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»State saldi con noi nella preghiera»


In Nigeria da anni sta avvenendo un vero e proprio genocidio di cristiani. Mons. Wilfred Chikpa Anagbe, vescovo di Makurdi, nello Stato di Benue nel Sud della Nigeria, sostiene che c’è «un’agenda chiara e pianificata per islamizzare la Nigeria centrale dove la maggioranza della popolazione è cristiana, per cambiare la demografia, con attacchi sistematici». Su Missione oggi (www.saveriani.it – Gianni Brentegani) si legge che «avvengono attacchi contro villaggi e comunità cristiane nella fascia centrale del paese dove le persone uccise vengono poi sostituite con gente di fede mussulmana che si impossessa delle terre delle vittime». Si legge su L’Ancora online (www.ancoraonline.it): «Gli attacchi contro le comunità cristiane sono diventati un fatto ricorrente, quasi quotidiano (...). Un genocidio silenzioso, che da anni lacera intere comunità rurali». E ancora «L’obiettivo degli aggressori è chiaro: “Vogliono islamizzare la Nigeria, trasformarla nello Stato islamico dell’Africa occidentale. È una jihad, una guerra di pulizia etnica, un genocidio. Quando attaccano un villaggio, massacrano anche i neonati. Qual è la loro colpa?”» chiede il vescovo Anagbe che continua «Facciamo il possibile per prenderci cura dei bisogni spirituali e materiali della nostra gente. La prima cosa che cercano è Dio. La presenza dei sacerdoti dona loro un po’ di speranza. Celebriamo messe nei campi, offriamo confessioni, ascolto, sostegno psicologico per evitare traumi insanabili». In particolare, Mons. Anagbe sconfessa chi attribuisce la violenza a conflitti climatici o a contese tra agricoltori e pastori. «Non è il clima. Non è un conflitto di interessi. È un attacco diretto a cittadini innocenti. Vogliono immergere il Corano nell’oceano e fare della Nigeria uno Stato islamico». Alla Chiesa italiana e all’Europa il presule rivolge un accorato appello: «State saldi con noi nella preghiera, confidando che Dio ascolterà il nostro grido. Ma non basta: siate nostri avvocati, denunciate questo male. Troppi leader vogliono essere politicamente corretti e tacciono, ma questo è genocidio». Poi l’Alto prelato cita il Rwanda del 1994: «il mondo rimase in silenzio e 800mila persone furono uccise. Se ignoriamo questa crisi, assisteremo a un altro genocidio, con 230 milioni di nigeriani in fuga». Siamo dunque avvocati e preghiamo per la Nigeria, ma preghiamo anche per l’Italia perché non avvengano mai situazioni del genere.

Il Pio

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