silenzio più bieco. Nessuno dunque parla,
nessuno annuncia, nessuno testimonia la Fede in Gesù Cristo. Eppure Gesù è stato
chiaro sul punto di annunciare la Buona novella al mondo intero e sempre San Paolo esortava a farlo in ogni occasione opportuna e inopportuna. E così, nel silenzio tombale la Fede non si
propaga. Sono almeno due generazioni che è in corso questo processo. E’ successo che per la prima generazione, nel periodo del ’68,
la Fede era ormai diventata roba da “vecchi” reazionari e retrogradi e siccome allora,
il “giovane” e il "mondo nuovo" avanzavano a passi da gigante, Essa è stata buttata nel cestino come
tanti altri rifiuti (o almeno considerati tali) e purtroppo ciò è stato fatto anche dai cattolici accecati da quell'ideologia. Poi dalla
seconda generazione quel poco che era rimasto dopo l'invio in discarica, la Fede è stata considerata qualcosa che atteneva esclusivamente alla sfera personale e che dunque doveva restare in un ambito puramente intimo: non era corretto cioè, raccontarla agli
altri; e poi c’era anche da rispettare gli atei, gli agnostici, gli eretici, i sincretisti e tutte le altre
religioni, anche se tutti costoro potevano liberamente parlare male, con cattiveria e
astio della Fede cattolica. Lo so
che i miei tre lettori queste cose le sanno bene. Ma se vogliamo far tornare l’Italia
cattolica, come era un tempo, che non significa una terra di pace, amore e bene, che non
è assolutamente cosa di questo mondo, ma una terra i cui cittadini ragionano da
cristiani, pensano, scrivono da cristiani, fanno libri, opere d’arte, sculture,
quadri da cristiani, costruiscono opere buone nel mondo, come hanno sempre
fatto, da cristiani… Se vogliamo che i rapporti interpersonali siano
profondamente umani e cioè cristiani, se insomma, vogliamo che accada tutto ciò, occorre pur dire qualcosa (o meglio, Qualcuno) alla gente che incontriamo, anche a costo dell’esilio
e degli insulti o delle risate... Se i nonni dei nonni dei nostri nonni non
avessero parlato, immaginate come sarebbe grigia e triste la nostra terra oggi.
E infatti fides ex auditu… E prima molti
parlavano a cominciare dai genitori, dalla scuola,…
il Pio